giovedì 14 agosto 2008

Vacanze estive - secondo round

Come vi avevo preannunciato, si riparte. Il blog rimarrà chiuso per ferie più o meno fino alla fine del mese.

Nel frattempo, buone vacanze e buon ferragosto a tutti, ovunque voi siate!

lunedì 11 agosto 2008

Non c'è storia

Nonostante la guerra in Ossezia e le Olimpiadi cinesi, i quotidiani trovano tempo e spazio per chiedersi chi sia il supereroe preferito di McCain e Obama.

Per un attimo mi lascio coinvolgere dalla diatriba (d'altra parte, il clima è caldo e afoso per tutti, non soltanto per le redazioni giornalistiche...) ed esprimo la mia preferenza: tra Batman e l'Uomo Ragno è strameglio l'Uomo Ragno - anzi, l'Uomo Ragno è il migliore in assoluto, non si discute.

giovedì 7 agosto 2008

Lezioni di volo

Lo abbiamo trovato martedì, nel cortile sotto casa. Stava fermo in un angolo, ai piedi di una siepe di pini, e da lontano era una macchiolina scura che si notava appena: un uccellino piccolissimo, un batuffolo grigio con la testolina nera, che mi stava tutto nel palmo della mano (insomma, avete presente le dimensioni ridotte del palmo della mia mano, no?).

Non potevamo lasciarlo lì in terra, avrebbe avuto vita breve, tra gatti e topini (nonostante io non ne abbia ancora visti, e non li voglia vedere, sono certa che i topini ci sono, sigh...). Abbiamo deciso di raccoglierlo (e cioè, di deviare di qualche centimetro il corso della natura, interferendo nella selezione naturale...), ma è stato davvero faticoso: pur essendo minuscolo e non essendo ancora in grado di aprire le ali, il piccolino si muoveva tantissimo e correva esagitato a destra e a sinistra, tanto che il mio timore maggiore era che finissimo per calpestarlo.

Nel corso dell'operazione di recupero ci siamo accorti che un altro uccellino, presumibilmente la madre, seguiva la scena dall'alto.
Abbiamo pensato che si trattasse di capinere, per le piccole dimensioni e per il colore, anche se non ne siamo poi così certi (si vede proprio che siamo cittadini, vergognosamente ignoranti in materia di piante, fiori e animali...). L'idea che ci è venuta è stata quella di lasciare il piccolino - troppo piccolo per beccare il cibo da terra - sul balcone di casa, in totale libertà, di modo che la madre potesse vederlo e nutrirlo - anche perché era chiaro che non sarebbe riuscito ad oltrepassare il parapetto di cemento, e quindi era al sicuro da ulteriori cadute e da gatti, topi and co. (o almeno, questa era la nostra speranza...).

La madre del piccoletto è stata fantastica e davvero molto 'umana': appena si è accorta della presenza del figlio sul nostro balcone ha cominciato a portargli cibo, facendo continuamente la spola tra lui e il nido, che non doveva essere troppo lontano, in un punto non meglio identificato della siepe di pini. Quando si è resa conto che nessuno degli umani avrebbe interferito con il suo via-vai (per rassicurarli, avevamo chiuso ermeticamente la porta-finestra, e di tanto in tanto sbirciavamo lo stato delle cose da dietro le tende), si è posata sul pavimento del balcone e ha cominciato a mostrare al figlio come fare per raggiungere il parapetto. Il piccolo tentava di imitarla con molto coraggio e con una buona dose di ostinazione, ma ogni volta che tentava il salto finiva rovinosamente contro il cemento. Appena è calato il buio si è adagiato in un angolo ben riparato e si è addormentato.

Non eravamo certi che avrebbe superato la prima notte (anzi, io ero proprio pessimista: in passato mi era capitato di raccogliere dei passerotti caduti dal nido, e di ritrovarli morti al mattino successivo, nonostante tutte le attenzioni e le cure...). Tuttavia, ieri mattina, al nostro risveglio, il piccoletto - più piumato e grigio rispetto al giorno precedente - zampettava allegramente per il balcone, alternando momenti di riposo a nuovi tentativi di sopravanzare il muro, e sempre sotto lo sguardo vigile della madre. Poveretta, che fatica faceva tra la nidiata e quel figlioletto ribelle! Credo che gli abbia mostrato come fare il salto e spiccare il volo almeno un migliaio di volte... Era una scena molto carina da osservare, anche se non avevamo più un balcone dove fermarci a leggere, a riposare, a prendere un po' di frescura.


