venerdì 24 dicembre 2010

Happy Christmas - War is over



Una delle più belle canzoni natalizie mai scritte, a trent'anni dalla morte di John Lennon, per augurare a tutti voi un felice Natale e un buon anno nuovo. Arrivederci al 2011!

giovedì 23 dicembre 2010

Per un 2011 sostenibile giorno per giorno...

È ormai iniziato il conto alla rovescia che ci porterà a salutare il 2010 e ad accogliere il 2011, pronti a far saltare il tappo dello spumante allo scoccare della mezzanotte e pieni, come ogni anno, di speranze, desideri e buoni propositi. Tra questi - perché no? - è possibile che ci sia anche la volontà di essere più responsabili, eco-friendly e sostenibili nella nostra vita quotidiana. Se è questo il vostro caso, perché non cominciare dalle fondamenta, scegliendo una bella agenda ecologica che ci accompagni, giorno dopo giorno e settimana dopo settimana... (continua su greenMe.it)

martedì 21 dicembre 2010

Con gli ortaggi, tutta un'altra musica

[per la categoria: idee eccentriche]

Siete davvero sicuri che carote, zucca, sedano, zucchine, lattuga, porri, cetrioli, peperoni, melanzane, verdure e ortaggi vari siano utili solo per preparare colorate insalate estive e appetitose torte rustiche? E se venissero utilizzate per qualcos’altro, ad esempio come… strumenti musicali? Vi sembra un’idea troppo bizzarra?

Allora non avete mai sentito parlare della Vegetable Orchestra, un progetto musicale nato a Vienna nel 1998, cresciuto piuttosto rapidamente e sempre pronto ad affrontare le luci della ribalta nei teatri di tutta Europa, per concedere al pubblico performance uniche, “multisensoriali” e gustose. Con l’ambizione di riavvicinare le persone all’ambiente, attraverso la musica... (continua su greenMe.it)

venerdì 17 dicembre 2010

Decorazioni natalizie fai da te

Per dare a questo Natale 2010 un senso il più possibile ecologico, all’insegna del rispetto dell’ambiente, potremmo provare ad impegnarci a non lasciarci trascinare da tentazioni di tipo consumistico, dedicandoci piuttosto al recupero, al riciclo e al risparmio. Un impegno che può valere anche per quanto riguarda addobbi, ornamenti e decorazioni per l’albero, per le confezioni dei regali e per gli arredi delle nostre case.

Prima di precipitarci a comprare lucine colorate o stelle e oggetti scintillanti, spesso costosi e poco sostenibili, proviamo a guardare nel fondo dei nostri armadi e delle nostre cassettiere, oppure in soffitte e ripostigli... (continua su greenMe.it)

venerdì 10 dicembre 2010

Across the universe



La deliziosa cover di Fiona Apple della famosa (e splendida) canzone dei Beatles. Dalla colonna sonora del film Pleasantville (1998), con Tobey Maguire e Reese Witherspoon.

martedì 7 dicembre 2010

E da domani... albero di Natale!

[...la sottoscritta, però, per via di un trasloco prossimo venturo, potrà farlo solo con il pensiero...]

Per moltissimi di noi, Natale non è davvero Natale senza un bell’albero decorato e pieno di lucine, che riempia l’atmosfera di festa e colore e che ci faccia tornare un po’ bambini. Cosa possiamo fare per rendere una tradizione tanto consolidata anche il più possibile sostenibile? Quali accorgimenti dobbiamo adottare perché i nostri festeggiamenti e i nostri addobbi non rechino danno all’ambiente?

Innanzitutto, come abbiamo scritto nei consigli ed idee per scegliere l’albero di Natale giusto, l’albero vero è molto più eco-friendly di un abete artificiale, che, a conti fatti, si rivela decisamente insostenibile. Certo, gli alberi artificiali sono comodi, non sporcano e sono riutilizzabili per molti anni, garantendoci un notevole risparmio economico... (continua su greenMe.it)

lunedì 6 dicembre 2010

Harry Potter e i doni della morte - Parte I

Nessun luogo è sicuro.

Dopo la morte di Silente, Voldemort e i suoi Mangiamorte avanzano, uccidendo i babbani, perseguitando chi si oppone, impossessandosi di Hogwarts e giungendo anche a conquistare il Ministero della Magia e ad instaurare una sorta di regime di polizia magico. Harry, Ron ed Hermione sono impegnati su due fronti: da un lato, devono nascondersi dal Signore Oscuro e dai suoi sodali; dall'altro, devono trovare e distruggere gli horcrux, gli oggetti magici in cui è racchiusa l'anima di Voldemort e che ne rappresentano l'unico punto debole.

Dopo quasi dieci anni, la saga del maghetto più celebre del mondo si avvia finalmente a conclusione, con una penultima tappa costruita ad hoc, nel senso che l'ultimo libro della serie è stato suddiviso in due capitoli, per sfruttare fino in fondo le immense potenzialità commerciali del mito di Harry Potter. Se la puntata precedente - Harry Potter e il Principe Mezzosangue - risentiva di un'atmosfera da liceo americano e da teen drama, in questa prima parte di Harry Potter e i doni della morte si sente, e molto, la mancanza di Hogwarts, o comunque di un centro logico e fisico dell'azione. 

Per tutte le due ore, infatti, sembra che i tre protagonisti vaghino un po' alla cieca, smaterializzandosi e rimaterializzandosi quasi a caso tra il centro di Londra, foreste, incantevoli scorci naturali e luoghi cupi e minacciosi. Lo scopo dei loro spostamenti, la ricerca degli horcrux e della spada di Grifondoro necessaria per distruggerli, non riesce a lavare via l'impressione complessiva di una certa illogicità o farraginosità della trama. La sceneggiatura non aiuta molto, gli scambi di battute tra i protagonisti appaiono un po' rigidi e ripetitivi e anche i momenti più drammatici sembrano perdere di intensità. Meno male che ci sono i rossi Weasley, che offrono, come al solito, preziosi siparietti di comicità e sollievo.

Detto questo, il film è comunque godibilissimo, le atmosfere cupe e le citazioni horror (come quella da The Blair Witch Project) sono apprezzabili e le due ore scorrono via piuttosto velocemente. Certo, se Silente fosse stato meno criptico con le sue rivelazioni, il povero Harry avrebbe dovuto affrontare molti meno ostacoli: ma, si sa, tutte le più nobili vicende letterarie e cinematografiche affondano le proprie radici in problemi o difetti di comunicazione. Un'ultima considerazione riguarda i Malfoy, che nella resa cinematografica della saga sembrano la stirpe di maghi purosangue più inetta della storia della magia.

venerdì 3 dicembre 2010

"Ogni volta che c'è un terremoto sembra la prima volta"



Roberto Saviano racconta a Vieni via con me la notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 nella Casa dello Studente, in via XX Settembre, a L'Aquila.

mercoledì 1 dicembre 2010

Mieko e i suoi bijoux sostenibili

Avete bisogno di un’idea originale, preziosa ed esclusiva per i vostri regali natalizi? Vi piacerebbe donare a mamme, sorelle, amiche e fidanzate qualcosa di unico e di sostenibile, per festeggiare il Natale 2010 nel rispetto dell’ambiente? Avete iniziato a pensarci da qualche settimana ma non avete ancora avuto l’intuizione vincente? Ebbene, forse abbiamo la soluzione che fa al caso vostro! Stiamo parlando di Mieko, un’azienda milanese che realizza splendidi gioielli eco-sostenibili a partire dal recupero della carta e dall’uso di altri elementi naturali... (continua su greenMe.it)

lunedì 29 novembre 2010

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo

"C'è una logica, una regola, in tutto questo andirivieni, in tutto questo smarrirsi e dislocarsi? Esiste un modo per restare dove sono, abbracciare il presente con ogni cellula?"

"Odio trovarmi dove lei non è, quando lei non c'è. E invece me ne vado sempre, e Clare non mi può seguire."

Michigan, 1977. Nel prato dell'enorme villa dei suoi facoltosi genitori, la piccola Clare Abshire, 6 anni, incontra per la prima volta Henry, che ha superato i 40 e sembra sapere tutto di lei.

Chicago, 1991. Il ventottenne bibliotecario Henry DeTamble incontra per la prima volta la studentessa ventenne Clare, che lo saluta calorosamente e sostiene di conoscerlo da ben 14 anni.

