venerdì 30 ottobre 2009

This is Halloween



Credo che sia il periodo dell'anno giusto per rievocare The Nightmare before Christmas (1993), una delle storie migliori che la fervida immaginazione di Tim Burton abbia prodotto. Per chi non lo sapesse, le musiche sono di Danny Elfman, che lavora spesso in tandem con Burton e che ha composto il tema principale delle colonne sonore di numerosi film e telefilm, tra cui i Simpsons e Desperate Housewives.

martedì 27 ottobre 2009

Giochi ecosostenibili

[confesso che la bambina che è in me si è divertita moltissimo a condurre questa piccola ricerca]

È possibile abbinare l'acquisto di un giocattolo per il proprio bambino a criteri quali la sostenibilità ambientale e l'efficienza energetica? A prima vista, sembrerebbe un'impresa ardua: la vita di un giocattolo è generalmente breve, e molti sono destinati ad essere usati appena due o tre volte, per poi essere abbandonati e dimenticati. Eppure, ci sono alcuni giochi che hanno una maggiore durata... (continua su greenMe.it)

lunedì 26 ottobre 2009

Deaf Sentence - Il prof è sordo

Deafness is comic, blindness is tragic.

Desmond Bates è un professore universitario sulla sessantina, da poco andato in pensione e afflitto da una forma di sordità precoce che condiziona e ostacola i suoi rapporti interpersonali, condannandolo ad una sorta di silenziosa solitudine. Per questo, il protagonista inizia ad affidare i propri pensieri (e a confessare le proprie frustrazioni) ad un diario.

Tra equivoci, incontri curiosi (come quello con Alex Loom, un'ambigua dottoranda americana), delusioni e umiliazioni familiari e lavorative, difficoltà matrimoniali e un padre anziano e sempre meno capace di badare a se stesso, il romanzo ci invita a riflettere sull'invecchiamento e sulla morte (da cui il gioco di parole con death sentence, che sfugge al titolo della traduzione italiana), tracciando un percorso spiritoso, buffo (impagabili i fraintendimenti in cui il protagonista inciampa a causa della propria sordità), ricco di humor ma anche molto molto malinconico.

L'ambientazione più o meno universitaria e il coinvolgimento di studenti, docenti e ex docenti sono dei topoi dei romanzi di David Lodge (ne avevo già parlato qualche tempo fa, ricordando la trilogia costituita da Scambi, Il professore va al congresso e Ottimo lavoro, professore!), sempre scorrevoli, ricchi di situazioni spiritose e spesso costellati di riferimenti autobiografici. Nel caso di Deaf Sentence, il protagonista-alter ego di Lodge è un ex professore di Linguistica, un uomo che si è sempre occupato di linguaggio, e che quindi vive la sua sordità come una sorta di scherzo del destino. Anche perché la progressiva perdita dell'udito lo ha costretto ad abbandonare prima del tempo il suo lavoro, condannandolo ad una vita noiosa e ritirata, ponendolo in uno stato di inferiorità (sia psicologica che economica) rispetto alla seconda moglie, giovanile, attiva e in carriera, e facendogli vivere le occasioni mondane come degli autentici supplizi.

L'incontro apparentemente casuale con Alex, una giovane e avvenente americana trasferitasi in Inghilterra per ragioni di studio, introduce un misterioso diversivo nella routine di Bates. Alex gli chiede di farle da supervisore nella stesura di un'originale tesi di dottorato sulle lettere d'addio lasciate dai suicidi, argomento che il professore in pensione trova sia morboso che pericolosamente affascinante. Così come lo lusinga il fatto che la giovane dottoranda si sia rivolta proprio a lui, un pensionato ultrasessantenne e, per giunta, sordo. Com'è prevedibile, ben presto la situazione si complica, in un crescendo di richieste ambigue e non-detti. Ma mi fermo qui, per non privarvi del piacere della scoperta.

Nel suo diario Bates racconta del proprio handicap e degli avvenimenti che, più o meno inaspettatamente, finiscono per coinvolgerlo, spesso citando altri sordi famosi, tra cui Goya, Beethoven e Philip Larkin, uno dei poeti preferiti da Lodge, e riflettendo di volta in volta sulla vita, sulla morte, sulla perdita dei propri cari (il protagonista e suo padre sono entrambi vedovi) e sul decadimento fisico. Il risultato è un romanzo piacevolissimo, che si legge velocemente, che spesso fa sorridere ma che evoca, nello stesso tempo, nostalgia e rimpianti. Desmond Bates mi fa pensare al Philip Swallow di Ottimo lavoro, professore!: un uomo dal passato brillante ma ormai stanco, sordo e in piena decadenza sia fisica che professionale. Ciononostante, non siamo di fronte ad un romanzo pessimista, al contrario: come afferma lo stesso protagonista, la sordità, in fondo, è comica, e solo la morte è tragica. Finché c'è vita, c'è sempre la possibilità di sperare.

Post collegati:
Small World: an Academic Romance

venerdì 23 ottobre 2009

mercoledì 21 ottobre 2009

A volte ritornano...