Al risveglio di questa mattina, invece, il balcone ci è sembrato vuoto. Non potevamo credere che l'uccellino fosse riuscito a volare via e le abbiamo pensate davvero tutte (incluso il gatto che si arrampica fino a casa nostra e lo mangia in un solo boccone... brrr), finché, muovendoci cautamente in un angolo molto riparato che usiamo a mo' di piccolo ripostiglio, non lo abbiamo trovato rintanato dietro ad un contenitore per la frutta. Tutto è diventato chiaro: il balcone era ormai suo, lo aveva percorso in lungo e in largo, del tutto incurante della nostra presenza o della nostra assenza.

A metà mattinata si è appollaiato su un piccolo vaso di rosmarino, poi è finalmente riuscito a salire sul parapetto, e lo ha anche percorso per un po', anche se con poca convinzione: per la prima volta deve aver realizzato di trovarsi piuttosto in alto... E' andato avanti così per alcune ore, continuando a 'dialogare' con la madre a suon di cinguettii. Alla fine, dopo essersi nuovamente issato sul parapetto ed essersi guardato intorno per un tempo x, quasi stesse calcolando il rischio, ha spiccato il volo e ha raggiunto la siepe di pini (io ero pronta al peggio, pensavo già che ci sarebbe toccato andare a ri-recuperarlo in cortile...). E' stato davvero tenero vederlo scomparire tra i rami con la sua mamma...

Ora mi tocca pulire per bene il balcone (già, perché il tenero piccolo ospite ci ha lasciato un po' di 'ricordini'...), ma sento davvero di poter dire: missione compiuta!

mercoledì 6 agosto 2008

The olympic show must go on

Poco più di un anno fa un mio amico di centrodestra lamentò il fatto che il governo italiano (il riferimento era al governo Prodi) non avrebbe mai avuto la forza di boicottare la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino. E infatti venerdì il governo italiano presenzierà a quella cerimonia: nonostante le elezioni di aprile e l'insediamento di un nuovo governo di segno opposto.

L'ho detto e ripetuto più volte qui sul blog: le Olimpiadi sono un evento sportivo che ha anche un importante significato politico e simbolico, e per questo non andavano assegnate ad un paese come la Cina, che limita e reprime le libertà individuali, perseguita minoranze e dissenzienti e appoggia regimi quali quello sudanese e quello birmano. Ma il Cio, a ben vedere, si è posto obiettivi diversi da quelli umanitari, quando ha avallato la candidatura cinese.

La politica avrebbe potuto e dovuto rispondere, magari disertando simbolicamente la cerimonia inaugurale, perché su certi principi non si dovrebbe transigere. E invece la politica internazionale, quella che conta (con pochissime eccezioni), si è adeguata, facendo suo l'adagio "si tratta soltanto di sport" e rifiutando qualsiasi assunzione di responsabilità. Addirittura, in Italia si è vissuto il paradosso per cui un membro di quello stesso governo che a Pechino invierà un proprio rappresentante ha chiesto agli atleti di disertare la cerimonia di apertura: cioè, va bene che ci sia un ministro italiano in tribuna di onore, ma gli atleti non dovrebbero scendere in pista per protesta contro la violazione dei diritti umani. Da ridere: è davvero logico e coraggioso chiedere al mondo sportivo di assumersi quelle responsabilità che la politica non vuole e non è in grado di assumere.

D'altra parte, bisogna ricordare che nessuno fermò le Olimpiadi tedesche del 1936 (e meno male che ci fu un Jesse Owens...). A Città del Messico, nel 1968, si ignorò volutamente il fatto che, appena tre giorni prima dell'inizio del Giochi, il governo locale avesse represso nel sangue una manifestazione studentesca. Smith e Carlos, oggi considerati degli eroi, vennero criticati, isolati e stigmatizzati per il loro gesto simbolico (e avrebbero anche perso le medaglie vinte se gli USA non ne avessero avuto bisogno per battere l'URSS nel computo finale dei successi). E ancora, nel non lontano 1996 le Olimpiadi del centenario si tennero ad Atlanta, la città della Coca-Cola, invece che ad Atene, che fu poi 'risarcita' con l'edizione del 2004.

