lunedì 29 ottobre 2007

Guardando (male) in una sfera di cristallo

Concediamoci un sorriso. Il Corriere propone un articolo (del tutto inutile, lo ammetto) che racconta di alcune predizioni rivelatesi poi del tutto infondate, linkando un sito in cui si elencano le predizioni 'peggiori di sempre' (credo che la definizione sia un tantino esagerata, ma l'idea è comunque molto spiritosa). 'Peggiori' nel senso di 'presto smentite'.

Tra queste, una Margaret Thatcher che esclude che nel corso della sua epoca la Gran Bretagna possa avere un primo ministro donna, affermazioni riguardo all'inutilità di radio, televisioni e automobili, e persino previsioni di pace proferite nel 1914 e nel 1938.
Ovviamente, le predizioni sballate che ho preferito sono quelle a carattere 'ferroviario':


«Dear Mr. President: The canal system of this country is being threatened by a new form of transportation known as 'railroads' ... As you may well know, Mr. President, 'railroad' carriages are pulled at the enormous speed of 15 miles per hour by 'engines' which, in addition to endangering life and limb of passengers, roar and snort their way through the countryside, setting fire to crops, scaring the livestock and frightening women and children. The Almighty certainly never intended that people should travel at such breakneck speed.» Martin Van Buren, Governor of New York, 1830(?).

«Rail travel at high speed is not possible, because passengers, unable to breathe, would die of asphyxia.» Dr Dionysys Larder (1793-1859), professor of Natural Philosophy and Astronomy, University College London.

All'elenco, se ne potrebbero aggiungere altre più recenti: i nostri politici sono dei maestri in materia. Con un po' di malignità, mi viene in mente che qualcuno aveva predetto che, dopo due mandati a Roma, Walter Veltroni sarebbe partito per l'Africa - ma non è detto che non si avveri, nel caso in cui il Pd dovesse naufragare per qualche cataclisma non meglio identificato...

Nel frattempo, la (fascinosa) signora Kirchner è diventata Presidenta in Argentina, succedendo al (molto meno fascinoso) maritino. Mi fa piacere, anche se ancora una volta mi viene da pensare che una donna, per fare carriera in qualche campo, debba sposare un uomo che sia in ascesa o che abbia ormai acquisito una posizione nello stesso ambito. In proposito, vi racconto un aneddoto. Un mio parente americano (confessiamolo, tutti abbiamo almeno uno zio Oltreoceano...) mi ha detto che voterà per Hillary, perché è la moglie di Bill, che di certo saprà guidarla e darle dei buoni consigli. Avrei voluto rispondere: quale Bill, quello della Lewinsky? (E della guerra in Kosovo, si intende.) Non c'è che dire, un vero genio della politica! Ma, almeno per questa volta, sono riuscita a trattenermi...

sabato 27 ottobre 2007

Informazione e rispetto della forma

Oggi mi ricapita di essere d'accordo con il prof. Galli Della Loggia, cosa che accade piuttosto di rado e che quindi va debitamente segnalata. La sua rubrica sul Corriere (il Calendario) affronta il tema del carattere 'colloquiale' del giornalismo italiano, per cui alcune importanti cariche dello stato e numerosi personaggi politici sono menzionati il più delle volte ricorrendo al solo nome proprio o a soprannomi. Della Loggia riconosce in una simile prassi un terreno fertile per l'antipolitica e scrive:

"È, infatti, la riduzione della politica a teatro dei burattini, a scena deputata di personaggi-macchietta, a qualcosa di mezzo tra la sceneggiata e il
vaudeville. Sollecita, senza saperlo, il gusto plebeo per la battutaccia, per lo sghignazzo, alla fine per il buttare tutto in vacca. E naturalmente per il non credere in nulla."

Ora, io non metterei la questione in modo così severo e drammatico. Tuttavia, ritengo che bisognerebbe davvero recuperare il senso dei ruoli e delle istituzioni anche nella forma, anzi, a partire dalla forma. Altrimenti il confronto politico rischia di diventare una specie di campionato di calcio, e l'elettore rischia di trasformarsi in un tifoso da bar, sempre pronto a vestire i panni dell'allenatore, a fornire le sue ricette salvifiche e a polemizzare con coloro che la pensano o che agiscono in modo diverso.