Non è un caso di follia o di omonimia, ma il frutto di un disturbo genetico, la cronoalterazione, che affligge Henry dall'età di 5 anni e che lo catapulta imprevedibilmente e indiscriminatamente nel passato e nel futuro, facendolo sparire e ricomparire nei momenti e nelle situazioni più improbabili, e determinando incontri e incroci apparentemente impossibili.

L'idea che è alla base de La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo di Audrey Niffenegger è indubbiamente originale, con la strana malattia di Henry e le molteplici linee temporali attraverso cui si dispiega il racconto: quella "principale", costituita dalla vita "normale" di Clare, e quei frammenti di passato o di futuro descritti nel corso dei viaggi di Henry. Di certo ci vuole una buona dose di immaginazione e di pazienza per ideare e costruire una storia così "mobile" e in cui tutto, alla fin fine, quadri: in questo, l'operazione dell'autrice è perfettamente riuscita, dato che i tasselli si compongono progressivamente fino a dare un senso compiuto agli indizi e agli avvenimenti sparsi qua e là.

Al di là della storia d'amore tra Clare e Henry, prevedibile e furbetta come la maggior parte delle storie d'amore letterarie, il romanzo incuriosisce sia per l'assoluta inaffidabilità del protagonista, la cui malattia riesce a complicare in modo drammatico, buffo o grottesco anche le siituazioni quotidiane più banali, sia per l'assurdità del suo destino, che lo condanna a conoscere il futuro o il passato senza poter mai interferire o cambiare anche solo una virgola. Henry vede e sa, a differenza di tutti gli altri esseri umani, ma non può fare altro che accettare un copione che, da qualche parte, è già scritto.

La prima metà del romanzo è buffa, strana e coinvolgente, e stuzzica continuamente la curiosità del lettore. La seconda, invece, scivola piano piano verso il melodrammatico: da un certo punto in poi, anche il lettore più sprovveduto capisce perfettamente cosa accadrà, l'autrice getta via la maschera e sembra porsi come unico obiettivo quello di suscitare una commozione fin troppo facile e scontata. La lettura ne risente, diventa faticosa e, a mio avviso, anche un po' autolesionista.

Insomma, l'epilogo è studiato appositamente per far contente quelle lettrici che adorano intristirsi e farsi venire il magone. Un esito più che prevedibile, anche se ho sperato fino all'ultimo in un colpo di scena o in qualcosa di simile: con un protagonista così anormale, in fondo, poteva davvero succedere di tutto.

venerdì 26 novembre 2010

Bad Romance



Ok, questo week-end si va sul leggero, con il primo singolo estratto da The Fame Monster (2009), il secondo album della stupefacente e insuperabile Lady Gaga. Un personaggio che riesce davvero ad inventare una provocazione al giorno: ce ne vuole di fantasia per combinarne così tante...

Eco-turismo invernale: il Queyras

Amate la natura e la montagna? Siete appassionati di turismo sostenibile? Morite dalla voglia di una bella vacanza natalizia sulla neve? Allora sappiamo qual è la meta che fa al caso vostro: il Queyras, una valle immersa nelle Alpi francesi, al confine con l’Italia e con il valico del Colle dell’Agnello, con i comuni di Arvieux, Abriès, Aiguilles, Ceillac, Château-Ville-Vieille, Molines-en-Queyras, Ristolas e Saint-Véran. Il luogo ideale per trascorrere una vacanza invernale nel cuore dell’Europa, capace di unire il meglio degli sport invernali con le bellezze paesaggistiche e il calore della tradizione culturale ed enogastronomica alpina... (continua su greenMe.it)

Elementi di bioedilizia: eco-rivestimenti da soffitto

Grazie ad una costante attività di ricerca, alla dedizione e al desiderio di sperimentare degli addetti ai lavori, la bioedilizia sta davvero facendo passi da gigante. L’obiettivo principale è di studiare e realizzare progetti che siano salutari sia per l’uomo che per l’ambiente, impiegando esclusivamente materiali atossici ed eco-compatibili. È questo il caso, ad esempio, di un prodotto proveniente dalla costa occidentale degli Stati Uniti: pannelli e piastrelle da soffitto derivati dal riciclo della plastica... (continua su greenMe.it)

mercoledì 24 novembre 2010

Bici-carrello ed eco-culle

La vita quotidiana nelle nostre città è spesso frenetica e poco sostenibile, complice anche un alto livello di traffico, che è nocivo non soltanto per l’ambiente ma anche per la nostra salute e per il nostro umore. Per sopravvivere allo stress e contribuire in modo attivo alla salvaguardia ambientale bisogna davvero essere responsabili, flessibili e, in un certo senso, anche “convertibili”. Come dimostra un interessantissimo concept creativo ed eco-sostenibile che potrebbe venire incontro alle nostre quotidiane esigenze di mobilità metropolitana: stiamo parlando di Ville, il progetto che lo scorso gennaio ha conquistato la medaglia di bronzo al contest Idea Design 2010, promosso ogni anno dalla Industrial Designers Society of America... (continua su greenMe.it)

Se volete che i vostri bambini maturino una coscienza green ed eco-responsabile, è bene cominciare presto ad abituarli a stili di vita sostenibili e a dare loro il buon esempio. Anzi, molto presto: sin dalla culla e dal lettino. Oltre agli utili consigli per rendere sicura ed ecologica la cameretta dei vostri figli, esistono anche diverse soluzioni per far sì che i loro primi sogni siano perfettamente eco-compatibili, tra materiali riciclati o organici e graziosi lettini componibili. Vediamo alcune proposte nel dettaglio... (continua su greenMe.it)

lunedì 22 novembre 2010

Momento autopromozionale: L'isola di Ajao

Un giorno di qualche mese fa un docente mi ha detto che era un vero peccato lasciare ammuffire in un cassetto un lavoro che avevo fatto e che mi era costato sforzi e fatica. E così, approfittando delle mie poche ore davvero libere, ho riletto ed editato il testo della mia tesi di dottorato, tagliandone alcune parti e rivedendone altre, per poi pubblicarlo su Lulu.com, un meraviglioso sito americano che mi permette di mettere in vendita il mio saggio sia come volume cartaceo che come pdf scaricabile.

Ovviamente, il risultato della mia rapida revisione non è un capolavoro di scrittura o un esempio di editing perfetto, né mai diventerà una pietra miliare negli studi storico-filosofici sul Seicento francese. E' piuttosto una piccola soddisfazione tutta mia, che oggi voglio condividere anche con i miei 4 lettori e con gli altri naviganti.

E da gennaio 2011, L'isola di Ajao è anche su Amazon.

sabato 20 novembre 2010

venerdì 19 novembre 2010

Cartoni animati dell'infanzia: Capitan Harlock e Starzinger



Sarà stato per via dell'ultima trovata nata su Facebook - quella di sostituire la foto del profilo con l'immagine di un cartone animato dell'infanzia (e così sono diventata Candy Candy) -, ma ieri sera sono tornata a casa dal lavoro canticchiando la sigla dell'immortale Capitan Harlock, che guardavo da bambina insieme a papà su una qualche oscura rete locale. E quindi mi è venuta voglia di condividerla con voi, in ricordo dei vecchi tempi, insieme a questa "chicca": la sigla di un altro cartone che andava di moda negli anni Ottanta. Si tratta della storia della principessa della Luna, Aurora, che intraprendeva un viaggio nello spazio insieme a delle guardie del corpo-cyborg per salvare la galassia. Il cartone in questione si chiamava Starzinger.

martedì 16 novembre 2010

Bioarchitettura e creatività: l'eco-ristorante in bamboo

Possono estro e bioarchitettura compenetrarsi e armonizzarsi, dando vita a soluzioni originali, interessanti ed eco-sostenibili? Pare proprio di sì, se pensiamo alla storia che stiamo per raccontarvi. Provate ad immaginare la situazione: a Jakarta, in Indonesia, un ristoratore specializzato in cucina giapponese, e in particolare in noodles, sogna di gestire un ristorante all’aperto, pur sapendo che non si tratta di una soluzione comune o particolarmente popolare. È, piuttosto, una scommessa, nel senso che la clientela potrebbe non apprezzare l’idea di mangiare all’esterno, senza il riparo e la protezione offerti dalle pareti... (continua su greenMe.it)

lunedì 15 novembre 2010

The social network

"Non arrivi a 500 milioni di amici senza farti qualche nemico"

"Se foste stati in grado di inventare Facebook, allora avreste inventato Facebook. [...]
Non è che se uno fa una sedia particolarmente bella, poi deve pagare i diritti a tutti quelli che hanno fatto sedie prima di lui."

