lunedì 30 giugno 2008

Di galline, strade e punti di vista

Ho ricevuto questa storiella, mi sono divertita a leggerla e, di conseguenza, non posso fare a meno di pubblicarla qui sul blog. D'altra parte, ognuno ha diritto ai suoi 'momenti-demenza', no? :P

Quindi, ecco a voi "la vera ed originale storia della gallina che attraversa la strada"...

La questione di fondamentale importanza è la seguente:

Perchè la gallina attraversa la strada?

Ecco come risponderebbero a tale quesito importanti pensatori, uomini politici ecc. ecc.:

“Per andare dall'altra parte.” (CARTESIO)
“Per il suo bene. Dall'altra parte c'è la Verità.” (PLATONE)
“È nella natura della gallina attraversare le strade.” (ARISTOTELE)
“Era storicamente inevitabile.” (K. MARX)
“Forse a causa di un eccesso di secrezione del suo pancreas.” (IPPOCRATE)
“Per arrivare là dove nessun'altra gallina era mai stata prima.” (CAPITANO KIRK)
“È un piccolo passo per la gallina, un grande passo per il pollaio.” (N. ARMSTRONG)
“Dio scese dal Cielo e disse alla gallina: "Tu attraverserai la strada". La gallina attraversò la strada e Dio vide che era cosa buona.” (MOSÈ)
“Ho sognato un mondo in cui tutte le galline fossero libere di attraversare la strada senza dover giustificare il loro atto.” (MARTIN L. KING)
“La gallina non ha attraversato la strada, lo ripeto, la gallina non ha MAI attraversato la strada!” (R. NIXON)
“Non è assolutamente vero: è solo una mistificazione utilizzata dalla sinistra per creare confusione nel Paese. La verità storica è che quella gallina non ha mai lasciato il pollaio e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Come al solito, caro Vespa, i comunisti, che occupano tutte le testate giornalistiche del Paese, fanno ricorso alla disinformazione per screditare il governo.” (S. BERLUSCONI)
“Il fatto importante è che la gallina abbia attraversato la strada. Cosa importa il perché? Il fine di attraversare la strada, in sé, giustifica qualunque motivazione.” (N. MACHIAVELLI)
“Il fatto che vi preoccupiate dell’attraversamento della strada da parte di una gallina rivela il vostro profondo e latente senso di insicurezza sessuale.” (S. FREUD)
“Porre questa domanda rinnega la natura della gallina.” (BUDDA)
“E pur lei attraversa.” (G. GALILEI)
“Le galline per lunghissimi periodi di tempo sono state così selezionate naturalmente, dato che non sono geneticamente predisposte ad attraversare la strada.” (C. DARWIN)
“La gallina ha forse attraversato la strada, ma non ha ancora attraversato l'autostrada!” (C. DE GAULLE)
“Il fatto che sia la gallina che attraversa la strada o che sia la strada che si muove sotto la gallina dipende unicamente dal vostro sistema di riferimento!” (A. EINSTEIN)
“C'è una certa probabilità che in un dato istante, la gallina sia da un lato, sulla strada e anche dall'altra parte.” (E. SCHROEDINGER)
“Se so dove si trova la gallina non so con che velocità attraversa la strada.” (W. HEISENBERG)
“Giuro sulla Costituzione che non c’è stato niente tra me e quella gallina.” (B. CLINTON)
“La deregolamentazione sul lato della strada della gallina minacciava la sua posizione di mercato dominante. La gallina si è trovata, di fronte a delle sfide significative, a sviluppare le competenze richieste per poter affrontare nuovi mercati competitivi. In una stretta collaborazione col cliente, Accenture ha aiutato la gallina ad elaborare una strategia di distribuzione fisica e un processo di riconversione. Utilizzando il Modello di Mappatura delle Covate (MMC), Accenture ha aiutato la gallina ad impiegare le sue capacità, metodologie, conoscenze, capitale ed esperienza per indirizzare i dipendenti, i processi e le tecnologie proprie della gallina verso la riconversione della sua strategia generale nell'ambito del Program Management. Accenture ha utilizzato un team work composto di analisti di strade e delle migliori galline, nonché consulenti Accenture con notevole esperienza nel settore dei trasporti, che in due giorni di riunione e brain storming hanno portato il proprio bagaglio di conoscenze, sia tacito che manifesto, ad un livello comune, e che hanno creato sinergie per raggiungere lo scopo prefissato, ovvero di un sistema del Valore manageriale all'interno del processo della gallina media. Le riunioni hanno avuto luogo in un parco, per ottenere un'atmosfera test efficace, che si basa sulla strategia prevista, focalizzata sul settore analizzato e che conduce a chiare e consistenti assunzioni di mercato. Accenture ha aiutato la gallina a riposizionarsi, per ottenere un maggiore successo.” (ACCENTURE)
“La gallina seguiva un bianconiglio.” (ALICE)
“Ho fatto 1000 punti, ma non doveva essere una rana?” (VIDEO GAMER)
“La gallina che ha attraversato la strada, questa sera, è quiiiiiiiiiiii!!!!” (R. CARRÀ)
“Ma prima che la gallina attraversi la strada, consigli per gli acquisti.” (M. COSTANZO)
“Corri gallina, corri!!!” (F. GUMP)