Questa riflessione non assolve certo i nostri parlamentari dalle loro responsabilità. E' semplicemente un invito a fare ciascuno la propria parte, nella propria sfera di competenza. E sappiamo bene che il giornalismo svolge un ruolo fondamentale in una società democratica, nel bene e nel male.

giovedì 25 ottobre 2007

Pot-pourri di attualità

Qualche segnalazione per voi:

1. si è tanto parlato del manifesto diffuso dalla regione Toscana per contrastare l'omofobia. L'immagine del neonato-gay non mi ha indignata o disturbata, ma l'ho trovata inappropriata, per alcuni motivi che sono ben riassunti in questo articolo;

2. la risposta di Ezio Mauro al "Finiamola!" del Cardinal Bertone merita almeno un link (anche se questo infrange il mio personale boicottaggio nei confronti del quotidiano La Repubblica: alla fine, ho resistito un solo mese...);

3. fuori dai confini nazionali si commenta così la (fallita, abortita, mal formulata...) proposta di legge sull'editoria, facendomi vergognare un po'...

domenica 21 ottobre 2007

Guerra e Pace

Ho guardato i primi quindici minuti della versione televisiva di Guerra e Pace, e ho capito che non faceva per me. Le trasposizioni dei romanzi che ho amato molto mi deludono praticamente sempre, non riesco a sopportare quando la trama viene stravolta, come accade nella maggior parte dei casi (e in questo caso specifico le libere variazioni sul tema sono davvero evidenti), e quando i personaggi non sono come li ho immaginati. L'unica trasposizione televisiva davvero fedele, che ho quasi amato quanto il romanzo (e questo è tutto dire...,) è la versione di Pride and Prejudice della BBC: cinque ore assolutamente perfette, tanto che mi ritrovo a guardare il DVD a cadenza più o meno semestrale, in due comode sessioni...

In generale, ho sempre adorato i romanzi in costume, specie se molto voluminosi, perché soffro sempre un po' quando arrivo alla fine di una storia. Ho trascorso una settimana a leggere Guerra e Pace, e non riuscivo davvero a smettere, lo portavo con me ovunque e approfittavo di qualsiasi momento di libertà per riaprirlo e rituffarmi nella lettura. Non ho amato nessun personaggio in particolare, non sono riuscita ad immedesimarmi in nessuno, e tuttavia ho trovato tutta la vicenda assolutamente grandiosa.

[Se avete intenzione di leggere il romanzo, non continuate con questo post: mi dispiacerebbe rivelarvi cose che accadono intorno a pagina 1000...]

Non so è capitato anche a voi, ma nella mia antologia del ginnasio c'era la lettura Natasha al ballo, in cui si raccontava del primo incontro mondano di Natasha con il principe Andrej, che lasciava intuire che tra i due sarebbe nata una storia. Quando ho cominciato a leggere il romanzo, tuttavia, mi sono trovata di fronte una situazione inaspettata: Natasha era una ragazzina un po' selvaggia e Andrej era addirittura sposato e in attesa del suo primogenito. Ho capito immediatamente che sua moglie - la minuta principessa Lise - avrebbe fatto una brutta fine. In ogni caso, né Andrej né Natasha hanno conquistato la mia simpatia: troppo altezzoso il primo (una specie di 'eroe romantico' votato alla gloria), troppo svampita la seconda (insomma, innamorarsi perdutamente di tre uomini diversi nel giro di trecento pagine è decisamente un'impresa...). Ho preferito di gran lunga l'impacciato Pierre, pieno di buoni propositi, di altruismo e di grandi ideali, ma troppo incostante per perseguirli e realizzarli. E di un'ingenuità e di una bontà assolutamente disarmanti, capace di esaltarsi per poco proprio come un bambino e di cacciarsi in una serie di situazioni quasi inverosimili, fino a diventare persino un massone...

