venerdì 25 luglio 2008

Vacanze estive - primo round

Annuncio per i miei sette-otto lettori affezionati (e, già che ci sono, anche per quelli 'di passaggio'...)

Da domani (e per una settimana, più o meno) non aggiornerò il blog, causa riposo estivo o mini vacanza che dir si voglia.

Sono così stanca che ho proprio bisogno di una pausa. E tenterò anche di disintossicarmi dall'uso smodato di internet...
;)

A presto!

Lisa

mercoledì 23 luglio 2008

Anestetici emotivi

Il manichino sulla sedia elettrica al Luna Park: a leggere i giornali di oggi, pare che si tratti dell'ultima frontiera dell'intrattenimento. Personalmente, ho trovato l'idea raccapricciante, e non mi spiego come qualcuno possa considerarla divertente o possa addirittura riderne.

La violenza (gratuita, feroce, sadica) diventa uno spettacolo, un gioco, un passatempo per bambini. Quelli stessi bambini davanti ai quali è pedagogicamente sconsigliato pronunciare la parola 'morte' - già, perché potrebbero restarne traumatizzati... - vanno al Luna Park e con un euro si divertono ad assistere ad un'agonia. La conclusione da trarre, quindi, è che la morte - che fa necessariamente e naturalmente parte della vità - debba restare un tabù, mentre la violenza può essere classificata tra le fonti di divertimento.

Non è per fare la Cassandra della situazione, ma a volte ho l'impressione che ci stiamo lentamente anestetizzando. Mi auguro soltanto che si continui a tenere ben presente la differenza tra la realtà e la finzione.

martedì 22 luglio 2008

Il "chiunquismo"

Mattinata pigra. Il massimo che posso fare è linkare questo post sulla leadership del Pd. Qualcosa si muove tra gli elettori delusi, e l'insofferenza non è solo mia.

lunedì 21 luglio 2008

Ipnosi musicale

Mi è stato fatto notare che da qualche giorno canticchio insistentemente e abbastanza frequentemente il ritornello di questa canzone (temo che sia l'effetto Fuori dal tunnel: insomma, ci risiamo...).

La sboccataggine al potere

Purtroppo, questo personaggio non è un comico. Anzi, vi dirò di più: il suo stipendio non lo pagano i suoi seguaci o i fan desiderosi di andare a sentire quello che dice, bensì tutti i cittadini italiani (senza alcuna distinzione federalista, ahimé). In ogni caso, questo tizio non fa ridere, non è gradevole, non è spiritoso.

So che non c'è molto da commentare, ma mi va di spendere due parole sulla (presunta, cosiddetta ecc. ecc.) 'questione scolastica'. Un punto abbastanza significativo della sparata è stato: "Basta a far martoriare i nostri figli da gente che non viene dal nord". Effettivamente, tutti coloro che hanno pensato almeno una volta di abilitarsi all'insegnamento sanno che è più facile inserirsi al centro-nord, in particolare in Veneto e Lombardia,
perchè c'è più richiesta e meno 'manodopera locale'. Tuttavia, se il nord è davvero così intimorito dall'invasione 'terrona', una 'soluzione' ci sarebbe, e sarebbe anche semplice semplice: dire alle famiglie 'padane' di far studiare i propri preziosi pargoli in modo da produrre più laureati e abilitati.

Quanto poi al volenteroso figlio "bastonato" dalla commissione d'esame "per via di Cattaneo" (cosa non si direbbe pur di difendere e giustificare i propri figli...), l'essere riuscito ad ottenere
due bocciature consecutive all'esame di maturità mi sembra un risultato talmente tanto eccezionale da meritare comunque una menzione d'onore.

domenica 20 luglio 2008

Fantasticherie di albe e di aeroporti

Questa mattina la mia sveglia ha squillato con un notevole anticipo sull'alba. Non si trattava di un errore (non sono poi così sprovveduta...), né di una repentina o mistica conversione al fuso orario di Sydney, bensì del primo atto di un'azione di recupero-congiunto all'aeroporto. E se questi voli internazionali atterrano all'alba o giù di lì, non è colpa mia.