"Un blog serissimo"

Sarà per il nome - perchè quando si parla di Baruch mi sciolgo come neve al sole ... ;) - ma questo blog è decisamente tra i miei preferiti.

sabato 28 giugno 2008

Precari da favola

Questo pezzo di Gramellini, apparso su La Stampa una ventina di giorni fa, mi era del tutto sfuggito. Rimedio con un copia-incolla in extremis, perchè credo che ne valga la pena (e anche perchè oggi sono dell'umore giusto per questo genere di recriminazioni):

Questa è la storia più avvincente del mondo. Dieci ricercatori italiani hanno realizzato un telescopio rivoluzionario che la Nasa manderà in orbita mercoledì prossimo da Cape Canaveral. A Houston lo chiamano Tiger Team, Squadra della Tigre: ragazze e ragazzi intorno ai 30 anni, laureati a Pisa in Fisica nucleare. Giovani, ottimisti, consapevoli di aver scelto un mestiere stupendo e di esportare la faccia sorridente dell’Italia. Il loro stipendio? 950 euro al mese.
Questa è la storia più avvilente del mondo. Un mondo dove un fisico nucleare che realizza telescopi per la Nasa guadagna 950 euro al mese, mentre quel manager telefonico che parlava per frasi fatte confondendo Waterloo con Austerlitz ne prende cento volte tanto. Il problema contro cui si sta inchiodando il liberismo è che non collega il salario al talento e all’impegno del lavoratore, ma alla commerciabilità del prodotto. E’ giusto che i compensi li faccia il mercato. Ma in questo mercato senza regole prevalgono sempre le pulsioni più basse: sesso, calcio, tv, cellulari. Il fisico dei telescopi guadagna cento volte meno del manager dei telefonini o del centravanti della Nazionale perché voi e io usiamo i telefonini e guardiamo le partite della Nazionale, mentre dei telescopi non sappiamo che farcene. Il giorno in cui quegli aggeggi servissero a scovare petrolio nel sistema solare o a rintracciare terzini sperduti nelle galassie, immediatamente il loro valore di mercato si impennerebbe, trascinando al rialzo anche lo stipendio del Tiger Team.

Torno a leggere le notizie di calciomercato sul telefonino, ma mi sento un verme.


Alla ricerca della nuova N1

Non è per fare la figura di quella che sta a rimpiangere il passato, ma per come si stanno mettendo le cose la mancanza di Justine si sente, eccome.

Meno male che Roger è ancora lì, in cima alla classifica, per quanto insidiato da Nadal...

venerdì 27 giugno 2008

E' Normale

Ecco quello che è successo nella mia ex-scuola, addirittura nel mio ex-collegio e al mio ex-piano (non saprei dire se nella mia ex-stanza, non sono così informata...).
[news segnalata da All'ombra della torre]

Che dire: ai miei tempi ci si limitava a piccoli ed innocui fuochi d'artificio con carta stagnola e bottigliette di plastica sul tetto del collegio Carducci... ;)


giovedì 26 giugno 2008

Freud e non Freud

"Uccidere il padre" è uno slogan che non mi piace. Non che non avverta il problema generazionale: vengo pur sempre dall'ambiente accademico, che pullula di maschi anziani, sempre gli stessi da decenni (per quanto con qualche capello in meno...). Insomma, so perfettamente che il cambiamento e il miglioramento passano anche per il ringiovanimento: è infatti pressoché impossibile che dei settantenni o sessantenni si sforzino di immaginare come dovranno essere il nostro paese e il mondo intero tra venti o trent'anni, e si preoccupino di agire di conseguenza; al contrario, penseranno a breve, all'oggi, al domani, al massimo all'iter di approvazione della finanziaria.