E poi tutte quelle vicende collaterali: i salotti patinati e i passatempi della nobiltà di Mosca e San Pietroburgo; la tristissima vicenda del piccolo Petja e del suo desiderio di gloria militare; la povera orfana Sonja che giura amore eterno a Nicolaj Rostov e poi deve assistere al matrimonio di lui con la principessa Marja - la sorella bruttina e tremendamente bigotta di Andrej -, e finisce a fare da tata ai loro figli; gli spregiudicati Kuragin, tanto belli quanto disonesti, a partire dalla bellissima Hélène, così attratta dall'eredità di Pierre da fare di tutto per sposarlo - e ovviamente Pierre, sempre un po' confuso, capirà solo dopo averla sposata che in realtà è perdutamente innamorato di un'altra (beh, per sua fortuna, Tolstoj aveva deciso che la sua vicenda avrebbe avuto comunque un lieto fine...).

Infine, ci sono tutte le riflessioni di Tolstoj sulla storia, sui mutamenti storici, sulle azioni dei grandi, a partire dalla parabola di Napoleone, che con le sue campagne, le sue vittorie e le sue sconfitte fa da sfondo all'intera vicenda - da Austerlitz a Waterloo, passando per l'incendio di Mosca.

Insomma, un romanzo storico e corale, con tantissimi personaggi, tantissime storie, tantissimi fili che si intrecciano: per me che sono una fan del genere, è stato davvero il libro rivelazione dell'anno (l'ho letto lo scorso gennaio, quindi la definizione vale ancora...). Poi mi sono buttata a capofitto nella tesi e ho smesso di leggere romanzi - Kinsella a parte: i suoi libri li uso per distrarmi... Spero davvero di poter ricominciare al più presto con cose più ... 'serie'... :)

Impossible is nothing

Se Raikkonen è riuscito a vincere il Mondiale, io posso quasi riuscire ad addottorarmi... :P

sabato 20 ottobre 2007

Ridiamoci su...

Su segnalazione di Liliana:

Il presidente Prodi, in visita ufficiale in Inghilterra, viene invitato per
un the dalla Regina Elisabetta. Durante l'incontro le chiede qual è la sua
strategia di leadership e lei risponde che consiste nel circondarsi di persone
intelligenti. A questo punto Prodi le chiede come fa a giudicare se
sono intelligenti. "Lo capisco facendogli la domanda giusta", risponde la
Regina. "Mi permetta di dimostrarglielo". La regina allora telefona a
Tony Blair e dice:
"Signor Primo Ministro, la prego di rispondere alla seguente domanda:
sua madre ha un bambino, e suo padre ha un bambino, e questo bambino
non è suo fratello e non è sua sorella. Chi è?"
Tony Blair risponde:
"Ovviamente sono io!"
"Corretto! Grazie, e a risentirci, sir.", dice la Regina. Sua Maestà attacca
la corrnetta e dice:"Ha capito Mr. Prodi?". "Sicuro. Grazie
mille. Farò senz'altro anch'io così". Al rientro a Roma decide di
mettere alla prova D'Alema: lo fa quindi venire al Quirinale e gli
dice: "Ascolta, Massimo, mi chiedevo se potessi rispondere a una
domanda." "Certamente, signor Presidente, cosa vuole
sapere?". "Ehm, tua madre ha un bambino e tuo padre ha un bambino, e
questo bambino non è tuo fratello e non è tua sorella. Chi è ?". D'Alema
ci pensa un po', poi imbarazzato dice: "Posso pensarci meglio e rispondere
poi correttamente?". Prodi acconsente e D'Alema se ne va.
Appena uscito dal Quirinale, D'Alema organizza subito
una riunione con altri colleghi prima di partito e poi di tutto
l'Ulivo i quali si lambiccano il cervello per diverse ore, ma nessuno
riesce a trovare la risposta giusta. Ad un certo punto a D'Alema viene
in mente di interpellare il filosofo Cacciari e gli spiega la
situazione: "Adesso ascolta la domanda: tua madre ha un bambino e tuo
padre ha un bambino e questo bambino non è tuo fratello e non è tua
sorella. Chi è?".
Cacciari risponde subito: "Ovviamente sono io!"Razza di deficienti!!".
Estremamente sollevato, D'Alema corre al Quirinale e
dice al Presidente: "Presidente, so la risposta alla sua domanda! So
chi è il bambino! E' Cacciari!". E Prodi risponde, disgustato:
"Cretino, è Tony Blair!".