E' buffo come nelle prime ore della mattina tutto sia silenzioso e fermo. E' buffo attraversare strade semi-deserte, percorrere in scioltezza (o quasi) il G.R.A. e avere l'impressione di realizzarne per la prima volta aspetto e dimensioni. Nonostante io sia una pigrona irredimibile (sarei perfetta come autrice di un'Ode al sonno e al poltrire), adoro ammirare le città nei momenti che precedono i rumori e il via vai del risveglio: tra i miei ricordi più suggestivi ci sono una luminosa alba pisana sulle spallette dell'Arno e le stradine del centro di Modena vuote e brumose alle sei del mattino.

Ebbene, attraversare Roma nelle prime ore del giorno è un'esperienza che reputo unica: immersa in un'atmosfera quasi irreale, avvolta nella calma ma non nel silenzio, la capitale si tramuta in quella città a misura d'uomo che - per ragioni di traffico, di densità, di dimensioni e quant'altro -, non è e non potrà mai essere.


Un'altra mia passione è costituita dagli aeroporti: gente che va e che viene, storie che si intrecciano e sovrappongono, destinazioni esotiche, sconosciute, remote. E poi... gli aerei: sarà un po'infantile, ma adoro ammirare gli aerei in fase di atterraggio, è come se mi ipnotizzassero.

Questa mattina, ferma agli arrivi del Terminal B di Fiumicino (un'attesa che si è rivelata un po' più lunga del previsto, per via del ritardo del volo del Fratello) mi sono divertita ad osservare le persone da cui ero circondata - i loro saluti, le loro espressioni, le loro smorfie, i cartelli con nomi generalmente impronunciabili tracciati a caratteri cubitali -, e ad indovinarne la provenienza (nel caso di una donna in burqa scuro non è stato troppo difficile).
Un metodo semplice ma adatto a riempire l'attesa.

Ed ora, con meno di quattro ore di sonno all'attivo, mi godo un po' di (sano e meritato) riposo domenicale e penso che sarebbe ora di partire, di tramutare in atto quel viaggio che da un po' di tempo mi frulla per la mente ma che tante situazioni ed imprevisti mi hanno portata a rimandare a tempo indeterminato. Sarebbe ora, ma si vedrà.

sabato 19 luglio 2008

I puntini sulle i

Di quotidiani e di articoli un po' discutibili se ne trovano a volontà, in Italia e all'estero. Ad esempio, questo qui, in cui ci si chiede come sarebbe il mondo se fosse gestito dalle donne e si risponde con una serie di luoghi comuni e di generalizzazioni un po' discutibili (frutto di una conoscenza del genere femminile tratta - mi viene da sospettare... -, dalle avventure di Carrie Bradshaw e dai romanzi di Sophie Kinsella).

Dato che sono una donna, che mi sono un po' risentita (quanto basta) e che ho sempre sognato di diventare il "capo del mondo" (alla Mignolo col prof, per intenderci...), mi permetto di fare qualche piccola puntualizzazione:

- non mi piace tantissimo il rosa e comunque non tappezzerei strade e pareti di questo colore (ma vi pare? Certo però che si tratta uno stereotipo duro a morire: ad esempio, vi ricordate il water foderato di rosa in Come farsi lasciare in dieci giorni???). Ovviamente, ogni tanto capita anche a me di acquistare degli indumenti sul rosa, ma soltanto perché 1) essendo un po' pallida e avendo occhi chiari, mi sembra che mi stia meglio di altri colori; 2) me lo ha chiesto una mia amica per il giorno del suo matrimonio (e come potevo dirle di no??? Come afferma Lilo in Lilo e Stitch, "sarei stata... abominevole!" ;) );

- non sono un'acquirente compulsiva di scarpe, al contrario. Vi dirò di più: una buona regola da casalinga di Voghera è acquistare le cose quando servono. E comunque sono pessima nel distinguere firme e modelli;

- so perfettamente cosa sia un martello e - udite udite - sono persino capace di usarlo (wow!!!);

- utilizzo il cellulare pochissimo (infatti capita spesso che squilli a vuoto, perché l'ho abbandonato in solitudine chissà dove), e comunque solo per telefonare (e solo se è proprio necessario). In ogni caso, non ne farei mai una trousse per ritoccarmi il make-up quando sono in giro (oltretutto, l'idea è piuttosto
kitsch);