Harvard, 2003. La matricola Mark Zuckerberg, un nerd bruttino, goffo e dall'abbigliamento improbabile, dopo essere stato mollato dalla ragazza e essersi preso una sbronza colossale, comincia a maturare l'intuizione che rivoluzionerà la sua vita e che cambierà il modo di comunicare di inizio millennio: un social network in grado di connettere tutte le persone che si conoscono. Nasce Facebook e, come per tutte le grandi invenzioni, c'è chi accusa Mark di aver "barato" e di aver rubato l'idea.

Cominciamo dai fondamentali: The social network di David Fincher (Seven, Fight Club) è proprio un gran bel film, in equilibrio perfetto tra lo spiritoso e il drammatico e piacevolmente leggero, come è giusto che sia per una storia che parla di ventenni. Le due ore scorrono via veloci e la regia alterna intelligentemente il racconto delle origini con estratti delle deposizioni relative alle due controversie legali che Mark Zuckerberg ha dovuto affrontare, e che l'hanno contrapposto a tre studenti di Harvard e al suo ex-migliore amico e co-fondatore di Facebook, Eduardo Savarin (che è stato una delle fonti principali per la sceneggiatura). Il risultato è un racconto avvincente, mai scontato, sottolineato da un'ottima colonna sonora e da inquadrature e simbolismi particolarmente espressivi (si pensi alla pioggia durante una delle deposizioni) e che passa con sapienza da momenti ultra-nerd a momenti ultra-glamour (si vedano le scene al ristorante o in discoteca con il paranoico Sean Parker).

Prima di vedere The social network avevo letto da più parti che Fincher aveva voluto mettere Zuckerberg in cattiva luce, accogliendo e facendo proprie le versioni dei suoi detrattori. Di certo, come è inevitabile in un biopic, il film rappresenta una drammatizzazione dei fatti (si veda la storia di Mark con l'ex ragazza: il desiderio di riconquistarla sarebbe il motivo per cui ha inventato Facebook). Tuttavia, la mia impressione è che, per quanto si offra spazio alle critiche, alla fine Zuckerberg ne esca più che bene.

Mark sarà anche un ragazzino saccente, nerd e un po' stronzo, come viene ripetuto più volte nel corso del film, ma è un del tutto disinteressato al denaro, molto intelligente e con un'enorme, invidiabile, creatività. A dirla breve, è un genio, a differenza dei personaggi che gli si contrappongono nelle deposizioni. Ovunque abbia tratto l'ispirazione per il suo social network, è innegabile che l'idea geniale, quella che ha sparigliato le carte e cambiato le cose, è stata sua, e suoi sono stati gli sforzi per metterla in atto. Insomma, il suo successo economico (perfettamente enfatizzato sul finale e sui titoli di coda da Baby, you're a rich man dei Beatles) è più che meritato, perché è il premio ad un'intelligenza fuori dal comune. Eccolo qui, raccontato in 120 minuti, il mondo perfetto, quello in cui chi è più bravo emerge, senza l'aiuto di avvocati o di ricchi e ambiziosi paparini.

Infine, un piccolo amarcord molto personale: il film, soprattutto nelle sue battute iniziali, nei discorsi da nerd e da "secchioni", nell'ambientazione autunnale e collegiale, mi ha ricordato moltissimo Pisa e l'atmosfera della SNS di una decina di anni fa, quando ci scambiavamo e discutevamo idee continuamente e immaginavamo di poter fare grandi cose, come è giusto che sia per dei ragazzi e delle ragazze di 19-20 anni. Prima, cioè, che ci rendessimo conto che ci aspettava una vita da precari. D'altra parte, se, come dice con un certo compiacimento il Rettore di Harvard in una scena di The social network, "qui tutti inventano qualcosa", nelle università italiane la direttiva è sempre di "non uscire dal seminato", di seguire docilmente il proprio docente di riferimento, di aspettare pazientemente il proprio turno e di non prendere mai iniziative in proprio. L'unico obiettivo possibile sembra essere una carriera da "cortigiano", da "comprimario" o, alla meglio, da "delfino". Mai, comunque, da protagonista.

E poi ci chiediamo perché le nostre università e scuole di eccellenza non partoriscono personaggi a loro modo "eroici" come Brin, Page o Zuckerberg... Non è che da noi manchino talento e creatività: è l'impostazione complessiva, che premia le rendite di posizione piuttosto che l'innovazione e il cambiamento, ad essere completamente sbagliata (senza contare, poi, riforme e politiche finanziarie svilenti, che impediscono di fare ricerca anche nelle poche oasi dinamiche, intraprendenti e virtuose).

venerdì 12 novembre 2010

E' tutto mio!



La canzoncina intonata da Roberto Benigni lunedì scorso a Vieni via con me, il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano. E con questo, buon week-end a tutti!

giovedì 11 novembre 2010

Che ne dite...

...di votare il Personaggio Ambiente 2010?
Potete scegliere tra un lunga lista di nomi più o meno noti, scelti da un apposito Comitato Tecnico tra coloro che hanno maggiormante contribuito, nel corso del 2010, a diffondere idee, pratiche, informazioni, imprese e politiche ambientali in Italia.
Che cosa aspettate? ;)

lunedì 8 novembre 2010

Esempi di riciclo creativo ed eco-fashion delle confezioni di caramelle

Le confezioni delle caramelle, sia le buste che quei piccoli rettangoli colorati che avvolgono praline, confetti e bonbon di tutti i gusti e di tutte le consistenze possibili, non sono esattamente “ecologiche” e “sostenibili”, ma influiscono notevolmente sulla nostra produzione quotidiana di rifiuti. Tuttavia, grazie alleinfinite potenzialità del riciclo e del riuso creativo, ci sono moltissimi modi per trasformarle da semplici scarti a componenti divertenti ed essenziali di accessori ed abiti eco fashion, per essere trendy senza sprechi e nel pieno rispetto dell’ambiente... (continua su greenMe.it)

venerdì 5 novembre 2010

E Waka Waka diventa Bunga Bunga



Ok, ormai lo hanno visto tutti, dato che gira su Facebook da una settimana, ma vale comunque la pena di postarlo: per ribadire che Elio è un genio e per fare anche un po' di amarcord, per via della barzelletta che girava negli anni delle scuole medie in cui ai soliti "un italiano, un inglese e un americano" (o "un italiano, un francese e uno spagnolo"), prigionieri di una tribù nella foresta, veniva posta la fatidica domanda "Meglio morte o bunga bunga?". Sull'attualità, invece, stendiamo un velo pietoso.

mercoledì 3 novembre 2010

Riciclare con arte: due eco-insegnanti ed eco-artiste all'opera

Insegnare ai più piccoli a rispettare l’ambiente facendo leva sul gioco e sulla creatività: è questo l’obiettivo di “Le mani creano… Piccoli oggetti d’arte”, un sodalizio nato nel 2003 dal desiderio di due eco-artiste ed eco-insegnanti della provincia di Frosinone, Sonia Mastrosanti e Giovanna Vacchiano, di fare qualcosa di sano e di importante per i bambini e per l’ambiente.

Mosse dalla loro passione per l’arte e per il recupero dei materiali di scarto – le cosiddette “materie seconde” –, Sonia e Giovanna promuovono corsi di educazione ambientale e laboratori creativi per coinvolgere attivamente i bambini, sensibilizzarli sui temi del riuso, del riciclo e del rispetto per l’ambiente e renderli più consapevoli e sostenibili nei loro gesti quotidiani... (continua su greenMe.it)

venerdì 29 ottobre 2010

Dreams



Della serie, come eravamo giovani... Correva l'anno 1993: in tutto il mondo esce Everybody else is doing it, so why can't we?, il primo album dei Cranberries. Dreams è uno dei due singoli estratti dall'album (l'altro è Linger), e probabilmente il più conosciuto (e, in ogni caso, il mio preferito, con il suo ritmo e la sua energia). Poi arriva il 1994 ed esce No need to argue, con l'indimenticabile Zombie. E nel 1996 To the faithful departed, che non ho amato molto ma di cui avevo comunque la musicassetta (ebbene sì, negli anni della mia adolescenza ascoltavo musica nelle musicassette... mi sembra davvero di essere ultracentenaria!). Quindi, nel 1999, Bury the hatchet, con le dignitose Promises, Animal instinct e Just my imagination (la migliore, secondo me). E, infine, Wake up and smell the coffee, del 2001, l'unico album dei Cranberries che proprio non mi è piaciuto. Poi il gruppo si è sciolto e Dolores O'Riordan ha fatto due album da solista. Ora pare che siano tornati lavorare insieme per un progetto che dovrebbe vedere la luce nel 2011. Chissà...

mercoledì 27 ottobre 2010

"Andasse a una partita di basket, potrebbe uscirne più alto"

Nel suo nuovo libro, La pancia degli Italiani. Berlusconi spiegato ai posteri, Beppe Severgnini  racconta a stranieri e generazioni future perché stiamo scontando 20 anni di Mr. B. Ho letto l'Introduzione pubblicata sul Corriere e l'ho trovata così suggestiva da doverla assolutamente linkare.