Insomma, è ora che anche noi appassionati di sport apriamo gli occhi e realizziamo che le Olimpiadi sono spesso veicolo di interessi e valori diversi rispetto a quelli tradizionalmente considerati 'olimpici' (il rispetto reciproco e la pace, ad esempio). Forse dovremmo smettere di considerarle un Evento mondiale e simbolico, e ritenerle "soltanto sport", come vogliono i vari Bush e Sarkozy, e come del resto facciamo già con altre rassegne sportive. Che ne so, i Mondiali di calcio del 1978 si giocarono nell'Argentina del golpe militare, della "guerra sporca" e dei desaparecidos: ecco, alzi la mano chi si indignò per questo e decise di spegnere la televisione.

martedì 5 agosto 2008

Allarme sicurezza

L'Italia è il paese europeo in cui si muore di più sul lavoro: le morti bianche sono in numero maggiore rispetto a quelle legate ad episodi di criminalità (e queste ultime sono in costante diminuzione da 11 anni, nonostante si abbia una percezione contraria).

Il divario tra omicidi e morti bianche è ancora più consistente se al numero di queste ultime si aggiungono gli infortuni che avvengono in strada, per incidenti lungo il tragitto casa-lavoro o comunque durante l'esercizio dell'attività lavorativa.

Ecco, a questo punto mi sembra un po' strano che a nessun politico sia ancora venuto in mente di far presidiare cantieri, fabbriche e autostrade dall'esercito...

Sindrome da sondaggio

Magari ve ne siete accorti anche voi: ormai i quotidiani on line propongono sondaggi praticamente su tutto, dai cappelli indossati dalla duchessa di Cornovaglia, ai risultati delle gare della Ferrari, alle più svariate questioni etiche o politiche. Con una superficialità abbastanza inquietante si chiede ai lettori di rispondere con un Si o con un No a domandine stile quiz televisivo, che in alcuni casi banalizzano situazioni e questioni decisamente più complesse.

Nonostante il sondaggio sia ormai una moda (o un rito, o un passatempo, o più semplicemente un modo per ricevere più click, che tutto fa brodo), ieri sera sono rimasta abbastanza colpita dal quesito che veniva propinato ai lettori sulla home page di un noto quotidiano, e che suonava più o meno così: ad un anno dal delitto, la posizione dell'indagato per l'omicidio di Garlasco deve essere archiviata?


Ora, è più che possibile che d'estate la casalinga di Voghera si trasformi in Jessica Fletcher (in virtù dell'ennesima replica estiva) o in Miss Marple, ma - mi chiedo - a nessuno viene il dubbio che certe situazioni (crimini, indagini della polizia, perizie, riscontri...) debbano essere soggette al solo giudizio di chi ha determinate responsabilità e competenze ed è informato sui fatti piuttosto che al 'gradimento' del pubblico dei lettori di un giornale? Che senso può avere far esprimere una preferenza del genere, del tutto gratuita, 'a pelle'?


A questo punto, potremmo modificare il nostro approccio ai cosiddetti delitti dell'estate. Di fronte ad un omicidio, il pubblico potrebbe essere chiamato a scegliere tramite sondaggio o televoto il personaggio da mandare in nomination, quello che poi verrà accusato del delitto e dovrà comparire in tribunale o, magari, andare dritto in galera, superando lo scoglio del processo - tanto la maggioranza ha già decretato che è stato lui, quindi i tre gradi di giudizio sono una magagna inutile. Mano a mano, si potrebbe perfezionare il sistema chiedendo ai votanti di quantificare la pena, aggiungendo al pacchetto anche un bel quiz a risposta multipla.

In un sistema di questo tipo, ci sarebbe un consiglio da dare ai veri colpevoli: fate in modo di avere un faccino carino o simpatico e comportatevi in modo gentile e discreto, che se avete la fortuna di piacere al pubblico nessuno penserà di accusare proprio voi.

lunedì 4 agosto 2008

Dichiarazione di intenti - è agosto per tutti

Nel corso del mio primo round di vacanze estive (vi anticipo che il secondo arriverà a breve...), più che da internet mi sono 'disintossicata' dalla politica italiana, nel senso che non ne voglio sapere e non ne voglio parlare. Molto meglio così, visto che in pochi giorni di astinenza totale dalle diatribe nostrane ho recuperato gran parte del mio buon umore. E sono abbastanza decisa a volerlo mantenere il più a lungo possibile. Spero comunque che il blog non risenta troppo del mio stato di impoliticità, che - presumo - si protrarrà per tutto il mese di agosto.