- ho un ottimo senso dell'orientamento. Fino ad ora, mi sono persa una sola volta, due anni fa a Venezia, in zona San Polo: che potevo farci, era buio, le calli erano tutte uguali e la cartina non era molto utile... e comunque, dopo qualche giro a vuoto, mi sono ritrovata;


- sono un'appassionata di sport, e sì, mi piace persino il calcio, per quanto non lo segua più con l'attenzione di una volta. Ai tempi delle medie e del liceo ho anche giochicchiato (come punta all'inizio e poi come ala destra), ferma restando la mia predilezione per l'atletica leggera. E comunque, no, non vorrei che la tv trasmettesse sempre soltanto Sex and the City...

Bene, ora che ho fatto queste precisazioni mi sento decisamente più sollevata... ;)

[N.B.:- ogni tanto un post un po' più idiota della media è necessario a mantenere l'equilibrio del blog, altrimenti si finisce sempre a parlare di massimi sistemi... ;) ]

venerdì 18 luglio 2008

Rintracciando le cause remote

La lettura di questo editoriale di Ostellino ha suscitato in me pensieri molto simili a quelli espressi da Michele Serra nella sua rubrica su Repubblica:
Perché il Pd non difende a spada tratta il povero Del Turco, sostenendone l'innocenza e definendolo vittima (pure lui) del solito "teorema"? Noi si credeva, ingenuamente, che Veltroni preferisse non interferire con il lavoro dei magistrati perché ne rispetta (come suo dovere) l'autonomia. Ma Piero Ostellino, in un memorabile editoriale sul Corriere di ieri, ci spiega che le cose non stanno affatto così. Il sostanziale, imbarazzato silenzio del Pd discende direttamente dalla scissione di Livorno, 1921, quando nostri bisnonni con i baffi a manubrio e la cravatta a fiocco litigarono di brutto e si divisero in socialisti e comunisti. «Una sorda continuità antisocialista», ci spiega Ostellino, è dunque la causa dell' attuale, crudele indifferenza del post-livornese Veltroni contro i detenuti socialisti di ogni epoca e di ogni nazione. Al contrario di Eraclito, che sosteneva che "tutto scorre", secondo Ostellino niente scorre. Prendendolo alla lettera, possiamo aggiungere che la perdurante insignificanza dei liberali (con l' eccezione di Ostellino) nella storia italiana è solo il doloroso strascico della morte prematura del Cavour. Che le violenze di Bolzaneto hanno radice nei modi bruschi di Bava Beccaris. E che il Bologna non vince lo scudetto da quarant'anni a causa dell' assenza di Bulgarelli e Pascutti.

Alla scoperta dello squalo toro

Grazie all'oroscopo settimanale di Internazionale, ho scoperto l'esistenza dello squalo toro, che fino a pochi minuti fa ignoravo.

Devo ammettere che il paragone dell'immaginazione di noi Pesci con l'utero di uno squalo toro in cui gli embrioni lottano per la sopravvivenza fino a quando non ne resterà solo uno mi ha abbastanza colpita (lasciandomi anche un po'... perplessa). Mah...

martedì 15 luglio 2008

Questione di date

Così, scoprendo che oggi è il 15 luglio (ultimamente non sono molto attenta al calendario...), mi è venuto da pensare che sono trascorsi ben otto anni dalla festa di diploma, quattro anni dalla laurea e quattro mesi dalla discussione della tesi di dottorato.

A questo punto, mi sembra evidente che 1) sto invecchiando; 2) nella mia carriera scolastico-accademica il 15 è una data abbastanza ricorrente...

giovedì 10 luglio 2008

Nazionalismi investigativi?

Se ieri sera avete seguito il Tg1 delle 20 non vi sarà sfuggita la filippica che il conduttore ha rivolto alle autorità spagnole, che a suo modo di vedere avrebbero dovuto spiegare alla famiglia della ragazza italiana uccisa in Costa Brava il perché di un modo di condurre le indagini "non degno di un paese civile".

