venerdì 29 gennaio 2010

Marketing for dummies



Ecco una sintesi particolarmente incisiva e divertente delle principali opzioni che si hanno di fronte quando si vuole fare marketing (molto banalmente: vendere qualcosa a qualcuno e venderla bene). In questo caso, il prodotto da "piazzare" è piuttosto... sui generis... Certo, c'è un utilizzo piuttosto massiccio di stereotipi, ma bisogna ammettere che sono spiritosi.

mercoledì 27 gennaio 2010

La giornata della memoria



Come ha detto Eli Wiesel, non bisogna ricordare il passato per i morti che ci sono stati, perché ormai è troppo tardi per salvarli, ma per i vivi. Perché quello che è stato non accada mai più, a nessun essere umano, a nessuna minoranza, in nessun luogo.

lunedì 25 gennaio 2010

Il filosofo tascabile

"La filosofia" ha scritto Bertrand Russell "va studiata non per amore delle risposte precise alle domande che essa pone, perché nessuna risposta precisa si può, di regola, conoscere, ma piuttosto per amore delle domande stesse; perché esse ampliano la nostra concezione di ciò che è possibile, arricchiscono la nostra immaginazione e intaccano l'arroganza dogmatica che preclude la mente alla speculazione".

"A che cosa serve la filosofia?" è la domanda da cu prende avvio Il filosofo tascabile. Dai presocratici a Wittgenstein. 44 ritratti per una storia del pensiero in miniatura, di Armando Massarenti, responsabile della pagina Scienza e Filosofia del domenicale del Sole 24 Ore. E la risposta più appropriata è: a fare le domande giuste, come ci hanno insegnato i pensatori del passato.

Non a caso, i protagonisti di questo piacevole itinerario nella stora della filosofia, da Anassimandro, a Popper, a Wittgenstein, sono  personaggi spesso eccentrici e controcorrente, che nel testo non vengono presentati sistematicamente, con intento "enciclopedico", per elaborare una sorta di bignamino di filosofia, bensì in miniritratti di tre-quattro pagine fatti di pennellate incisive e veloci, proponendo aneddoti curiosi, difetti conclamati o peculiarità. Insomma, per intrattenere, divertire ed incuriosire piuttosto che per inculcare nozioni o impartire lezioni.

Queste sintesi più-o-meno-biografiche eleganti, ben scritte ma volutamente incomplete e parziali, sono il vero punto di forza dl libro. Facendo cadere ogni pretesa di esaustività (anche perché, per essere davvero "esaustivi" non sarebbero sufficienti volumi e volumi di storia della filosofia...), Massarenti delinea, di autore in autore, degli schizzi decisamente originali. Il risultato è un'opera di divulgazione interessante, un modo che consente di avvicinare alla filosofia coloro che ne sono digiuni e di far trascorrere qualche piacevole ora di svago e di divertimento a chi, invece, la ama o la conosce almeno un po'.

venerdì 22 gennaio 2010

Shining light



Il primo singolo estratto dal quarto album degli Ash, Free All Angels (2001). La canzone ha avuto un discreto successo, tanto da conoscere diverse cover: la più nota è quella incisa da Annie Lennox e contenuta nell'album The Annie Lennox Collection (2009).

martedì 19 gennaio 2010

Lattine nuziali


[come finanziare un matrimonio ricorrendo al riciclo delle lattine di alluminio]

Un matrimonio, si sa, è un affare piuttosto costoso. Per questo, una giovane coppia di Spokane, nello stato americano di Washington, ha escogitato una forma davvero originale di autofinanziamento: il riciclo dell'alluminio. Per risparmiare sui costi della cerimonia facendo anche un favore all'ambiente... (continua su greenMe.it)

lunedì 18 gennaio 2010

Il riccio


Paloma: "I miei genitori sono ricchi, la mia famiglia è ricca, e di conseguenza mia sorella ed io siamo virtualmente ricche."