Detto questo, la metafora freudiana non mi sembra così efficace. Sarà che sono una figlia femmina, inevitabilmente devota al suo
papo, papi o papà che dir si voglia, per cui lo slogan mi appare decisamente troppo cruento. Sarà che non ho mai nutrito una gran simpatia per Sigmund, e l'uccisione del padre mi fa tanto "complesso di Edipo non risolto". Sarà anche che, in linea di principio, coi padri bisognerebbe saper convivere, e che il ricambio generazionale dovrebbe risultare dal naturale scorrere delle cose, senza la necessità di fratture o traumi.

[Sì, lo so: siamo pur sempre il paese in cui, a distanza di dieci anni, i candidati premier alle elezioni sono stati gli stessi (1996-2006), e in cui l'allenatore della nazionale di calcio viene sostituito da quello che c'era prima, tanto per essere originali...]

mercoledì 25 giugno 2008

Una vita in vendita

Qualcuno di voi avrà pensato almeno una volta di mollare tutto e di ricominciare da capo. Ebbene, un certo Ian Usher, inglese residente in Australia, era così desideroso di cambiare la propria vita e di dimenticare un passato evidentemente doloroso (ad esempio, la delusione per un matrimonio finito), che ha pensato di metterla all'asta su e-bay.

Avete capito benissimo, e se proprio non riuscite a crederci date un'occhiata al sito
A life 4 sale: Ian dichiara che cederà al miglior offerente i suoi amici (esatto, addirittura gli amici!!!), il suo posto di lavoro, la sua casa (arredata con mobili scelti tempo fa insieme alla sua ex), la sua auto e quant'altro. Per poi voltare pagina (anche se non è ben chiaro né cosa farà né dove andrà).

Ok, mettere in vendita la propria vita è una scelta un tantino radicale, magari dovuta ad una bella crisi di mezza età. Di certo, però, si tratta di un'asta originale, che supera anche quella indetta per andare a cena con Walter... Insomma, trovo che questo Ian - che nel frattempo sta diventando famoso: tutti vogliono sapere quanto spera di incassare... - sia un po' spostato, sì, ma anche simpatico. ;)

lunedì 23 giugno 2008

Il portiere-attaccante e altre cose turche

Ok, siamo stati eliminati dall'Europeo: non è mai piacevole, ma può capitare (anzi, è capitato spesso). Tanto più che non abbiamo fatto moltissimo per evitarlo (ieri sera il nostro migliore in campo è stato un difensore centrale: credo sia un dato abbastanza significativo...). Gli spagnoli hanno giocato meglio di noi (non troppo meglio, ma pur sempre meglio), e amen. Ma, udite udite, i nostri colori saranno comunque rappresentati nella finalissima di domenica prossima: nella persona dell'arbitro (beh, sempre meglio di niente...).

Detto questo, qualche breve considerazione sulle due squadre che ho fin qui supportato perché unanimamente considerate dai commentatori Rai più scarse e quindi in netto svantaggio rispetto agli avversari (sono pur sempre l'avvocato delle cause perse, come dice ogni tanto mia madre...).

Due parole due sui Turchi, che ora, tra infortunati e squalificati, sono in deficit di giocatori, e stanno provando a vedere se il terzo portiere può giocare come punta. Mai vista una squadra del genere, che non segna se prima non becca almeno un goal dagli avversari; poi, dopo aver adeguatamente subito, parte all'arrembaggio, corre, corre corre e vince la partita, sovvertendo il pronostico (e lasciando il commentatore Rai letteralmente basito). Mi chiedo se il fatto di non segnare prima dell'avversario sia dovuto al caso (ma comincia ad essere un po' improbabile...), ad un complesso psicologico, ad una peculiare forma di cortesia o ad una terribile maledizione lanciata su Terim da una strega cattiva. Comunque sia, per loro volere è, evidentemente, potere...