D'altra parte, da ben due giorni fioccavano accuse ed illazioni nei confronti della polizia catalana, definita "troppo reticente", "troppo superficiale" e quant'altro (sarà che i media nostrani sono abituati a seguire le indagini "minuto per minuto", e a fare di ogni delitto un
reality show collettivo, con tanto di plastici e di rivelazioni piccanti sul conto delle persone coinvolte - nei confronti delle quali, evidentemente, non c'è privacy che tenga...). Alla fine il capo della polizia italiana in persona era dovuto intervenire in difesa dell'operato dei colleghi spagnoli.

Polemiche e filippiche televisive a parte, oggi, a dieci giorni dal delitto (e a sole dodici ore da un Tg1 delle 20 che sprizzava indignazione da tutti i pori), c'è un colpevole reo-confesso in prigione e c'è un movente, mentre non si può dire altrettanto per gli omicidi di Garlasco, di via Poma, dell'Olgiata e così via. Forse, se pretendessimo di far svolgere le indagini agli inquirenti piuttosto che ai giornalisti, alle testate scandalistiche e ai conduttori di
talk-show televisivi, il bilancio finale ci sarebbe un po' più favorevole. O, quanto meno, ci faremmo una figura un po' meno ridicola.

La libertà di andare

Linko la bella analisi di Adriano Sofri sulla dolorosa vicenda di Eluana Englaro, che finalmente potrà essere lasciata andare, come lei stessa avrebbe voluto. E penso alla dignità e al coraggio del suo papà e della sua mamma, che hanno combattuto per lei - per l'amore che nutrivano nei suoi confronti, per il rispetto che avevano della sua persona e delle sue idee - la più difficile e triste delle battaglie.

[sul sito del Corriere c'è la sentenza della Corte d'Appello di Milano in formato pdf, leggetela, se avete tempo]

martedì 8 luglio 2008

"beneath the milky twilight"

Bella canzone, video con ambientazione parigina e citazioni da Truffaut (non sarà un capolavoro, ma è comunque mille volte meglio della versione Dawson's Creek che andava così di moda al liceo...).

lunedì 7 luglio 2008

Tutto è relativo


Ultimamente, mi è capitato di constatare in più occasioni quanto l'origine geografica influenzi e modelli l'identità e le opinioni di ciascuno.

Ad esempio, ieri sera mi è capitato di intavolare una piacevole conversazione con una ragazza di origine argentina che risiede negli Stati Uniti da anni. Tra le tante cose, mi ha raccontato di essere stata felice di lasciare il New Jersey per trasferirsi in uno remoto stato dell'interno, anche perché non ne poteva più della comunità ispanica locale, un gruppo un po' chiuso e isolato, in cui si parla una specie di spanglish. Tanto più che si trattava di una comunità formata in massima parte da Portoricani, Messicani, Cubani, cioè americani del centro, mentre lei si sente un'americana del sud: "Sono due culture profondamente diverse", mi ha spiegato. In tutta sincerità, mi sono un po' vergognata della mia totale ignoranza in materia: conosco così poco storia e dinamiche interne al continente latinoamericano che non ho mai neppure pensato che si potesse/dovesse distinguere il Centroamerica dal Sudamerica...

Qualche giorno prima, invece, chiacchierando con un giovane indiano residente a Londra, mi avevano un po' stupito i suoi racconti sulla diffidenza che la comunità indiana londinese (composta per lo più da persone di colore) nutre nei confronti dei neri di origine africana.

Insomma, ogni Paese ha le sue 'simpatie' e 'antipatie', i suoi 'nordici' e i suoi 'terroni' (e ve lo dice una che viene del settentrione del meridione, non so se... ;) ). A partire da questo punto di vista - quello dell'incontro e della mescolanza tra culture, etnie e storie diverse - la globalizzazione mi sembra uno degli eventi migliori che potesse capitare all'umanità.

[Riguardo all'immagine: un po' di tempo fa, una mia amica d'Oltralpe mi ha spedito questa cartina, "L'Europa vista dai Francesi", che esaspera i pregiudizi geografico-nazionali dei nostri amati-odiati cuginetti, prendendoli un po' in giro (e, ovviamente, prendendo un po' in giro anche il resto del continente). Ve la propongo in questo post perché mi sembra abbastanza buffa e abbastanza significativa]

domenica 6 luglio 2008

Sigle per un disastro

Insomma, è proprio così, non c'è nulla da aggiungere (a parte che fa tristezza, ma questo credo sia evidente di per sè...).

venerdì 4 luglio 2008

Dalla parte delle bambine

Il rispetto nei confronti delle culture e delle tradizioni dei vari popoli, nonchè dei precetti delle diverse religioni (sempre necessario affinché possa esserci dialogo), non può e non deve far passare in secondo piano la tutela dei diritti della persona, e in particolare dell'infanzia.