[...ma con molta, molta calma... Per oggi mi limito ai link]

Sarebbe splendido svegliarsi ogni mattina in perfetta forma, con un aspetto fresco e rilassato. Ma, si sa, bellezza e benessere vanno accuratamente coltivati giorno per giorno. Meglio ancora se ricorrendo a rimedi perfettamente naturali, più economici e più ecosostenibili di una beauty farm... (continua su greenMe.it)

venerdì 9 ottobre 2009

Yellow



Secondo singolo estratto da Parachutes (2000), l'album di esordio dei Coldplay. Purtroppo non ho trovato su YouTube una versione migliore di questa e quindi la posto, nonostante non mi piacciano molto i sottotitoli e l'immagine deformata... Dato che ci sono, diramo anche un avviso ai naviganti: il blog rimane fermo per una decina di giorni, causa trasferta estera della blogger, e torna intorno al 19 ottobre. Statemi bene!

giovedì 8 ottobre 2009

Idee per il cambio di stagione

[nonostante faccia ancora abbastanza caldo, bisogna ormai pensare a mettere via le magliette per fare spazio ai maglioni]

Più o meno due volte all'anno ci troviamo di fronte alla necessità di rivedere e di aggiornare il nostro guardaroba, per prepararci al passaggio dal caldo al freddo (o viceversa) e rendere i nostri armadi più funzionali alla nuova stagione. Anche perché nelle nostre stanze ci sono molte più cose di quante siano davvero necessarie... (continua su greenMe.it).

martedì 6 ottobre 2009

Burn after reading

Prendete un agente della CIA "dimesso"; sua moglie, una pediatra altezzosa, fredda e piuttosto insopportabile; l'amante di lei, un adultero seriale pedinato da una misteriosa macchina scura; una personal trainer ossessionata dalla chirurgia estetica e il suo collega e amico, un giovanotto belloccio, gradasso e un po' scemotto; aggiungete un file di memorie di lavoro scambiato per un importante segreto di stato, mettete sullo sfondo una palestra, uno scantinato e un'Ambasciata russa e avrete fatto Burn after reading, l'ennesima commedia-rompicapo dei fratelli Coen.

Credo che la morale della favola sia che il mondo è retto dal caos e dal caso, per cui dalla somma delle azioni dei singoli personaggi discendono conseguenze inimmaginabili e inspiegabili. In questo caso, un'improbabile eterogenesi dei fini fatta di fraintendimenti, leggerezze e dimenticanze conduce ad una spirale di delitti assolutamente insensata, di cui un qualsiasi osservatore all'oscuro della miriade di piccoli meccanismi che l'hanno innescata non riuscirà mai e poi mai a venire a capo. Non a caso, il film si conclude con il direttore della CIA che riflette sull'insegnamento tratto dall'intera vicenda, dicendo "Che casino, non lo so, forse abbiamo imparato a non farlo più... anche se non so che cosa abbiamo fatto... che casino". Difficile dubitarne, solo lo spettatore cinematografico, consapevole di tutte le azioni dei personaggi, può ricostruire per intero l'ingarbugliatissima vicenda. A partire dal file di memorie di lavoro che dal PC di casa dell'ex agente CIA, per una serie complicatissima di passaggi, finisce nelle mani dei due personal trainer, così sprovveduti da sperare di ottenere un premio in denaro dalla sua restituzione.

Insomma, siamo costantemente sul filo dell'assurdo, della farsa e dell'imprevisto, un po' come in tutti i film dei Coen, che possono piacere o meno (ad essere sinceri, a me non piacciono granché), ma che di certo sono originali. E in alcuni casi si fanno davvero ricordare (come L'uomo che non c'era, che a me ha fatto venire un gran magone, a suo tempo). Quanto al cast, beh, non è niente male, visto che ci sono John Malkovich in versione manie-di-persecuzione, George Clooney in versione pervertito-totale, Brad Pitt in versione beota, Tilda Swinton in versione odiosissima-moglie-in-carriera e Frances McDormand in versione "devo rifarmi naso, seno, fianchi, mento, guai a voi se provate a fermarmi!".

lunedì 5 ottobre 2009

Riepilogo

Durante il mese di settembre, tra le tante cose (a volte persino un po' troppe - o forse è l'autunno che mi sentire di più la fatica), mi sono occupata di:

- curiosi depuratori d'aria (che proprio da giovedì prossimo saranno sul mercato, e pare anche che funzionino...);
- inquinamento dell'aria all'interno nelle nostre case (una prospettiva piuttosto inquietante...);
- stufe a pellet (con grande gioia di mio padre, che del pellet è diventato un paladino e che si rivela sempre una utile fonte di informazioni...);
- riciclaggio del vetro;
- di green economy (più o meno...);
- scuola, zaini e oggetti da portare con sé al rientro dalle vacanze estive.

Ah, per quanto riguarda l'immagine in alto a sinistra: azalee e rododendri sono piante con elevata capacità di assorbimento di sostanze tossiche (non esattamente dei depuratori d'aria naturali, ma poco manca). Alla fine, tutto (più o meno) torna...

venerdì 2 ottobre 2009

Nine Million Bicycles



Dal secondo album di Katie Melua, Piece by Piece (2005), una ballata romantica ispirata alle numerosissime biciclette che girano per Pechino.

giovedì 1 ottobre 2009

La furia degli elementi

Martedì mattina ho sentito alla radio di un disastroso tifone che per diversi giorni si è accanito sul Vietnam, sulle Filippine e sulla città di Manila, causando numerose vittime. Poi c'è stato il violento terremoto nelle isole Samoa, seguito da un distruttivo tsunami. E poi, a strettissimo giro di posta, è arrivato anche il terremoto in Indonesia, nell'isola di Sumatra.

Di fronte a tutto questo, non posso non pensare a quante catastrofi e tragedie colpiscono quotidianamente i diversi angoli del mondo, passando quasi del tutto inosservate altrove.