Due parole due anche sui Russi, che hanno rispedito a casa la tanto acclamata squadra in tutina arancione (evviva!!!). A parte la loro eccezionale resistenza alla fatica, che mi fa pensare che siano dei cyborg travestiti da calciatori (specie l'infaticabile numero 10 dalle gambe corte), se continuano a giocare così, come hanno fatto contro Svezia e Olanda, meritano davvero di vincere questo Europeo, anche perchè rendono le partite piacevoli da guardare (e non credo sia poco...). Certo, sui calci piazzati la loro difesa balla un pochino e Hiddink non è un mostro di simpatia (la Corea del 2002 mi brucia ancora un po'...), ma per il resto sono decisamente una bella squadra: vedremo cosa faranno giovedì contro la Spagna, che appena due settimane fa li ha battuti per 4 a 1.

Sentimentalismi

Mesi fa, alcuni amici mi hanno letteralmente trascinata su Facebook. Tuttavia, un po' per pigrizia, un po' per diffidenza, ho impiegato molto tempo prima di comprendere la funzione e l'utilità di questo famigerato network (e anche prima di capire come si dovesse fare cosa, e, soprattutto, perché).

Oggi posso dire di essere contenta di aver aperto quell'account, nonostante lo abbia utilizzato molto poco. Anche perché, tramite Facebook, mi ha contattata un'amica del liceo che non mi capitava di sentire da anni. All'improvviso, è stato come se tutto questo tempo non fosse mai trascorso, come se fossimo ancora lì, sui banchi di scuola, ad ipotizzare l'argomento del compito in classe del giorno dopo, a condividere la nostra quotidianità adolescenziale, a scherzare insieme, ad immaginare il nostro futuro, a prenderci un po' in giro. Eravamo in quattro, come i moschettieri con D'Artagnan, e facevamo squadra. Poi, dopo la maturità, siamo finite in quattro città diverse e ci siamo un po' perse di vista. Sono riuscita a mantenere un contatto costante solo con la mia compagna di banco, che oggi mi piace definire la mia 'amica storica', perché dal giorno in cui ci siamo incontrate, nel settembre del 1995, è sempre stata presente nella mia vita (nonostante la distanza geografica, il mio uso deficitario del cellulare e il suo uso deficitario di internet).

Ritrovare oggi su Facebook un altro "membro fondamentale del gruppo" (è una citazione, un altro ricordo di allora...) mi ha fatto tornare in mente tante cose. Ho detto spesso che ricomincerei dall'inizio l'università, ma che non ripeterei neanche un giorno del liceo: ebbene, mi rendo conto adesso che non è così vero, che ho trascorso dei giorni molto felici anche nell'arco di quei cinque anni, e che con le mie amiche sono stata bene. Eravamo spensierate, fiduciose, forse un tantino ingenuotte, e insieme abbiamo fatto anche qualche bella stronzata adolescenziale (gli amici che mi hanno conosciuta dopo il liceo non ci crederanno mai, ma posso davvero vantare un bel repertorio, per quanto, per pudore, abbia preferito rimuoverlo o farlo passare sotto silenzio... ;) ).

Come scriveva Arthur Rimbaud, il mio poeta preferito all'epoca, "non si è seri quando si hanno diciassette anni"... anche se, per molti versi, non lo si è neppure dopo... ;)

venerdì 20 giugno 2008

L'italiano medio

Forse stimolato dalla quantità di auto blu incrociate negli ultimi due giorni nel centro di Roma, o più semplicemente dagli Europei di calcio in corso, il Ragazzo mi ha fatto riflettere sul testo di questa canzone (a cui non avevo mai prestato una particolare attenzione, prima d'ora).

Conformismo telematico


Anch'io ho scaricato Firefox 3.

lunedì 16 giugno 2008

Soccorso civile - La pillola del giorno dopo

Ricevo e pubblico:



"Una struttura pubblica ti ha negato la prescrizione della pillola del giorno dopo?
Se sei a Roma o a Milano, puoi ricevere assistenza immediata chiamando i numeri di Soccorso Civile ed ottenendo subito la ricetta.
A Roma puoi chiamare il numero 333 9856046 tutti i giorni feriali dalle 09:00 alle 19:00, e non stop dalle 09:00 del sabato mattina fino alle 09:00 del lunedì mattina.
A Milano puoi chiamare il numero 345 5011223 non stop dalle 18:00 del venerdì pomeriggio fino alle 08:00 del lunedì mattina.
Oltre alla ricetta, riceverai tutta l'assistenza necessaria per denunciare i medici e le strutture che ti hanno negato un tuo diritto."