Perché notizie come
questa o giustificazioni come questa non possono essere accolte con reazioni del tipo "è un'altra cultura, sono fatti loro": la difesa dei diritti della persona dovrebbe essere prioritaria, e mai relativa, né subordinata al contesto sociale/culturale/religioso di appartenenza dei soggetti coinvolti.

giovedì 3 luglio 2008

Across the universe

Il Fratello ha fatto tantissima propaganda in favore di questo film, invitandomi più di una volta a vederlo, perché a suo dire mi sarebbe piaciuto molto. Ed io, dopo tanto tergiversare, l'ho guardato la scorsa notte (anche perché faceva decisamente troppo caldo per dormire...). Ci sono stati degli effetti collaterali alla visione notturna: dopo sono rimasta sveglia fino all'alba a canticchiare - che dire, certi stornelli sono proprio contagiosi... -, e ho persino cominciato a pensare in technicolor... ;)

Comunque, film e trama in sé sono un po' poveri, tutto poggia sulla colonna sonora - ma che colonna sonora! Qualche segnalazione: dalla mia preferita di sempre, Hey Jude, ad una bella versione di I want to hold your hand e di Dear Prudence, alla un po' logora e abusata All you need is love, fino ad Across the universe (anche se quest'ultima la preferisco nella versione di Fiona Apple).

Qui sotto, una delle mie scene preferite: Jude conosce Lucy, la sorella del suo ricco e strambo amico Max, e la colonna sonora è I've just seen a face, un motivetto che a me piace tantissimo (per inciso: gli attori che interpretano Max e Jude hanno davvero una gran bella voce; tra le donne, invece, l'interprete che ho preferito è la minuta Prudence).

mercoledì 2 luglio 2008

Finalmente...

...una bella notizia, se ne sentiva davvero il bisogno!

La lettura dei polpastrelli

Il cosiddetto ‘dibattito’ politico, in questo periodo, riesce davvero a deprimermi, per cui tendo a parlarne il meno possibile. Ciononostante, sulla storia delle impronte digitali prese alla popolazione Rom devo scrivere due righe.

La questione che sollevo è di principio: lasciando perdere il raccapricciante
bla bla bla
sulla sicurezza con cui media e politici ci hanno storditi/ci stanno stordendo ormai da mesi, l’idea stessa che un gruppo di persone possa essere trattato in modo diverso rispetto al resto della popolazione per via della sua appartenenza etnica è di per sé razzista. Per ‘razzismo’ si intende infatti “ogni atteggiamento discriminatorio variamente motivato nei confronti di persone diverse per categoria, estrazione sociale, sesso, opinioni religiose o provenienza geografica”. E assumere che all’intera popolazione nomade vadano prese le impronte digitali perché è potenzialmente autrice di crimini e misfatti di vario genere è discriminatorio. Vale a dire: un conto è prendere le impronte a chi si è già reso autore di un crimine, un conto è farlo preventivamente, ritenendo un soggetto più incline ad infrangere la legge e a commettere reati in quanto appartenente ad un determinato gruppo etnico.

Quanto poi alla stucchevole giustificazione per cui la presa delle impronte andrebbe estesa anche ai minori Rom per tutelarli o salvarli dal degrado, francamente mi cadono le braccia. In primo luogo, la premessa di un simile ragionamento è che solo i bambini Rom possano essere vittime di una situazione di degrado o di sfruttamento. In secondo luogo, mi viene da dire che, se prendere le impronte è una misura sufficiente ed efficace al fine di tutelare e salvaguardare l’infanzia, allora, in piena coerenza, dovremmo estendere l’obbligo a tutti i bambini, dal bimbo del campo nomadi al figlio di un parlamentare, e senza stare a pensarci su due volte.