Renée: "Sono vedova, piccola, brutta, grassottella, ho le cipolle ai piedi e, certe mattine in cui proprio non mi piaccio, ho l'alito di un mammut."


Trasposizione cinematografica del best-seller e caso letterario L'eleganza del riccioIl riccio, diretto dalla ventottenne Mona Achache, al suo esordio cinematografico, è un film particolarmente riuscito. Muriel Barbery ne ha preso le distanze, sostenendo di non condividere molte delle scelte operate dalla regia e di considerare il film un tradimento del proprio romanzo. Io, invece, che a suo tempo ho molto apprezzato il libro, l'ho trovato davvero ben fatto.

Al centro del film c'è la giovanissima e biondissima Paloma Josse, con i suoi occhialetti ovali, il suo visino curioso e la sua telecamera, che funge da surrogato cinematografico del diario e dei "pensieri profondi" su cui è incentrato il romanzo. Attraverso il suo sguardo da ragazzina fin troppo matura e disincantata per la sua età inquadriamo i diversi personaggi, a partire da familiari e conoscenti fino alla misteriosa portinaia Renée e al nuovo inquilino, il ricco e colto vedovo giapponese Kakuro Ozu. L'indirizzo dello stabile in cui la vicenda si svolge cambia rispetto al romanzo, ma siamo sempre nel contesto di una Parigi elegante e benestante, con dinamiche sociali e personaggi stereotipati (la portinaia trasandata, ignorante e scontrosa; gli inquilini ricchi e snob) che solo un'occhio attento, curioso e libero da pregiudizi può superare.

La sceneggiatura si concede delle piccole libertà e semplifica al massimo alcuni rapporti e situazioni ma, dal mio punto di vista, si tratta di modifiche inevitabili quando si vuole rendere sullo schermo un libro complesso, fatto essenzialmente di pensieri, di introspezione e di riflessioni.  Anche perché un regista non può avere l'obiettivo di dire tutto, ma deve scegliere e interpretare. E il risultato, in questo caso, è un film scorrevole, essenziale e discreto, quasi sussurrato, così come discreti sono i suoi protagonisti: su tutti la portinaia intellettuale Renée Michel, che ha il volto particolarmente azzeccato di Josiane Balasko.

Il film è arricchito da alcune brevi scene di animazione, nelle quali i disegni di Paloma prendono vita, e da una colonna sonora che contribuisce a creare un'atmosfera elegante e delicata. Niente male, per un'opera prima.

Post collegati:
L'eleganza del riccio 

venerdì 15 gennaio 2010

Bad day



Il singolo più famoso del canadese Daniel Powter (di cui ammetto di non aver seguito i lavori successivi) dall'album Daniel Powter, del 2005. La canzone in sé è orecchiabile, ma la cosa migliore, a mio parere, è il video. Lo trovo davvero simpatico. E con questo, buona giornata e buon week-end a tutti!

giovedì 14 gennaio 2010

Haiti, fronteggiare l'emergenza

Come scrivevo ieri, e come avrete visto e letto su tv e giornali, la situazione ad Haiti è davvero drammatica: si temono 500 mila morti e, avendo visto quello che è accaduto nel mio Abruzzo con un sisma 35 volte meno potente, ho paura che non sia una stima esagerata.

L'isola è nel caos, la capitale è rasa al suolo, non ci sono ospedali funzionanti, i feriti sono migliaia (molti hanno bisogno di cure immediate per poter essere salvati) e una conta realistica delle vittime si potrà avere solo tra alcune settimane. Insomma, è il caso di attivarsi e di supportare le organizzazioni che si trovano sul posto, come la Croce Rossa Internazionale, Save the Children e Medici Senza Frontiere (segnalo queste perché sono quelle che conosco meglio e che hanno aperto su internet delle pagine appositamente dedicate al terremoto ad Haiti, ma il blog è aperto ad ogni suggerimento valido).