I blog come prodotti editoriali?

Tornata temporaneamente alla base vi segnalo - nel caso non ne siate già a conoscenza... ma ne dubito, so che sapete già tutto ;) - il disegno di legge sull'editoria, che avrebbe il compito di definire e regolamentare le cosiddette 'attività editoriali' su internet - tra le quali si potrebbero annoverare anche siti e blog personali, tipo questo...

Ovviamente, il disegno di legge ha suscitato diverse reazioni più o meno allarmate e polemiche, e le 'rassicurazioni' offerte dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l'Editoria sono piuttoso vaghe, pilatesche e non esattamente... 'rassicuranti'...

Aggiornamento: il ministro Gentiloni ammette che nel ddl c'è qualcosa che non va...

venerdì 19 ottobre 2007

Stardust

Le mie peregrinazioni questa settimana mi hanno portata dapprima a Roma, a lavorare in ufficio, e poi a Pisa, da dove ripartirò domani per ricominciare il mio giro d'Italia settimanale.

Cosa si può fare il mercoledì sera a Pisa? Ovviamente, si può/si deve/si dovrebbe andare al cinema, possibilmente con il proprio ragazzo o con la propria ragazza, altrimenti con un'allegra banda di amici... E così mercoledì sera, dopo mesi di latitanza, ho rinnovato questa piccola tradizione andando a vedere Stardust, di Matthew Vaughn (noto per aver sposato Claudia Schiffer, ma molto meno noto 'in sé').

Mi attraeva molto l'idea che si trattasse di una fiaba, di un momento di pura evasione. E devo dire che sono uscita dal cinema più che soddisfatta. E' un po' storia romantica (sulla ricerca del vero amore e sulla capacità di riconoscerlo) e un po' racconto di formazione, con il protagonista poco piu' che adolescente (Tristan - Charlie Cox) che, per amore di una giovane bella e capricciosa (Victoria - Sienna Miller), decide di oltrepassare il muro che fa da confine tra il villaggio inglese di Wall e il regno fiabesco di Stormhold, e andare a catturare la stella che ha visto cadere. Nel suo avventuroso viaggio, Tristan scoprirà che la stella è in realtà una donna (Yvaine - Claire Danes), e che sulle sue tracce ci sono due principi di sangue reale - che rivaleggiano tra loro e si contendono il trono -, e una strega malvagia (Lamia - Michelle Pfeiffer) - che vuole strapparle il cuore per mangiarlo e riacquistare così la giovinezza e la bellezza perdute. Ovviamente, il viaggio cambierà il protagonista e muterà lo scopo della sua missione...

La storia è romantica, certo, ma mai (troppo) melensa; al contrario, è molto divertente. Veder invecchiare Michelle Pfeiffer di incantesimo in incantesimo è un po' doloroso, specialmente per i suoi fan (ed io sono tra questi, dato che la considero l'attrice piu' bella di sempre...), tuttavia è davvero perfetta nel ruolo della strega cattiva. Così come è perfetto Robert De Niro nel ruolo dell'originale Capitan Shakespeare (e non è il caso che vi spieghi perché è 'originale', vi rovinerei la sorpresa nel caso vogliate vedere il film...), che di mestiere fa l'acchiappa-fulmini. Buffi i sette principi di Stormhold, che si assassinano a vicenda nella corsa al trono e nei modi più diversi, secondo una sorta di consuetudine locale per cui la successione spetta all'unico erede maschio in vita...