Buona lettura!

martedì 26 ottobre 2010

Concept creativi per uno stile green e non-convenzionale

L’amore per la natura e il desiderio di ridurre il proprio impatto sull’ambiente favoriscono l’estro e la creatività. Non siete d’accordo? Eppure, per averne una prova, basta pensare alle invenzioni sempre più innovative di eco-designer ed eco-artisti contemporanei, capaci di utilizzare solo elementi naturali come pietre o foglie per realizzare le proprie Groopere, che siano sculture, installazioni, mobili, accessori per la casa o per la persona. A quest’ultima categoria appartengono gli eco-gioielli: piccole idee non-convenzionali, uniche e totalmente sostenibili, che puntano a coniugare stile, ecologia ed etica. In un modo che, nella maggior parte dei casi, è decisamente originale... (continua su greenMe.it)

lunedì 25 ottobre 2010

Wall Street - Il denaro non dorme mai

Gordon Gekko è tornato.

New York, 2001. Dopo aver scontato una condanna ad 8 anni di carcere per insider trading e varie altre amenità, Gordon Gekko torna libero. Nel 2008 è ormai diventato un opinionista di successo, profeta del crollo del mondo della finanza incarnato da Wall Street. Nel frattempo, sua figlia Winnie, che da tempo ha troncato ogni rapporto con lui, scrive per un sito di sinistra, La fredda verità, e decide di sposare il promettente Jacob Moore, un  broker appassionato tanto di denaro, quanto di energie alternative. Può l'ambizioso Jacob resistere al fascino esercitato dall'ingombrante futuro suocero? Ed è possibile che Gekko sia davvero cambiato?  

Oliver Stone torna sul luogo del delitto e firma una nuova puntata della storia che, a metà degli anni Ottanta, mostrò al mondo intero l'avidità di Wall Street. Nella primavera del 2008, nell'anno della crisi del sistema, i tempi sono cambiati, i meccanismi sono evoluti e la finanza appare sempre più fuori controllo, tra mutui subprime, derivati e titoli tossici. Ne fa le spese, suo malgrado, il giovane Jacob, che assiste al crollo della banca per cui lavora, alla perdita dei propri investimenti e al suicidio del proprio mentore-datore di lavoro, Louis Zabel. Alla ricerca di una nuova figura paterna, ma anche di informazioni di prima mano e di "soffiate", Jacob decide di avvicinare il padre della sua fidanzata, stipulando con lui una sorta di "patto" dalle conseguenze imprevedibili.

Come nel primo Wall Street, siamo di fronte a personaggi complessi e ambigui: lo stesso Jacob, nonostante l'amore per l'idealista Winnie e la lealtà nei confronti di Zabel, agisce per avidità e per ambizione, sulla falsariga del Bud Fox degli anni Ottanta, che appare ne Il denaro non muore mai in un cameo breve ma abbastanza significativo. Il film poggia su primi piani intensi e simbolismi visivi: su tutti, gli sfavillanti gioielli sfoggiati dalle signore nelle scene relative alla serata di gala del gotha della finanza newyorkese, con i suoi inviti da 10mila dollari - il modo più efficace per rappresentare il "walzer delle candele" del mondo che gravita intorno a Wall Street, la sua avidità  e le sue rivalità interne che, piano piano, stanno conducendo il sistema al collasso. Non a caso, nel corso del film si alternano fallimenti e salvataggi di banche, mentre l'indice Dow Jones crolla e alcuni titoli evaporano. Sullo sfondo si staglia una New York meravigliosa, con il suo inconfondibile skyline, su cui la macchina da presa indugia spesso e volentieri, con grande compiacimento dello spettatore e (si suppone) dello stesso regista.

Insomma, il film nel complesso, con la sua rappresentazione lucida e impietosa della crisi finanziaria, affascina e funziona. Così come è estremamente significativa la parte affidata a Susan Sarandon, la madre instabile di Jacob che vuole arricchirsi "giocando" con il mercato immobiliare, contraendo muti e comprando case. Non convincono, invece, le vicende personali che fanno da contorno alla storia principale: in particolare, il rapporto tra Jacob e Winnie, con il suo andamento prevedibile e scontato, e quello altrettanto scontato tra Winnie e Gekko, con conflitti che si generano e risolvono con una velocità e una superficialità da manuale.

venerdì 22 ottobre 2010

Impossible dream



Quando si dice "creatività"... Chi penserebbe, a prima vista, che si tratta di un Diesel? Tutti questi colori e tutta questa natura intorno, con prati, fiori, coccinelle... E poi il jingle funziona e rimane in testa. Insomma, lo stile si può condividere o non condividere, il risultato può piacere o non piacere, ma di certo l'insieme è curioso, accattivante e molto originale.

mercoledì 20 ottobre 2010

7 consigli per liberarsi degli oggetti inutili

Vi è mai capitato di fare le pulizie o di mettere in ordine e di imbattervi in cose che avevate dimenticato di avere? Oppure di riporre in un cassetto un oggetto pensando che un giorno – chissà… - potrebbe anche tornarvi utile? O, infine, di ricevere un regalo che vi è piaciuto tanto e di conservarlo con cura in un armadio, in un baule o in un comò perché non si “rovini” con l’uso? Ebbene, se avete risposto di sì ad almeno due di queste domande significa che, come la maggior parte delle persone, siete affetti dalla tendenza ad accumulare nelle vostre case cose che non vi servono e che probabilmente non utilizzerete mai (o mai più), ma a cui non riuscite a rinunciare. Con grande, grandissimo ingombro di stanze, scaffali, mensole, soffitte, garage e ripostigli. Specie se non vivete in una reggia e gli spazi sono pochi, ristretti e da razionalizzare... (continua su greenMe.it)

martedì 19 ottobre 2010

Onde tossiche: 8 disastrose fuoriuscite industriali

La recente dispersione di fango tossico in Ungheria, con lo sversamento nell’ambiente di residui di bauxite, corrosivi e alcalini, è solo l’ultimo di una lunga serie di incidenti che hanno avuto come protagonisti liquami velenosi, residui industriali e acque di scolo contaminate: fuoriuscite che, complice l’incuria o la leggerezza dell’uomo, hanno alterato o distrutto interi ecosistemi, oltre a provocare danni ingenti a persone, insediamenti urbani ed aree naturali. Ricordiamo qui di seguito 8 disastrose fuoriuscite industriali: alcune sono molto lontane nel tempo, ma la maggior parte si concentra negli ultimi 15 anni, segno che c’è ancora moltissimo da fare dal punto di vista del controllo e della prevenzione... (continua su greenMe.it)

lunedì 18 ottobre 2010

I 200 anni della SNS

Sono trascorsi 10 anni da quando sono entrata per la prima volta a Palazzo della Carovana, la sede istituzionale della Scuola Normale di Pisa: ero un'aspirante matricola un po' spaurita e dovevo affrontare il "terribile" esame di ammissione alla Classe di Lettere.

Un'esame di cui mi è rimasto un ottimo ricordo, così come degli anni successivi, del collegio Carducci, del collegio D'Ancona, dell'aula Bianchi, dell'aula Russo, dei colloqui di passaggio d'anno, fino all'atto conclusivo della mia vita da normalista, la cerimonia per la consegna dei Diplomi di Licenza, nella Sala degli Stemmi.