Aggiornamento
Il banner dell'iniziativa si può scaricare a questo indirizzo.
Per conoscere le altre iniziative di Soccorso civile, cliccate qui.

sabato 14 giugno 2008

Le mirabolanti virtù della 'classifica avulsa'

L'Italia si qualificherà alla fase finale dell'Europeo se, alle ore 18 di martedì 17 giugno 2008, il Sole entrerà in trigono con Mercurio, Venere transiterà in Sagittario, Marte passeggerà in Cancro, una copiosa nevicata colpirà Marrakech, pioveranno rane a Vladivostok, la squadra francese verrà rapita in blocco dagli abitanti di Vega, i giocatori rumeni saranno sequestrati dai Sith e gli orsetti polari dello zoo di Berlino si metteranno a ballare il sirtaki.
Avete afferrato il concetto, o devo ricapitolare?

venerdì 13 giugno 2008

Senza prudenza

Oggi piove con il sole, la città si ferma per la partita ed io sono pensierosa, più o meno così:
[...]

Se un fiore sa cos'è l'invidia,
se tutto il senso è nella fine,
se di conquiste ci si può saziare,
se un uomo onesto può governare.

Deliro un po' per sorprendermi,
non chiedo una risposta:
a volte quanto basta
è una domanda giusta.

Se un sasso sa cos'è il dolore,
se avrò un figlio e farà il calciatore,
se un imbecille può parlare
se un uomo ricco può governare.


[...]

Se sognare è una professione,
se è nata prima la paura o la religione,
se di speranze ci si può sfamare,
se un uomo ricco si può lamentare.

Se un fiore sa cos'è l'invidia,
se tutto il senso è nella fine,
se di conquiste ci si può saziare,
se un uomo ricco può governare.

[Niccolò Fabi, Senza prudenza, da La cura del tempo (2003)]

mercoledì 11 giugno 2008

Così è se mi pare - La certezza della pena

Questi due sono dei criminali e vanno puniti in modo esemplare: se le nazionalità di vittima e carnefici fossero invertite, questo assunto sarebbe scritto a caratteri cubitali su tutti i giornali del Paese, Giuliano Ferrara chiederebbe il ripristino della pena di morte, la Lega organizzerebbe una fiaccolata e Bruno Vespa farebbe una puntata speciale di Porta a Porta. Appunto, se...

sabato 7 giugno 2008

Solidarietà

Dato che oggi c'è il gay pride romano, che tante polemiche ha suscitato, sia per le prese di posizione della ministra delle Pari Opportunità Magagna-Carfagna, sia per la negazione di un luogo tradizionale per manifestazioni di ogni colore, piazza San Giovanni, questo blog ne approfitta per ricordare che:

- tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge;

- nessuno può essere privato o ostacolato nel godimento dei propri diritti civili;

- il pagamento di tasse uguali deve implicare, necessariamente, il godimento di uguali diritti (altrimenti c'è qualcosa che non va);

- solo nei paesi autoritari è negato il diritto a manifestare liberamente;

- l'Italia è uno stato di diritto, non uno stato etico.

Curiosità
Sapevate quando e come è nato il Movimento di liberazione omosessuale? La risposta, qui.

venerdì 6 giugno 2008

Ufficialmente deresponsabilizzata

Come sapete, ogni week-end mi diverto a leggere il mio Oroscopo su Internazionale. Quello della settimana dal 6 al 12 giugno è decisamente... rimarchevole: :)

Pesci (19 febbraio - 20 marzo)
Questa è la settimana giusta per incolpare Dio di tutti i tuoi problemi. Ti autorizzo a rifiutare ogni responsabilità per il dolore che provi e per i guai che hai combinato, e a dare la colpa di tutto al Burlone divino. Il segreto è agire come se i tuoi problemi non avessero nulla a che vedere con le tue azioni e fossero il risultato degli errori di Dio, della sua cattiveria e del suo crudele senso dell'umorismo. Ti avverto, però, che la settimana dopo dovrai invece accettare tutta la responsabilità dei tuoi problemi.
P.s.: è fondamentale che tu scarichi tutto su Dio, e non su altri esseri umani.
P.p.s.: se sei ateo, da' la colpa di tutti i problemi ai tuoi genitori.

Scommesse presidenziali

L'ho scritto molte volte: su Barack Obama sono in netta controtendenza, rappresenterà pure il 'nuovo', ma io non riesco a vederci nulla di straordinario o di eclatante. Credo solo che un bel pezzo di mondo abbia bisogno di sognare, e che lui abbia avuto le parole, il passato e il volto giusti al momento giusto.