Splendide le ambientazioni, quasi evanescenti, con molto verde. Insomma, se volete trascorrere due piacevoli ore di svago, senza pensare al lavoro, agli impegni, ai problemi del quotidiano, ecco il film che fa per voi!

sabato 13 ottobre 2007

Televisione... in corsia

Sono una fan delle serie americane. Con delle preferenze ben precise. Ed ora ve ne racconto un po’ (così ci distraiamo tutti, e io non penserò per una mezz’oretta buona al milione di cose che devo fare entro martedì prossimo…).


Principi di ordine generale
Una serie televisiva deve essere spiritosa, intrigante e piuttosto varia nei contenuti. La trama deve essere scorrevole ma non piatta, ed è bene ogni tanto fare ricorso al ‘colpo di scena’ per mantenere desta l’attenzione. I personaggi devono avere caratteri precisi, magari anche un po’ esasperati, e devono agire con una certa coerenza. Lo spettatore deve avere la sensazione di poter prevedere il dipanarsi della storia, e nello stesso tempo nutrire il sospetto che in qualche modo verrà stupito. Infine, una serie non può durare un’eternità, dopo qualche stagione dovrebbe chiudere, perché anche le più scoppiettanti col tempo diventano monotone. E in più, mano a mano si perde la specificità dei personaggi, che cominciano a contraddirsi, a mostrare crepe nel loro carattere…

Oggi parliamo del genere in camice bianco, che va tantissimo. Un ospedale infatti è il luogo ideale intorno al quale far gravitare una serie di soggetti, anche perché consente un discreto scambio tra personaggi fissi (medici e infermiere/i) e comparse (malati o parenti di malati).
Sono stata una fan di ER a suo tempo, e cioè per le prime cinque stagioni (ormai sono arrivati a girare la quattordicesima, credo…). Avevo intuito che sarebbe andata decisamente per le lunghe, e nonostante il mio affetto incondizionato per Mark ‘Ciccio’ Greene e per lo specializzando imbranato John Carter, alla fine ho smesso di seguirlo. Meglio così, perché gli sceneggiatori, di lì a qualche anno, avrebbero fatto morire Mark per un tumore al cervello (con ogni probabilità Anthony Edwards – il Goose di Top Gun - si era stufato di recitare la parte del medico dal cuore d’oro…) e avrebbero deciso di spedire l’ormai non più giovane (e non più specializzando) Carter in Africa, per amore (dopo aver fatto morire Lucy accoltellata da uno squilibrato in pronto soccorso – di questo davvero non li potrò perdonare mai!).



Ora c’è Dr. House, che ha il merito di non essere una soap opera, in quanto il contorno - le vite dei personaggi, le loro vicende sentimentali - è poco sviluppato, e rimane sempre sullo sfondo. Al centro c’è il protagonista (Hugh Laurie, che faceva il ladro di cuccioli dalmata ne La carica dei 101), con il suo sarcasmo, con i suoi malesseri, con i suoi casi da risolvere e le sue trovate più o meno ‘geniali’ o ‘folli’ (spero davvero che a nessun medico reale venga mai in mente di combinare ai pazienti quello che combina House… che poi credo davvero che determinate patologie si manifestino solo nel New Jersey, in zona Princeton…). E poi c’è il dr. Wilson, a cui io sono molto affezionata ricordando la sua performance ne L’attimo fuggente (credo che il suicidio di Neil Perry sia stato uno dei momenti più drammatici della mia vita di spettatrice, secondo soltanto alla morte di Anthony in Candy Candy...). Questo tipo di serie si basa moltissimo sulla caratterizzazione dei singoli personaggi (il medico cinico, l’amico affezionato e di buon senso, l’arrivista, la compassionevole…) e sugli scambi di battute piuttosto che sull’azione. L’unico rischio è, anche qui, che la serie venga tirata troppo per le lunghe, perché tende a diventare ripetitiva.