Anche se oggi la mia vita è molto lontana sia da Pisa che dalla ricerca, approfitto del Bicentenario della SNS per celebrare l'istituzione che mi ha ospitato, che mi ha fatto crescere e in cui ho incontrato tanti amici e tante persone davvero speciali.

venerdì 15 ottobre 2010

Fini e Berlusconi in 4 minuti



Ricordate gli autori del video 23 anni di Beautiful in 6 minuti? Rieccoli all'opera, stavolta alle prese con la storia di odio-amore-odio-amore più discussa del momento: Fini e Berlusconi in 4 minuti. Purtroppo su You Tube non ho trovato il video nella versione integrale: dovrete accontentarvi di un assaggio di 30 secondi (e comunque, se siete interessati, potete sempre guardare il video integrale sul sito di Sky).

Soluzioni per fronteggiare le emergenze abitative

Tra catastrofi provocate dalla mano dell’uomo e calamità naturali bisogna essere sempre pronti a fronteggiare le emergenze più disparate, soprattutto per quanto riguarda i soccorsi da prestare alle popolazioni colpite. Tra le priorità c’è spesso l’alloggio, come è accaduto in occasione delle recenti alluvioni in Pakistan, dello tsunami del 2004 nell’Oceano Indiano, dell’uragano Katrina a New Orleans nel 2005 o, restando entro i nostri confini nazionali, del terremoto dell’Aquila del 2009... (continua su greenMe.it)

martedì 12 ottobre 2010

Melbourne: partecipi al concorso e vinci un "tetto verde"

Iscrivi la tua casa ad un concorso e vinci un tetto verde. Sembra uno scherzo, e invece è Growing up, un contest di soluzioni green, la cui prima edizione si è recentemente tenuta a Melbourne, in Australia. Una vera e propria sfida tra architetti, con la possibilità, per i vincitori, di vedere finanziata la realizzazione del proprio progetto.Il primo tetto verde “targato” Growing up è stato inaugurato qualche giorno fa in cima all’edificio al civico 131 di Queen Street: all’evento erano presenti le maggiori cariche istituzionali della città australiana e i promotori del concorso, otto giovani manager, membri dell’organizzazione no profit Committee for Melbourne... (continua su greenMe.it)

lunedì 11 ottobre 2010

Hollywood e ambiente: Kevin Costner al Congresso USA

Lo scorso 22 settembre un attore si è presentato davanti al Congresso degli Stati Uniti, a Washington, per parlare di temi ambientali e per proporre soluzioni eco-sostenibili. L’attore in questione è Kevin Costner, premio Oscar e protagonista di blockbuster hollywoodiani come Balla coi lupi e Robin Hood, ma anche ambientalista convinto e dichiarato. L’occasione è l’ormai tristemente famosa marea nera del Golfo del Messico, con l’enorme perdita di greggio provocata dall’esplosione della Deepwater Horizon, piattaforma petrolifera semisommergibile facente campo alla British Petroleum. Un disastro che aveva già visto la discesa in campo, alcuni mesi fa, di James Cameron, il pluripremiato registra di Avatar e Titanic... (continua su greenMe.it)

venerdì 8 ottobre 2010

Beautiful: 23 anni in 6 minuti



Quando Beautiful, la soap opera per antonomasia, è sbarcata in Italia ero decisamente troppo piccola perché la cosa potesse interessarmi. Però ricordo bene come una delle mie nonne abbia cercato di seguire il filo del discorso almeno per un annetto, ai tempi in cui lo sceneggiato veniva trasmesso su Rai 2, per poi arrendersi...

Data la mia ignoranza dei complicatissimi intrecci narrativi che caratterizzano la saga dei Forrester, non so quanto questo mini-riassunto sia attendibile. Però mi ha fatto proprio ridere: ergo, buona visione a tutti!

Piccole aziende green crescono

Molti dei prodotti che usiamo quotidianamente e che spesso ci sembrano fondamentali per lo svolgimento delle nostre attività, come solventi, detergenti, vernici o liquidi isolanti, possono contenere sostanze tossiche e inquinanti ed essere nocivi per la nostra salute e per l’ambiente che ci circonda. Cosa fare e, soprattutto, come scegliere i prodotti “giusti”, più sostenibili? A questa domanda cerca di rispondere un progetto imprenditoriale giovane, innovativo e coraggioso. Stiamo parlando della Archimede R&D s.r.l., una società bolognese che svolge attività di ricerca nel campo della chimica, offrendo anche, nello stesso tempo, un servizio di consulenza ambientale... (continua su greenMe.it)

lunedì 4 ottobre 2010

Il passato è una terra straniera

Ero uno studente modello. Ultimo anno di giurisprudenza, in anticipo con gli esami, tesi in diritto penale quasi pronta e sul libretto nessun voto inferiore al trenta. A giugno  mi sarei leureato e poi avrei deciso cosa fare. Carriera universitaria o concorso in magistratura. Tutto molto chiaro, molto netto, molto regolare.

Bari, 1989. L'incontro e l'amicizia con il disinvolto e carismatico Francesco stravolgono completamente la vita del ventiduenne Giorgio. Figlio e studente modello, il protagonista viene risucchiato in un vortice fatto di notti di poker e avventure con donne sposate, e finisce per tradire a poco a poco tutti i suoi valori, i suoi progetti, i suoi affetti e le sue convinzioni.

Il tema portante de Il passato è una terra straniera di Gianrico Carofiglio - la progressiva  discesa agli inferi del classico "bravo ragazzo", in un rituale da romanzo di formazione al contrario - non è esattamente originalissimo nel panorama della letteratura. Aggiungiamo anche che l'intreccio della vicenda principale con le indagini della polizia su una serie di episodi di violenza che tengono con il fiato sospeso il capoluogo pugliese ha un che di prevedibile, se non addirittura di scontato. Eppure, ciò nonostante, questo romanzo ha il merito di lasciarsi letteralmente "divorare", tenendo il lettore incollato alle sue pagine fino all'epilogo.

Più che alla trama, il merito va attribuito allo stile di Carofiglio e alle pennellate veloci con cui caratterizza i personaggi, definendoli essenzialmente attraverso gesti e sguardi. Per il lettore, Giorgio, protagonista e principale voce narrante, diventa mano a mano un fratello minore: si desidererebbe risvegliarlo, magari anche a suon di ceffoni, dalla fascinazione che l'ambiguo e inaffidabile Francesco esercita su di lui e che lo fa cadere, di pagina in pagina, in un sempre più marcato torpore morale. Incantato dal mondo senza regole che l'amico incarna, Giorgio si ribella alla propria vita fatta di regole, abitudini e principi, mette a tacere il proprio senso critico e diventa un gregario, rinunciando a scegliere, o meglio, scegliendo di giustificare.

Il tutto nella Bari di fine anni Ottanta, buia e infida, con le sue bische e le feste opulente dei suoi ricchi borghesi annoiati: a pensarci bene, il luogo ideale in cui mettere in scena la progressiva e quasi inevitabile "caduta" di Giorgio, fino all'epilogo, ben costruito ma non esattamente "a sorpresa". Sullo sfondo, alcuni eventi storici, come il crollo del muro di Berlino e il terribile incidente in cui morì Gaetano Scirea: piccoli riferimenti che vanno a completare il quadro, contestualizzandolo e rendendolo più realistico e più riconoscibile.

venerdì 1 ottobre 2010

Romeo and Juliet



Uno dei classici dei Dire Straits, pubblicato per la prima volta in Making Movies (1980), nell'interpretazione dei Killers, dal compilation-album Sawdust (2007). Enjoy e buon week-end!

martedì 28 settembre 2010

Greensburg: dalla distruzione alla rinascita green

Rinascere dopo una catastrofe naturale e trasformare una tragedia in un’opportunità: questa è, in sintesi, la storia di Greensburg, una piccola località del Kansas, nel cuore più profondo e conservatore degli Stati Uniti, distrutta nel 2007 da un violentissimo tornado. Come Pescomaggiore, il paesino abruzzese duramente colpito dal terremoto del 6 aprile 2009 e che gli abitanti stanno mano a mano ricostruendo con materiali e soluzioni eco-compatibili, anche Greensburg è una testimonianza di caparbietà, forza di volontà, speranza e desiderio di costruire un futuro migliore per le nuove generazioni... (continua su greenMe.it)

lunedì 27 settembre 2010

La lettrice bugiarda

Il mio nome è Towner Whitney. No, non è esatto. Il mio vero nome di battesimo è Sophya. Non dovete credermi. Mento continuamente. Sono pazza... e questo è vero.