Detto questo, qualche mese fa (quando la nomination democratica era ancora in forse) ho scommesso che McCain avrebbe vinto le presidenziali di novembre. Non perché mi piaccia di più o lo ritenga migliore (anche se, dopo otto anni di George W., qualsiasi cosa - a parte Huckabee... - sarebbe da considerarsi migliore): semplicemente perché penso che i democratici si siano un po' persi per strada, e abbiano scambiato le primarie per le presidenziali, invelenendo eccessivamente il clima al loro interno.

Ora, a costo di perdere la scommessa e di dover offrire una cena (questa era la posta in palio), devo ammettere che non mi dispiacerebbe se vincesse Obama: anche soltanto per smentire l'italico-opinionista-per-caso che disse che l'America non è ancora pronta per un presidente nero...

giovedì 5 giugno 2008

A spasso nel tempo - Federico

Questo (il post che segue, n.d.r.) è quello che succede quando si legge La bambina col falcone di Bianca Pitzorno da bambini: ci si immedesima di volta in volta in Costanza e in Melisenda, si prova simpatia per l’aspirante cavaliere Konrad e per il buffo cantastorie Bencivenni e, soprattutto, ci si scopre ad ammirare incondizionatamente l’imperatore artista e poeta, Federico. Poi si cresce, si studia, ci si appassiona, e finisce che il Federico II Imperatore di Ernst Kantorowicz diventi il libro-feticcio del primo anno di università, e l’esame di Storia Medievale il più affascinante da preparare. E poco importa se il Federico II. Un imperatore medievale di David Abulafia sminuisca, e di molto, l’aura epica e profetica costruita da Kantorowicz: ormai è fatta, il mito è nato. Ed ora ve lo beccate (e sì, ho provato pure ad essere sintetica, ma più di così, davvero, non si può...).

Uno dei miei canti prediletti della Commedia dantesca è sempre stato il X dell’Inferno, quello degli eretici, che “l’anima col corpo morta fanno”: a parte la mia simpatia nei confronti degli eterodossi in genere, ho sempre ritenuto che la compagnia in questo cerchio fosse decisamente la migliore possibile, con Epicuro, Farinata degli Uberti e, appunto, uno dei miei personaggi storici preferiti, il "secondo Federico"…


Immaginate la situazione: la morte improvvisa dell’imperatore del Sacro Romano impero nel bel mezzo di una crociata; le continue oscillazioni interne all'impero tra il principio dell’elezione del successore da parte degli irrequieti principi tedeschi e l’aspirazione delle grandi famiglie all’ereditarietà del titolo, che fanno sì che la supremazia dell’imperatore sia costantemente messa in discussione; una penisola italica continuamente oggetto di contesa, divisa tra il regno meridionale dei Normanni, i territori papali (con il pontefice costantemente preoccupato dall’idea di rimanere accerchiato) e un Settentrione che, nominalmente, è parte dell’impero ma che, in realtà, è suddiviso in Comuni e piccoli potentati locali. A tutto questo si aggiunga che, pochi anni prima della scomparsa di Federico Barbarossa durante la III Crociata, Enrico, suo figlio ed erede, ha sposato una matura principessa normanna che, alla morte del re di Sicilia, risulta esserne l’unica erede legittima. Di fatto, l’unione tra gli Hohenstaufen e gli Altavilla concretizza tutti i peggiori timori del papato, che rischia di rimanere stretto tra i due regni.


Enrico di Hohenstaufen, che ho sempre immaginato come un giovanotto dai modi spicci, e un tantino crucco,in pochi anni si trova impegnato su due fronti, da un lato per tenersi la corona imperiale, e dall’altro per assicurarsi il regno normanno. Da degno erede di Federico Barbarossa, risolve le beghe a modo suo: battagliando, battagliando, battagliando. Nel frattempo, Costanza d’Altavilla che, oltre ad essere più vecchia e più bionda del giovane marito, è anche più raffinata (non c'è storia: i Normanni di Sicilia erano decisamente più evoluti dei bellicosi Svevi), nel 1194, alla bella età di quarant’anni, rimane incinta: nessuno ci crede davvero (voglio dire, all’epoca le ragazze si sposavano intorno ai 13 anni, e a 40 erano già nonne, se non addirittura bisnonne…), e lei, per fugare ogni dubbio, partorisce in una tenda montata nella piazza principale di Jesi, vicino ad Ancona. Ai tempi della scomunica di suo figlio Federico, una trentina di anni più tardi, si racconterà che Costanza era una suora e che era stata costretta ad abbandonare il convento per sposare Enrico: e tutto questo per confermare la leggenda per la quale l’Anticristo (in questo caso, Federico II) sarebbe nato da una ex suora un po’ attempata. Come suo solito, Dante Alighieri saprà fare buon uso di questo racconto (o pettegolezzo storico) nella Commedia.