Grey’s Anatomy invece sta prendendo proprio la piega di una soap. Per quanto i dialoghi siano divertenti e le situazioni a volte comiche, il dramma è sempre dietro l’angolo, e Meredith Grey, la protagonista, è decisamente troppo piagnucolosa (e direi quasi ‘insignificante’…). Erano carinissime le prime puntate, esteticamente pregevole il cast maschile, ma poi, ad un certo punto, tutti hanno cominciato ad avere relazioni con tutti: Derek (il dr. Stranamore- Dr. McDreamy) ha lasciato Meredith per tornare con Addison, che però lo aveva tradito con Mark (il dr. Bollore- Dr. McSteamy); a quel punto, Meredith è disperata e va a letto con quel poveretto di George (una delle scene più orribili nella storia dei telefilm), ma poi lo tratta malissimo e lui si mette con Callie, che poi finirà a sua volta a letto con Mark… Insomma, se vanno avanti così…


Nota polemica
Lo sceneggiatore avrebbe il dovere di limitare le avventure della protagonista femminile e di non farla andare a letto con più di due personaggi maschili principali, perché lo spettatore ha bisogno di alcuni punti fermi e di almeno una coppia fissa: quindi, Finn era tanto carino e simpatico, ma Meredith deve comunque stare con Derek (è come dire a proposito di Sex and the City: Aidan era l’uomo perfetto, ma Carrie deve sposare Mr. Big!).

Credo proprio che dovrei mettermi a scrivere sceneggiature per telefilm, potrebbe risultare divertente - e comunque sarebbe uno sbocco lavorativo, di questi tempi… ;)
Cmq: in un futuro non meglio precisato - leggete: quando avrò un'altra mezz'oretta di tempo - vi racconterò anche delle altre mie preferenze seriali-televisive...


venerdì 12 ottobre 2007

Nota nostalgica

One More Blog chiude. Mi dispiace molto, perché è uno dei primi blog che ho scoperto e perché lo leggevo spesso e volentieri. Si può essere più o meno d'accordo con certe posizioni, ma trovavo decisamente positivo che ci fosse un luogo virtuale in cui potessero essere espresse e discusse con passione. Insomma, OMB mi mancherà...

[a margine: il Corriere della Sera ha scoperto che gli affitti a Roma (e pure a Milano) sono impossibili... credo che sia lo scoop dell'anno... ]

Simpsonizziamoci!


Ieri, tra una battuta e l'altra, sono stata invita a provare in prima persona il sito Simpsonize Me: basta caricare un proprio primo piano e, inserendo il sesso, l' età e il colorito (giallo oppure bianco oppure scuro...) che si desiderano per il proprio personaggio, si viene trasformati in un 'tipo da Springfield'. Si può poi intervenire apportando qualche modifica (tipo sulla pettinatura, sulla forma degli occhi, sul vestiario, sugli accessori - io ho provato a modificare il colore dei capelli, perché quel giallino-ocra mi disturbava un po', ma quando li ho visti fucsia - non sono stata capace, infatti, di darmi un colore più sensato - ho capito che giallini stavano decisamente meglio...). Il tutto con la benedizione di Burger King...

Comunque, nonostante ora io abbia un mio personaggio (che è troppo meglio di come sono in realtà - mi aspettavo un risultato molto più divertente e grottesco!), rimango fedelmente affezionata alla mia omonima...

giovedì 11 ottobre 2007

Il peso delle parole

Nel corso della Prima Guerra Mondiale, nelle regioni centro-orientali dell'allora Impero Ottomano, si scatena la persecuzione della minoranza etnica e religiosa armena, che conduce al massacro e alla deportazione di più di un milione di persone, costringendone un numero imprecisato alla fuga.

Ma secondo la Turchia di oggi, quella 'democratica', che aspira ad entrare nell'Unione Europea, non è lecito parlare di
genocidio. Al punto che il voto dei deputati americani della commissione Esteri della Camera dei Rappresentanti - che con 27 voti a 21 si sono espressi a favore dell'uso del termine genocidio per indicare le stragi di civili perpetrate dall'esercito ottomano tra il 1915 e il 1917 -, sta mettendo in crisi i rapporti tra Ankara e Washington - oggi, a distanza di novant'anni.