Salem, Massachusetts. La scomparsa dell'anziana zia Eva costringe la trentenne Towner a lasciare la sua casa di Los Angeles e a tornare nella città della sua infanzia, Salem, lasciata quindici anni prima in seguito ad una serie di misteriosi eventi, tra cui la morte dell'inquieta sorella gemella Lindley. Tra "lettrici di pizzo", streghe moderne, donne maltrattate e fanatici religiosi, il romanzo ricostruisce il passato di Towner e della sua particolarissima famiglia, fino all'inatteso colpo di scena finale.

Quando ho preso tra le mani La lettrice bugiarda di Brunonia Barry pensavo che avrei letto una storia diversa. Forse un giallo, oppure un thriller o magari, addirittura, un horror. Il nome dell'autrice, che nella mia immaginazione evoca atmosfere a metà tra hobbit tolkeniani e vecchie fattucchiere, e la stessa descrizione presente sulla quarta di copertina di certo non mi avevano aiutata a farmi un'idea diversa, più veritiera, del romanzo. Evidentemente, neppure l'editor della Garzanti era riuscito ad etichettare compiutamente la storia. Per questo, leggendo ho scoperto una storia e un'atmosfera che non mi aspettavano per nulla, ma che ho trovato comunque molto coinvolgenti ed interessanti. E, soprattutto, mentre scorrevo le pagine mi chiedevo incessantemente dove stessimo andando a parare.

All'autrice bisogna riconoscere di aver scritto una storia che incuriosisce, e molto. Non per la trama un  po' troppo stralunata - a causa dell'io narrante, lacunoso e contraddittorio, della protagonista, che si alterna al narratore esterno -, ma per la caratterizzazione dei personaggi femminili, misteriosi, complessi e portatori di segreti: dalla zia Eva, maestra di bon ton e "lettrice di pizzo", svanita improvvisamente nel nulla, alla "strega" Ann Chase; da May, madre decisamente atipica, fino alle gemelle Towner e Lindley, complici e antagoniste, opposte e complementari. Tutte donne che, in qualche modo, vedono e interpretano il futuro.

Non per giustificare l'editor, ma  la storia non è facilmente etichettabile, a meno di non svelare il colpo di scena finale, che cambia completamente la prospettiva del racconto. Un colpo di scena niente male, se solo fosse stato costruito un po' meglio, lasciando qualche indizio in più quà e là, e se solo non fosse stato liquidato dall'autrice in tre scarne paginette: il lettore, giunto a quel punto, meriterebbe un trattamento diverso, con qualche spiegazione in più. Il secondo difetto del romanzo è di voler dire troppe cose, spaziando dal soprannaturale al fanatismo religioso (incarnato dai seguaci del cattivo, Cal Boynton) e alla violenza domestica (di cui è emblema la zia Emma, diventata cieca e inabile dopo essere stata brutalmente picchiata dal marito). A parte questo, La lettrice bugiarda è un romanzo piacevole, che scorre via veloce e fa venire voglia di fare un giro nella misteriosa e incantata Salem e nelle fredde e grigie isole del suo golfo.

venerdì 24 settembre 2010

The Big Bang Theory - dove eravamo rimasti



La maggior parte delle serie televisive americane sta tornando in onda nel corso di questa settimana. Comprese le mie preferite. Saltando da un blog all'altro, ho trovato il riassunto della terza stagione dell'esilarante The Big Bang Theory: tutto quello che si deve ricordare a proposito di Sheldon, Leonard, Penny & company per potersi godere ne miglior modo possibile l'inizio della quarta stagione. E poi, ovviamente, c'è il promo...




Post precedenti:
The Big Bang Theory

martedì 21 settembre 2010

Design e bioarchitettura in Tirolo

[per portarsi un po' avanti nella pianificazione delle vacanze invernali, per quanto la blogger non sia una fan di settimane bianche e cose simili]

Le vacanze estive sono alle spalle, ma molti si ritrovano già a sognare le prossime ferie, magari da trascorrere sulla neve, in qualche affascinante località di montagna. Se questo è il vostro caso, ecco alcune segnalazioni eco-compatibili che potrebbero fare per voi e alimentare le vostre fantasticherie da ufficio. La cornice naturale in cui ci immergiamo è quella delle Alpi austriache, una meta scelta ogni anno da numerosissimi appassionati di sci e sport invernali... (continua su greenMe.it)

giovedì 16 settembre 2010

The winner takes it all



La blogger va in trasferta a Modena per la X edizione del Festival Filosofia e dedica a tutti i naviganti l'interpretazione della divina Meryl Streep di The winner takes it all degli ABBA, direttamente dalla colonna sonora della commedia musicale Mamma mia! (2008). Buon week-end!

lunedì 13 settembre 2010

Cent'anni di solitudine

Il mondo era così recente che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.

Una carovana di esuli guidata da José Arcadio Buendia fonda in un luogo remoto e paludoso il villaggio di Macondo. Da quel momento, il destino dei Buendia - narrato attraverso le avventure, le passioni e gli eccessi di sei generazioni di uomini e di donne - si lega in modo indissolubile a quello della cittadina, oltre che alle misteriose e (apparentemente) indecifrabili pergamene composte dal sapiente zingaro esploratore Melquiades.

Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez è una saga familiare "mitica", tra atmosfere oniriche, situazioni al limite del grottesco e del soprannaturale ed eventi cruenti, più o meno "storici" e "riconoscibili", raccontati con una stupefacente levità. I tratti tipici della letteratura sudamericana  - magia, sospensione tra reale e immaginario, leggenda, superstizione, tempi mitici - sembrano trovare qui la loro più compiuta e convincente espressione.

Il villaggio di Macondo, immobile ed immutabile, come se al suo interno il tempo fosse fermo, è il centro intorno al quale ruota la vita quotidiana dei personaggi, e a cui tutti finiscono per fare ritorno. Un centro incarnato dalla casa dei Buendia, inizialmente poco più che una capanna e successivamente una dimora ricca e aristocratica, teatro delle straordinarie vicissitudini dei membri della famiglia: dalla follia del capostipite José Arcadio, all'attivismo della matriarca Ursula, agli ideali del colonnello Aureliano, alla crudeltà del giovane Arcadio, fino all'erudizione del penultimo Aureliano, destinato a decifrare le pergamene ereditate da Melquiades.

Tra alluvioni, tempeste di sabbia, guerre civili, angherie e pentimenti, le vicende dei Buendia si susseguono con un ritmo avvincente e coinvolgente, fino all'epilogo, che forse susciterà nel lettore qualche amara riflessione sulla vita, sulla morte e sul destino.

venerdì 10 settembre 2010

Pour l'amour



Questo è un vero e proprio tuffo nel passato. Un'estate di inizio anni Novanta mi era capitato di seguire in televisione alcune puntate di uno sceneggiato francese, La camera delle signore, ambientato nel Duecento, di cui questa dolcissima canzone era la sigla. La messa in onda delle puntate era stata bruscamente interrotta, proprio sul più bello, lasciandomi molto perplessa (anche perché all'epoca non c'erano strumenti come Google o Wikipedia, per "sapere com'è andata a finire").

Al mio primo anno di università, la svolta: sullo scaffale di una libreria di Pisa scopro il romanzo La camera delle signore (1979), di Jeanne Bourin, da cui la serie tv del 1983 era stata tratta. Lo compro, lo leggo in pochi giorni e finalmente scopro cosa ne è stato di Mathilde, Florie, Guillaume e Philippe. E recentemente ho persino scoperto l'esistenza di un seguito, Le jeu de la tentation (1981).

Meno male che hanno inventato internet!

mercoledì 8 settembre 2010

Ogni settembre, a Modena

La Filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perchè priva del
legame di servitù è il sapere più nobile.
Aristotele

Il 17, 18 e 19 Settembre a Modena, Carpi e Sassuolo per la X edizione del Festival Filosofia. Si parlerà di fortuna.

martedì 7 settembre 2010

Meglio Cassandra che Ponzio Pilato

Come ha scritto lo storico Emilio Gentile in un articolo di qualche settimana fa dedicato al Fascismo,  "la storia dimostra che dalla storia gli uomini non imparano nulla".
Copio e incollo dal quotidiano abruzzese Il Centro.