Il neonato svevo-normanno sembra un pargoletto innocuo, come tanti, ma ha già sulle spalle un’eredità pesantissima: non a caso, viene chiamato Federico (in onore del nonno paterno, l’imperatore Federico I) Ruggero (in onore del nonno materno, Ruggero II di Sicilia) e Costantino (a significare l’auspicata concordia con la Chiesa – ma c’erano tutte le premesse perché le cose andassero mooolto diversamente). A tre anni, il piccolo Federico perde inaspettatamente il padre, e, di conseguenza, il titolo imperiale, che per un po’ verrà conteso tra un suo zio, Filippo di Hohenstaufen, e Ottone di Brunswick; a quattro anni perde anche la madre che, poco prima di morire, aveva nominato suo tutore proprio Innocenzo III, l’ambizioso e maestoso papa teocratico.

Federico trascorre l’infanzia nella colorata e vivace Palermo – che, anacronisticamente, si potrebbe definire ‘multietnica’ -, più o meno allo stato brado, ricevendo un’educazione non esattamente ‘convenzionale’. A diciassette anni - non molto alto, rosso di capelli e sbarbatello (in fin dei conti, non è un caso che venisse chiamato dai contemporanei il “ragazzo della Puglia”, puer Apuliae…) -, ha già una moglie di quindici anni più anziana e un erede, Enrico, che da adulto dimostrerà uno spirito ingovernabile (come tutti gli Svevi, del resto), giungerà a complottare contro di lui e sarà per questo imprigionato a vita. Il giovane re di Sicilia è un ragazzo curioso, colto, ambizioso e si dice che sia in grado di parlare otto o nove lingue: insomma, non è ancora il grande imperatore e la “meraviglia del mondo” (stupor mundi), ma ci sono tutte le premesse perché lo diventi. È appena un adolescente quando promette solennemente al papa suo tutore di non unire mai le due corone, imperiale e siciliana (si ricordi che il papa temeva l’accerchiamento…), per poi intraprendere un avventuroso viaggio in direzione della Germania, con lo scopo di abbattere l’imperatore Ottone IV, che con le sue mire sull’Italia aveva destato la somma preoccupazione del pontefice (sempre per la storia dell’accerchiamento di cui sopra). Sconfitto il rivale con l’aiuto dell’onnipresente Filippo Augusto di Francia (il compagno di crociata di suo nonno Barbarossa), Federico viene incoronato imperatore nel 1220 dal successore di Innocenzo, Onorio III (il papa a cui Francesco d’Assisi porterà la sua Regola, per intenderci).

La concordia con il papato non durerà a lungo, tanto più che Federico non ha alcuna intenzione di rinunciare né all’impero né alla Sicilia, e l'ambizione di sommare i due troni costituisce una minaccia per il pontefice. Nel giro di appena un decennio, l’imperatore viene scomunicato dal nuovo papa, il bellicoso Gregorio IX, e organizza la prima (ed unica) crociata pacifica della storia, la V, che si concretizza in un accordo decennale con il sultano, niente-popo-di –meno-che un discendente del leggendario Saladino. Un accordo che, tutto sommato, ha effetti più duraturi delle pur coraggiose battaglie di Riccardo Cuor di Leone e Filippo Augusto, ma che non viene molto apprezzato dal papa (non soltanto Federico è sceso a patti con i Saraceni brutti, cattivi e infedeli, ma ha persino avuto la faccia tosta di entrare nel sepolcro di Cristo da scomunicato… non so se mi spiego). Al contrasto con Gregorio IX (e con i suoi successori, in particolare Innocenzo IV), seguiranno e si affiancheranno disordini nella sempre un po’ precaria Germania (tanto più che, come ho anticipato, l’erede designato Enrico cospira contro di lui insieme ai soliti, irrequieti principi tedeschi) e si rinnoverà lo scontro con i Comuni di fede guelfa (che a suo tempo avevano già fatto penare, e non poco, il Barbarossa).