Piccoli paradisi floreali


[di tanto in tanto, c'è bisogno di un po' di colore e di immaginare una bella passeggiata primaverile]

Se state pensando ad una gita o ad una vacanza e avete voglia di vedere qualcosa di diverso dal solito, perché non fate tappa in uno degli orti botanici o degli eco-musei più grandi e famosi del mondo? Per illuminarvi su questa possibilità turistica e naturalistica abbiamo raccolto notizie riguardo a 8 istituzioni che si pongono come obiettivo principale di preservare la biodiversità, di approfondire le nostre conoscenze... (continua su greenMe.it)

mercoledì 13 gennaio 2010

Apocalisse

Ieri sera, alle 23 ora italiana, un terremoto di magnitudo 7.0 sulla scala Richter, verificatosi ad appena 10 km di profondità, ha colpito Haiti, nei Caraibi. La scossa principale è stata seguita da uno sciame sismico di particolare intensità e da un mini-tsunami.
Ho trovato questo elenco di associazioni e ONG attive sull'isola, per chiunque voglia cercare di scoprire come offrire il proprio contributo alla popolazione in un momento così drammatico. Su Twitter trovate anche aggiornamenti e foto del disastro: vista l'oggettiva difficoltà di avere notizie, si tratta di testimonianze preziose, per quanto agghiaccianti. Pare che nella capitale siano crollati, tra i tanti edifici, sia il quartiere generale dell'ONU che la cattedrale e il palazzo presidenziale. Il tutto, in un Paese già poverissimo.

Sherlock Holmes


Il più famoso investigatore della storia della letteratura raccontato in stile americano, tra effetti speciali, esplosioni al rallenty e scazzottate che neanche Bud Spencer e Terence Hill... Ecco, in estrema sintesi, Sherlock Holmes, l'ultima fatica di Guy Ritchie, il quarantenne regista inglese che in Italia deve quasi tutta la sua notorietà al matrimonio con Madonna e al successivo divorzio.

L'impressione complessiva è che il suo film, più che da una serie di romanzi scritti a fine Ottocento, sia tratto da un fumetto: siamo, più o meno, sulla stessa lunghezza d'onda di  Spiderman (con Londra al posto di New York) o, meglio ancora, di Iron Man, visto che il protagonista è persino lo stesso: quel Robert Downey Jr a cui molte ragazze non perdoneranno mai e poi mai di essersi fatto licenziare dai produttori di Ally McBeal per intemperanze sul set, lasciando Ally senza Larry e la nostra serie televisiva preferita senza una conclusione decente.

Detto questo, credo che il giudizio finale sul film dipenda soprattutto dalle aspettative iniziali. Se ci si è recati al cinema per ritrovare e assaporare le atmosfere dei romanzi di Sir Arthur Conan Doyle, e per riconoscere il suo eccentrico, intelligente, sarcastico e pur sempre british protagonista, si uscirà dalla sala abbastanza delusi o contrariati. Oppure, nella migliore delle ipotesi, la si butterà sull'ironia, commentando che Ritchie "ha praticamente fatto a pezzi Conan Doyle". Se invece si è entrati in sala con l'obiettivo di ricavarne due ore di puro e semplice svago oppure di godersi un vero e proprio film hollywoodiano, con un gran ritmo e una trama ridotta al minimo, allora l'opinione finale potrebbe essere più positiva.

Il punto è che, a parte qualche bella ricostruzione di Londra, di Conan Doyle in questo Sherlock Holmes non c'è molto. Tanto che, se il perspicace ed egocentrico investigatore interpretato da Downey Jr. avesse avuto un altro nome, nessuno se ne sarebbe lamentato. Il film non è scorrevolissimo ma è comunque divertente, anche se alcune soluzioni sono decisamente scontate (su tutte, l'interminabile monologo recitato da uno dei cattivi minori volgendo fin troppo ingenuamente le spalle al protagonista, in modo da dargli tutto il tempo di liberarsi e darsi alla fuga...). Oltretutto, non mi è chiaro come si faccia, correndo nei cunicoli fognari sotto al Parlamento inglese, a ritrovarsi proprio in cima al Tower Bridge... Insomma, più che sui dettagli e sulla trama, la regia ha puntato sul ritmo, sulle scazzottate, sulle esplosioni, sugli inseguimenti e sulle "apparizioni" del perfido Lord Blackwood e del suo nerissimo corvo.