Sisma, la prevenzione segreto di Stato
di Giustino Parisse

Leggo con stupore le dichiarazioni rese dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso e dal presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Enzo Boschi. Mi sono sembrati come quei generali di Napoleone che dall'alto di una collinetta guardavano il campo di battaglia e non si preoccupavano tanto dei soldati falciati dai nemici ma solo se la loro strategia militare funzionava o meno... (continua su Il Centro)

La sostenibile leggerezza dell'e-book

Essere dei lettori assidui e appassionati significa, nella maggior parte dei casi, amare non soltanto il contenuto dei libri, ma anche il loro involucro. Per molti di noi, infatti, il libro è un oggetto affascinante e importante: lo acquistiamo, lo riponiamo con cura in libreria, lo leggiamo sfogliando con avidità o curiosità le pagine, sottolineiamo i nostri passaggi preferiti… Confessiamolo: ciascuno di noi ha un suo personalissimo “rituale” di lettura, costruito su una serie di azioni e di abitudini che potrebbe mano a mano scomparire, con l’avvento e la progressiva diffusione di libri elettronici ed e-reader... (continua su greenMe.it)

lunedì 6 settembre 2010

Io so tutto di lei

Rizzo aveva letto da qualche parte che ogni colpa è in qualche modo riconducibile al furto. Mentire è rubare la verità, uccidere rubare la vita.

Milano, aprile. Un volto noto della televisione, Alina Malavasi, viene trovata assassinata nell'elegante palazzo in cui vive con il terzo marito, noto direttore di giornale, e con il figliastro adolescente. La lista dei sospetti è piuttosto lunga e l'unico dato di fatto è che tutti, dai familiari, agli amici, ai colleghi della vittima, fino al portiere indiano dello stabile, mentono.

Dopo A nozze col delitto sono tornata a seguire le indagini dell'ispettore Sebastiano Rizzo e del suo assistente, Maurizio De Carlo, raccontate in modo scorrevole e piuttosto avvincente da Lucia Tilde Ingrosso. Siamo sempre nel contesto della Milano super-bene, tra personaggi noti, potenti e, almeno apparentemente, intoccabili. La bionda starlette Alina Malavasi, passata dalla televisione alla conduzione di un seguito programma radiofonico, è ormai giunta alla soglia dei cinquantanni e tenta di esorcizzare il tempo che passa mantenendosi chirurgicamente giovane e bella. Delusa dal marito-direttore di giornale, carismatico ma sempre assente, viene perseguitata da un non meglio identificato stalker, forse un fan di vecchia data diventato un po' troppo invadente, mentre un personaggio altrettanto misterioso, in possesso di qualche informazione sul suo passato, la ricatta.

Il suo omicidio, un pomeriggio di aprile, apre agli investigatori un ampio ventaglio di possibili colpevoli e di possibili moventi: tutti, a partire da un ammiratore devoto e ingenuo che sostiene di sapere "tutto di lei", sono sospettabili. Durante le indagini, Rizzo, che sta per compiere quarant'anni e comincia ad avvertire il peso della solitudine, riceve una telefonata anonima che riapre il caso della morte di suo padre, un poliziotto assassinato mentre era in servizio, una notte di venticinque anni prima.

Alcuni dei personaggi del racconto sono un po' stereotipati e prevedibili, ma la trama di Io so tutto di lei è indubbiamente avvincente, vivacizzata dal continuo alternarsi dei punti di vista. Il romanzo è una piacevolissima lettura estiva o serale, disimpegnata al punto giusto. L'idea di fare di Sebastiano Rizzo il protagonista di una serie è diventata un dato di fatto, visto che la Ingrosso ha appena pubblicato Nessuno, nemmeno tu, un romanzo che lo vede nuovamente in azione. Oltretutto, l'ombroso (e interista) ispettore Rizzo aveva una parte anche nel primo giallo dell'autrice, La morte fa notizia, del 2005 (non l'ho letto, ma cercherò di rimediare). E c'è persino un progetto per portare le sue avventure sul piccolo schermo...

venerdì 3 settembre 2010

Dos cervezas



Mi rendo conto che il video che sto postando è molto demenziale, tuttavia si tratta della colonna sonora delle nostre vacanze, dato che la canzone veniva passata in radio continuamente. Pare che in Belgio sia stata una hit estiva... Del cantante non so molto: forse conduce un programma radiofonico (stando a quanto ho dedotto scorrendo la pagina a lui dedicata nella Wikipedia in olandese). Ovviamente, non ho idea di cosa dica il testo, a parte il ritornello, ma sono convinta che la signorina Conchita non ne esca particolarmente bene...

mercoledì 1 settembre 2010

Belgio e Olanda 2010 - Camera con vista

Per la serie Turisti per caso, ecco a voi l'itinerario della vacanza che io e il Ragazzo ci siamo concessi quest'estate: volo di andata e ritorno Roma Ciampino-Charleroi e trasferimenti da una località all'altra con auto a noleggio (una graziosissima Smart blu a cui va tutta la nostra riconoscenza).

I giorno
Arriviamo a Gand (o Gent, dato che siamo nelle Fiandre e si parla fiammingo) nel primissimo pomeriggio, visitiamo la città e pernottiamo in un hotel carinissimo con vista sulla cattedrale gotica di San Bavone. Unico neo: un improvviso scroscio di pioggia, fortunatamente di breve durata.

II giorno
Gita a Bruges (o Brugge) con visita della città, tour dei negozi di merletti e cioccolata e tante foto ai canali (anche perché è meravigliosa giornata di sole). Prima di rientrare a Gand, ci fermiamo nel piccolo borgo di Damme per una passeggiata. 

III giorno 
Da Gand a Bruxelles, con tappa all'Atomium. Nel pomeriggio iniziamo la nostra visita della capitale, sopravvivendo ad un acquazzone breve ma decisamente intenso. Per due notti pernottiamo al venticinquesimo piano di un hotel immenso e molto business: anche qui il panorama è splendido, specialmente in notturna.

IV giorno
Ancora Bruxelles, stavolta con il sole. Per questo, possiamo ammirare a pieno la Grand Place ricoperta da un coloratissimo tappeto di fiori (la addobbano così una volta ogni due anni, nella prima metà di agosto). Camminiamo tantissimo e arriviamo a sera piuttosto stremati ma con una buona raccolta di punti-turismo.

V giorno
Lasciamo Bruxelles in mattinata, pronti a varcare il confine olandese. Non prima, però, di esserci fermati ad Anversa per una visita alla Cattedrale e per una bella passeggiata in centro. Una volta ripartiti scegliamo la via più lunga e panoramica per raggiungere Amsterdam: quella delle dighe dello Zeeland e dello Zuid-Holland. In serata, la passeggiata nel centro di Amsterdam è d'obbligo.

VI giorno
Percorriamo Amsterdam in lungo e in largo, complice una giornata nuvolosa ma asciutta. Nel pomeriggio visitiamo il museo Van Gogh, dopo essere sopravvissuti a più di un'ora di fila.

VII giorno
Giornata di gite: prima i mulini di Zaanse Schans, poi Volendam, Edam e l'isola di Marken. Il tragitto Volendam-Edam e ritorno (un cinque chilometri totali) lo facciamo a piedi, per goderci la bella giornata di sole, i parchi, i canali, i cigni e le anatre. Poi da Volendam ci rechiamo all'isola di Marken in traghetto, per visitare un villaggio minuscolo ma pittoresco. Rientriamo ad Amsterdam facendo tappa a Zaandam, a casa di amici.

VIII giorno
Sulla via dell'aeroporto ci fermiamo prima ad Haarlem, dove la nostra visita è interrotta da un violento acquazzone, e poi a Delft. Nel tardo pomeriggio, saliamo sull'aereo che ci riporta a casa.

lunedì 30 agosto 2010

La signora dei funerali

Le ultime settimane erano state davvero divertenti. Ma era il denaro ciò di cui aveva bisogno, non il divertimento. Non si era data tanto da fare solo per ritrovarsi con un reddito modesto e una vacanza a Maiorca. 

Fleur Daxeny è una bellissima ed elegante quarantenne inglese, nata a Dubai e vissuta da sempre senza una routine ordinaria. La sua principale occupazione consiste infatti nell'imbucarsi a funerali e commemorazioni di ricche signore della upper class britannica, per poi sedurne gli sconsolati, ricchi vedovi, prelevare dalle loro carte di credito qualche somma consistente, rifarsi il guardaroba e, alla fine, sparire per sempre dalla loro vita. Un lavoro impegnativo che la scaltra, cinica e rossa Fleur svolge con grandissima maestria. Almeno fino a quando non incontra il vedovo Richard Favour, un vero gentiluomo, con due figli e la passione del golf...