Nel frattempo, nonostante il clima da guerra permanente che percorre tutta la sua vita, Federico fa dell’Italia meridionale il suo splendido regno e il centro del mondo, costruisce i suoi castelli, compone il suo trattato sulla caccia col falcone, emana le Costituzioni Melfitane e, da vero mecenate, favorisce la nascita della Scuola poetica siciliana, fonda l’Università di Napoli e rianima la Scuola medica di Salerno. È un eclettico e un anticonformista, si cura con rimedi arabi, scrive poesie e la sua corte itinerante è colorata e vivace come la Palermo in cui è cresciuto. Certamente, come dice Abulafia, è un uomo del Medioevo e non ancora un 'despota illuminato', ma è capace di pensare in grande (di certo, più di qualsiasi suo contemporaneo).

Rimasto vedovo della prima moglie in giovane età, si sposa altre due volte, affiancando alle consorti una serie di amanti di diversa provenienza geografica (tedesche, italiane, persino orientali…) e alla prole legittima una nidiata di figli naturali, da far impallidire anche il rinomato re Sole. Una delle tante leggende che circolano sul suo conto vuole che abbia avuto un unico grande amore, Bianca Lancia, la madre di quel Manfredi che, a detta del solito Dante, “biondo era, e bello e di gentile aspetto”, e che l’avrebbe persino sposata in segreto negli ultimi anni della sua vita, dopo una relazione più che ventennale (i più smaliziati sostengono che sia stata lei ad insistere con l’imperatore nuovamente vedovo per farsi sposare, con lo scopo di tutelare i diritti di successione del figlio prediletto… ahimè, non lo sapremo mai). Tra i figli naturali (in generale più amati da Federico di quelli legittimi) c’è anche Enzo, la cui straordinaria avvenenza è addirittura passata alla storia, sopravanzando ogni altra dote (tipo, che ne so, il coraggio, l’intelligenza…). Enzo viene nominato dal padre re di Sardegna, una delle sue figlie sposa il conte Ugolino (un dato che sottolineo ad uso di noi ‘pisani’ adottivi, che al conte e alla sua torre siamo decisamente affezionati) e, catturato durante la battaglia di Fossalta, vive per più di vent’anni prigioniero (si fa per dire…) a Bologna, dove ha una piccola corte tutta sua (per la gioia della dame locali) nel palazzo che ancora oggi porta il suo nome.

Quando Federico muore all’improvviso, nel 1250, a Fiorentino di Puglia, l’Impero e il regno di Sicilia sprofondano nel caos: tutti i suoi nemici riprendono animo, capeggiati da Innocenzo IV, contrapponendosi all’erede designato, Corrado IV. Corrado, poverino, da bravo svevo-normanno dimostra carattere e buona volontà, ma morirà di malaria nel giro di pochi anni, nel pieno della lotta, lasciando un figlioletto bambino (l’ultimo Hohenstaufen, il coraggioso e tanto sfortunato Corradino, che sarà ucciso dagli Angioini una quindicina di anni più tardi). L’ambizioso Manfredi (il figlio che più somiglia a Federico e che è sospettato, tra l'altro, di aver tramato contro il fratellastro e contro il nipote) recupererà temporaneamente il controllo della Sicilia, nonostante l’opposizione papale e la scomunica; alleandosi con la ghibellina Siena sconfiggerà la guelfa Firenze nella gloriosa battaglia di Montaperti (1260) ma sarà sconfitto e ucciso a Benevento dalle truppe del nuovo campione papale, Carlo d’Angiò (1266). [Ecco, Carlo d'Angiò è uno di quei personaggi storici che non mi sono mai andati giù...]

A Federico (brutto, cattivo e malvagio per i suoi nemici; immenso per i suoi ammiratori; un po’ l’uno e un po’ l’altro per gli storici, a parte Kantorowicz...) e al suo segretario Pier delle Vigne è stata attribuita la composizione di un testo leggendario, il Trattato dei tre impostori, un atto di accusa nei confronti di Mosè, Gesù e Maometto e degli artifici che avrebbero usato per imporsi sulle folle e manipolarle. Non è chiaro da cosa sia scaturita questa ennesima leggenda: di certo, il Trattato dei tre impostori che comparirà in Francia tra il XVII e del XVIII secolo, non è un’opera medievale (fidatevi, ho le prove…).