Quanto ai personaggi, il rapporto tra Holmes e Watson è decisamente spiritoso, Robert Downey Jr. è molto in parte nel ruolo del protagonista, a metà strada tra un genio e un elefante in una cristalleria, e Jude Law fa la sua bella figura anche claudicante e con i baffi. Per il resto, Mark Strong interpreta il cattivo e, come al solito, la cosa gli riesce benissimo, mentre Rachel McAdams è molto graziosa ma mi sembra che abbia un aspetto troppo adolescenziale per interpretare Irene Adler. Sarà che per me è e resterà sempre la reginetta del ballo di Mean Girls...

Ovviamente, il finale è stato costruito perché possa esserci al più presto un sequel. E magari andrà a finire che faranno una trilogia, come va di moda di questi tempi e proprio come accadrà con Iron Man.

martedì 12 gennaio 2010

Correte, correte, correte

[un piccolo invito a fare jogging e a preferire l'esercizio fisico all'aria aperta a quello nelle palestre]

La maggior parte di noi ha certamente iniziato il nuovo anno formulando tanti ottimi propositi, che possono riguardare le abitudini quotidiane, i rapporti interpersonali, la vita privata, lo studio, il lavoro, e che quasi certamente includono anche la volontà di tornare o di mantenersi in forma dopo le (quasi inevitabili) trasgressioni alimentari delle feste... (continua su greenMe.it)

lunedì 11 gennaio 2010

Marina


(...) la vita concede a ciascuno di noi rari  momenti di pura felicità. A volte, solo pochi giorni o settimane. A volte, anni. Tutto dipende dalla fortuna.

Barcellona, fine anni Settanta. L'adolescente Oscar conosce per caso una sua coetanea, Marina, e il padre di lei, ex pittore di grande talento ormai anziano e malato, e stringe con loro una profonda amicizia. Una domenica mattina, un'(apparentemente) innocua passeggiata si trasforma nell'inizio di un'avventura imprevedibile, che condurrà i due ragazzi a  fare i conti con il mistero di una dama velata, con una tomba senza nome e con l'eco di uno scandalo che, trent'anni prima, ha portato alla morte di un uomo di affari di origine cecoslovacca. Su tutti i personaggi aleggia il simbolo misterioso e minaccioso di una farfalla.

Ci risiamo, direte voi: Barcellona, misteri, simboli da decifrare, fantasmi che tornano dal passato, destini tragici... insomma, tutto il repertorio di Carlos Ruiz Zafon abilmente dispiegato per tenere il lettore con il fiato sospeso fino all'epilogo, facendogli leggere le trecento pagine di Marina tutte d'un soffio.  In fin dei conti, si tratta di un romanzo godibilissimo, scorrevole, molto meno pretenzioso e di certo più coeso e coerente de Il gioco dell'angelo, ma molto meno affascinante, avvincente e complesso de L'ombra del vento. Insomma, è un buon libro, che forse un lettore del tutto digiuno di Zafon e dei suoi stilemi potrebbe apprezzare molto più di quanto non abbia fatto io. Perché l'unico vero problema del romanzo è nel seguire, più o meno fedelmente, gli stessi schemi seguiti con grande successo ne L'ombra del vento e con una buona dose di megalomania ne Il gioco dell'angelo.