Prima di diventare "Sophie Kinsella" e di vendere centinaia di migliaia di copie con le avventure di Becky Bloomwood e delle sue più o meno omologhe, dal 1995 al 2001 Madeleine Wickham ha pubblicato i propri romanzi usando il suo nome da sposata. La signora dei funerali (The Gatecrasher) è del 1998 e, pur appartenendo al solito, collaudato filone della chick lit britannica, presenta alcune peculiarità, a partire da una protagonista descritta come una perfetta "anti-eroina", arrivista e senza scrupoli, e che non va incontro a (poco credibili) redenzioni finali (seguono spoiler).

Fortunatamente, infatti, la conclusione della vicenda non comporta pentimenti strumentali, trionfo dei "buoni" sui "cattivi" o confessioni strappalacrime: la perfetta seduttrice non si innamora perdutamente dell'ultima vittima, per quanto si affezioni a lui e finisca per scegliere la tranquillità della campagna del Surrey alla propria vita glamour ma molto disordinata. Forse non per sempre, visto che Fleur non sconfessa il proprio passato, ma almeno per il momento. Complice una figlia tredicenne (concepita per errore) che comincia a malsopportare quell'esistenza randagia, per quanto agiata, e l'assenza di una normale vita familiare.

Il romanzo è scorrevolissimo, ironico, un po' manicheo nella caratterizzazione dei personaggi secondari (il cattivo incapace e imbroglione, la moglie fintamente perfetta, la sorella devota e martire...) ma divertente, soprattutto nella descrizione di una upper class fatta di rituali, incontri mondani, feste, pettegolezzi, abiti eleganti, apparenza e scarsa comunicazione. Tutti elementi che Fleur, con i suoi meravigliosi tailleur e cappellini rigorosamente neri, riesce a volgere a proprio favore, riuscendo ad insinuarsi abilmente nelle vite altrui, sopendo con scaltrezza e bugie ben confezionate i sospetti sul proprio arrivismo e facendosi amare, ammirare e benvolere.

Insomma, La signora dei funerali è un'ottima lettura estiva, scorrevole, briosa e con quel tocco patinato che non guasta mai, in attesa dell'arrivo, tra qualche giorno, dell'ennesima puntata della saga di Becky Bloomwood: Mini Shopaholic.

Post collegati:
Letture lievi - Shopaholic & Co.
La chick-lit colpisce ancora
Twenties girl - La ragazza fantasma

venerdì 30 luglio 2010

Un'estate fa



La cover Un'estate fa è il primo singolo estratto dal terzo album dei Delta V, Monaco '74, e ottiene un discreto successo, diventando una delle canzoni dell'estate del 2001. E con questo piccolo amarcord musicale, il blog va ufficialmente in vacanza. Non la blogger, che ha davanti a sé un'altra settimana di lavoro prima delle agognatissime ferie. Buon agosto e buone vacanze a tutti!

mercoledì 28 luglio 2010

Scrubs - The End

Ricordate le perplessità suscitate in più di un fan dalla decisione dei produttori di Scrubs di proseguire con una nona stagione dopo il finale felice e realmente conclusivo dell'ottava? Ebbene, la nona stagione, alla fine, èstata prodotta ed è andata in onda, con un cast in gran parte rinnovato (a parte i veterani Turk e Cox, alcune puntate con J.D. e una comparsata di Elliot) e con un format un po' diverso.

I corridoi del Sacro Cuore sono diventati un campus universitario. Il centro intorno a cui gravita la storia è la scuola di medicina in cui Turk e Cox sono docenti e l'ex tirocinante Denise Mahoney, che appariva già in alcune puntate dell'ottava stagione, è assistente degli studenti. La voce narrante di J.D. è stata sostituita con quella della studentessa bionda e un po' sprovveduta Lucy Bennett, sua "erede" ideale: il passaggio di testimone avviene su una panchina, nel corso della prima puntata. Tra gli altri personaggi troviamo l'insopportabile Cole, aspirante chirurgo ma, soprattutto, raccomandatissimo e un po' ottuso rampollo di buona famiglia (se ben ricordo, i genitori sono tra i finanziatori della stessa scuola di medicina), e Drew, uno studente dal passato movimentato, che include anche qualche periodo di prigione.

Le gag sono divertenti, e alla fine il telefilm fa ridere. Il problema però è che non regge il confronto con il "vecchio" Scrubs, sia sul piano dei personaggi che su quello delle dinamiche interne, tanto da sembrare una specie di lontano parente povero e un po' infantile. Non a caso, la nuova stagione non è stata premiata dagli ascolti, e lo scorso giugno la serie è stata definitivamente cancellata. D'altra parte, era difficile raccogliere un'eredità come quella delle otto stagioni precedenti: sarebbe stato molto meglio avviare qualcosa di nuovo (una scuola di medicina? Benissimo! Poteva anche funzionare...), con un nuovo titolo e con un rinnovamento generale dei personaggi. Insomma, non mi piace dire "l'avevo detto, io...", ma quando ci vuole, ci vuole. ;)

Sullo stesso argomento:
Dall'otto al nove: Scrubs
Scrubs, il (quasi) finale perfetto

martedì 27 luglio 2010

7 ingredienti per una cosmesi naturale

Qualche giorno fa abbiamo stilato l’elenco dei 7 cosmetici ai quali potremmo rinunciare, anche per via dell’alta percentuale di componenti chimici presenti in alcuni di essi. Oggi, invece, vi presentiamo i 7 elementi naturali che potrebbero aiutarci ad essere (e ad apparire) più in salute e in forma: quei “piccoli ingredienti di bellezza” caldamente consigliati dalle nonne, insomma, che spesso sono presenti in alcuni prodotti in commercio (anche se bisogna prestare molta attenzione alle etichette, in modo da acquistare solo cosmetici ecologici e sicuri) ma che in alcuni casi possiamo utilizzare anche “al naturale”... (continua su greenMe.it)

lunedì 26 luglio 2010

La marea nera diventa arte

Da tre mesi assistiamo alla marea nera nel Golfo del Messico, tra tentativi di fermare la perdita, cifre e bilanci sempre più allarmanti. Un evento drammatico per l’ambiente e per gli ecosistemi locali e brutto colpo per l’economia della regione, con danni alla pesca e al turismo. Ma anche una “fonte di ispirazione” per la sensibilità di alcuni artisti, che hanno recepito e interpretato in modo soggettivo e unico l’incidente della ormai tristemente famosa Deepwater Horizon... (continua su greenMe.it)

venerdì 23 luglio 2010

Mondo



Mi unisco alla moda di chi vuole stabilire ogni anno quale sia la "canzone dell'estate" e voto per Mondo di Cesare Cremonini, con la partecipazione di Jovanotti. Buon week-end!

martedì 20 luglio 2010

Brindisi alle stelle

Il 10 agosto, in occasione della pioggia di stelle e di desideri che accompagna la notte di San Lorenzo, nelle cantine del Movimento Turismo del Vino e nelle piazze delle Città del Vino sarà di scena Calici di Stelle 2010, una manifestazione che aspira a coniugare la passione per il vino di qualità a valori quali il rispetto per l’ambiente e l’ecosostenibilità.

Oggi infatti il mondo del vino rivolge un’attenzione crescente alle tematiche ambientali, introducendo passo dopo passo, dal vigneto alla cantina, delle pratiche di produzione e di gestione virtuose... (continua su greenMe.it)

lunedì 19 luglio 2010

KiteGen: cronaca di un anno di passione

Un anno dopo, rieccoci a parlare del KiteGen, il progetto italiano per produrre energia elettrica dal vento in quota, utilizzando un innovativo sistema “ad aquiloni”. KiteGen è nato da una brillante intuizione del piemontese Massimo Ippolito, fondatore della Sequoia Automation di Chieri: la scorsa estate vi avevamo annunciato l’inizio, per l’autunno 2009, dei test sul primo prototipo, Stem (letteralmente "stelo"), che doveva essere installato nel comune di Berzano San Pietro (Asti). Nonostante l’impegno e la buona volontà dei promotori, che sono riusciti ad aprire il cantiere e a dare inizio ai lavori, la speranza di rispettare il calendario prefissato è ben presto svanita, per via di una lunga serie di complicazioni burocratiche... (continua su greenMe.it)

venerdì 16 luglio 2010

Neutron Star Collision



Non sono una fan della saga Twilight, anzi, so a malapena di cosa si parla. Ma questo singolo dei Muse, tratto dalla colonna sonora di Eclipse, mi piace moltissimo, come del resto la maggior parte delle loro canzoni. Quindi, buon ascolto e buon week-end!