Grande è la preoccupazione di Bush e della Rice, che temono di perdere un alleato strategico in Medio-Oriente: della serie, Parigi val bene una messa, e l'alleanza con la Turchia val bene un po' di negazionismo. Fin troppo comodo, direi.

domenica 7 ottobre 2007

Testimonianze

Il caso Annozero-Mastella ha aperto una serie di polemiche sulla trasmissione, su Santoro, su De Magistris..., al punto che si sono smarriti i 'fatti', si è smarrita la sostanza. Nell'attacca-difendi generale (con poche voci fuori dal coro, e in particolare questa), in editoriali che parlano di 'barbarie mediatica', nel gran polverone sollevato da media e politici, non c'è traccia dei problemi reali, del fatto ad esempio che qualcuno in Calabria abbia intascato dei soldi che dovevano servire a costruire depuratori, del fatto che dei fondi europei siano finiti in società create ad arte da qualche personaggio pubblico invece che essere utilizzati per il bene della regione e dei suoi abitanti, del fatto che alcuni membri dell'Udeur calabrese abbiano minacciato di dimettersi dal proprio partito se i vertici di quel partito continueranno a calpestare la legalità.

Sono abbastanza indignata da quello che sento, io che non sono per nulla una fan di Santoro. Tutto quello che posso fare è riportare sul mio blog alcuni documenti ignorati dai Tg e dai quotidiani (troppo impegnati ad occuparsi di Pamela Anderson e delle sue nozze con l'ex di Paris Hilton...), e che parlano da soli.


Su Anno Zero vorremmo dire alcune cose al Ministro Mastella

di Sonia Alfano e Rosanna Scopelliti

A seguito della conferenza stampa tenuta in data odierna [5 ottobre 2007, n.d.r.] dall’On. Mastella appare necessario puntualizzare alcune cose: pur comprendendo la scarsa memoria e la povera conoscenza della storia degli ultimi anni del nostro paese da parte dell’On. Mastella le sottoscritte Alfano Sonia e Scopelliti Rosanna non sono “due giovani qualunque portate negli studi di Anno Zero non si sa bene con quale proposito”, così come affermato dallo stesso Mastella, ma sono figlie rispettivamente di un giornalista e di un magistrato uccisi nel ’93 e nel ’91 dalla mafia, e che da anni sono ormai impegnate nella lotta alla criminalità organizzata attraverso non solo la testimonianza, ma anche le denunce.

Le stesse erano ospiti della trasmissione “Anno Zero” condotta da Michele Santoro in quanto fermamente convinte della necessità di difendere non solo l’attività del PM De Magistris ma soprattutto la democrazia intesa anche come libertà e dovere di informazione.
In riferimento a quanto detto inoltre dall’On. Mastella nell’imbarazzante attacco a Salvatore Borsellino, le sottoscritte a distanza di anni ritengono di aver erroneamente inteso come unico interlocutore le istituzioni per quanto riguarda l’ottenimento di benefici previsti ai familiari delle vittime della mafia; infatti con stupore e imbarazzo abbiamo appreso dalla viva voce di Mastella che è lo stesso a decidere a quali familiare dare più o meno “qualche spicciolo”.

Fermo restando che nell’approvare totalmente quanto dichiarato dal Movimento “Ammazzateci tutti” circa la richiesta di intervento del Capo dello Stato, non possiamo non richiedere al Presidente Napolitano che un suo intervento pervenga nel più breve tempo possibile.

Il silenzio da parte delle istituzioni in merito a questa drammatica vicenda ci vedrebbe costrette a consegnare nelle mani dello stesso Napolitano i documenti di identità delle sottoscritte per protesta nei confronti di uno Stato che non solo ci dimentica e ci discrimina ma permette a Mastella di offendere con disarmante disinvoltura chi sulla propria pelle ha già pagato il prezzo più alto nella lotta alla mafia, la cui unica “colpa” probabilmente è quella di voler combattere a testa alta e a viso aperto fino in fondo per smascherare mafiosi e delinquenti travestiti da politici e colletti bianchi.
Per questi motivi, pur avendo la consapevolezza di essere per qualcuno le figlie di “Signori Nessuno”, andremo avanti insieme al Movimento “Ammazzateci tutti” nel tentativo di rendere coscienti e consapevoli soprattutto i giovani di questo paese, che appare ormai assolutamente necessario azzerare totalmente questa classe politica al fine di poter sperare veramente di poter cambiare le sorti di questo Paese.