Soffermandoci sui contenuti, c'è sempre un mistero legato al passato e il cui ricordo aleggia su una casa o, comunque, su un edificio semi-abbandonato; c'è una presenza incombente, minacciosa e quasi demoniaca; c'è un simbolo da decodificare che lega tra loro alcuni eventi e personaggi; ci sono morti inspiegabili e c'è un incendio (in questo caso, anzi, ce ne sono ben due). Passando ai personaggi, invece, c'è un protagonista giovane, ingenuo, coraggioso e molto solo; c'è un personaggio maschile più anziano che interpreta il ruolo di figura paterna e che è logorato dal dolore o dalla nostalgia; c'è un antagonista inafferrabile e misterioso, di cui si comprende l'identità solo ad un certo punto della storia; c'è un personaggio femminile enigmatico ed evanescente che fa quasi da catalizzatore o da motore immobile degli eventi; ci sono, infine, dei personaggi apparentemente marginali che poi si scoprono assolutamente centrali nella risoluzione del mistero.

Insomma, gli ingredienti sono più o meno gli stessi, anche se, nel caso di Marina, le dosi sono un po' ridotte rispetto ai precedenti e il libro, essendo agile e compatto, ha il merito di non essere mai inconseguente. Se nello sviluppo dell'intreccio gotico e nell'alimentare il mistero con rivelazioni e colpi di scena Zafon si dimostra, ancora una volta, decisamente bravo (l'ho scritto in passato e lo ribadisco: ci sono interi capitoli dei suoi romanzi in cui non si riesce a staccare gli occhi dal libro, e questo è di certo un merito per uno scrittore), la descrizione dei rapporti tra i due protagonisti, Oscar e Marina, è abbastanza stereotipata, con delle evidenti forzature (ad esempio, l'atteggiamento costantemente reticente di lei) e una botta di sentimentalismo finale che a me è sembrata un po' invadente, come se l'autore, in un eccesso di narcisismo, volesse far sentire a tutti i costi la sua presenza, anche a costo di rompere il delicato equilibrio della storia.

In sintesi e in conclusione: Marina è un romanzo dignitoso, ma non  un capolavoro. Per sapere se Zafon è davvero un bravo scrittore, invece, bisognerebbe che, almeno una volta nella sua carriera, uscisse dalla sua tragica e misteriosa Barcellona. Anche perché il rischio fotocopia è ormai dietro l'angolo.

Post collegati:
 
Il gioco dell'angelo
L'ombra del vento

giovedì 7 gennaio 2010

Un mondo di Omega 3

[Passate le feste, ricominciamo ad occuparci di cose più serie: ad esempio, un'alimentazione bilanciata. Questa volta tocca ai "famosi" Omega 3 e a qualche piccolo suggerimento per vegetariani e vegani]

Gli Omega 3, che spesso sentiamo citare nelle trasmissioni televisive come dei componenti particolarmente importanti della nostra alimentazione, sono, insieme ai loro antagonisti, gli Omega 6, degli acidi grassi essenziali. Sono definiti "essenziali" perché il nostro organismo non riesce a sintetizzarli, ma ha bisogno che vengano introdotti con il cibo... (continua su greenMe.it)

lunedì 4 gennaio 2010

Cosa fare con la carta da regalo usata?

[Dato che, calendario alla mano, le feste non sono ancora finite, il mio primo post del 2010 si concentra sul delicato (?!?) tema del riciclo e del riuso delle confezioni natalizie... Buona lettura e buon anno a tutti voi!]

Il Natale è ormai alle spalle e, oltre ai doni ricevuti, è molto probabile che vi ritroviate in casa anche della carta da regalo usata di cui non sapete bene cosa fare. È vero, vi siete sforzati di confezionare i vostri pacchetti in modo alternativo ed ecosostenibile, e magari di convincere i vostri amici e parenti a fare altrettanto, ma nonostante tutto l'impegno che ci avete messo, qualche foglio di carta colorata e decorata ha comunque fatto capolino sotto il vostro albero natalizio. E adesso, come smaltirla in modo ecofriendly ed evitare ulteriori sprechi? (continua su greenMe.it)