Ho letto oggi [5 ottobre 2007, n.d.r.], riportata dalle agenzie di stampa, la seguente dichiarazione dell'On. Mastella a me indirizzata

di Salvatore Borsellino
"MASTELLA A FRATELLO BORSELLINO: HO VOLUTO IO PENSIONE PER FAMIGLIA
(Adnkronos) - "Dopo anni di inadempienze ho fatto concedere io la pensione alla famiglia Borsellino. Gli ricordo che, come vede, non disprezzo le persone per bene che hanno portato avanti un'idea di giustizia nell'ingiustizia". Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia Clemente Mastella nel corso della conferenza stampa presso la sede dell'Udeur rivolgendosi al fratello del giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia. Il fratello di Borsellino era presente ieri sera alla trasmissione di Michele Santoro 'Anno Zero'.”
Voglio far notare in primo luogo al Ministro Mastella che non mi risulta di avergli mai contestato di disprezzare "le persone per bene che hanno portato avanti un'azione di giustizia nell'ingiustizia" e se pensa che esista una ragione per la quale avrei dovuto farlo.
In secondo luogo gli ricordo che, non essendo il sottoscritto ne coniuge ne figlio di Paolo Borsellino,ma bensì fratello, non puo' spettarmi alcuna pensione vitalizia e che questa viene in ogni caso assegnata dallo stato e non "concessa" dal ministro.
In terzo luogo gli faccio sapere che il sottoscritto si e' rifiutato di presentare la domanda di erogazione, da parte anche in questo caso dello Stato e non del ministro, della "provisionale", prevista dalla legge, che puo' essere richiesta dai familiari delle vittime di mafia che si costitiuiscano parte civile nel realtivo processo.
Il sottoscritto ritiene infatti che compito precipuo delle Stato doverebbe essere, prima che l'erogazione di anticipo su un impossibile "risarcimento", il rendere giustizia alle vittime della mafia.

AMMAZZATECITUTTI: MASTELLA SI DIMETTA

Dimissioni del Ministro della Giustizia Clemente Mastella. E' quanto chiede il movimento "E adesso ammazzateci tutti", costituitosi a Locri all'indomani dell'omicidio del vice Presidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno.

"Siamo rispettosi delle Istituzioni- è scritto in una nota del movimento- ma non tutte le Istituzioni fanno altrettanto nei nostri confronti. Le ultime dichiarazioni del Ministro della Giustizia offendono e umiliano il popolo calabrese e i familiari delle vittime della mafia, ospiti ieri alla trasmissione di Michele Santoro. A questo punto chiediamo ufficialmente al ministro Mastella di rassegnare le dimissioni. In caso contrario saremo noi a trarne le estreme conseguenze consegnando direttamente nelle mani del Presidente della Repubblica, assieme alle decine di migliaia di firme a sostegno del pm Luigi De Magistris, i nostri certificati elettorali e lo storico striscione. Ci affidiamo al ruolo di primo garante della Costituzione del presidente Napolitano- conclude la nota rivolgendoci al contempo anche al presidente emerito Ciampi: siete il nostro ultimo riferimento e la nostra speranza in una situazione ormai insopportabile per l'onore e la dignità della storia dell'Italia Repubblicana e dei suoi figli, morti per servirla".

Il movimento "Ammazzateci tutti" sta organizzando, per l'otto ottobre, a Roma, alle 9 e 30 in piazza Indipendenza, di fronte alla sede del CSM, una manifestazione nella quale verranno consegnate all'organo di autogoverno dei magistrati le firme raccolte (35 mila circa fino ad ora) contro il trasferimento del sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris proposto da Mastella.

[Fonte: Non (E') solo Cosa Nostra]