venerdì 26 febbraio 2010

Flash mob



Pur essendo un metodo promozionale molto molto "giovane", il flash mob piace parecchio e viene utilizzato in modi e contesti diversi. Qui sopra abbiamo il primo esempio di flash mob-karaoke, con una folla molto eterogenea che in Trafalgar Square, a Londra, intona Hey Jude. La trovata del karaoke ha avuto numerosissimi emulatori, in giro per l'Europa.



Qui invece uno spiritoso flash mob ambientato nella stazione di Anversa, in Belgio, per promuovere una serie televisiva per bambini.

giovedì 25 febbraio 2010

Malefatte e dintorni

Le nostre città, dalle più piccole alle più grandi, dalle meno note alle più turistiche, sono accomunate dalla cartellonistica, e in particolare da quella pubblicitaria: banner e insegne più o meno colorati e di dimensioni più o meno ingombranti fanno capolino un po' ovunque, attirando l'attenzione dei passanti e, spesso, anche una buona dose di critiche: alcuni li apprezzano, altri li giudicano fastidiosi e inopportuni, altri ancora li ignorano... (continua su greenMe.it)

lunedì 22 febbraio 2010

Questione di... carta certificata

La carta è uno dei prodotti più presenti nella nostra vita quotidiana: dai post-it su cui annotiamo i nostri promemoria, ai foglietti volanti che utilizziamo per la lista della spesa; dalle confezioni dei cereali per la colazione, alle agende e ai calendari che teniamo, rispettivamente, sulle nostre scrivanie e sulle pareti di casa. La carta è un prodotto così comune da alimentare convinzioni e luoghi comuni spesso molto difficili da sfatare, come vi abbiamo raccontato qualche tempo fa... (continua su greenMe.it)

venerdì 19 febbraio 2010

Keynes vs. Hayek



Due posizioni teoriche antitetiche, quelle dell'inglese John Maynard Keynes e dell'austriaco Friedrich von Hayek, con numerosi accenni all'attualità e alla crisi finanziaria. Un rap a tema economico piuttosto geniale (e se smanettate un po' sui tasti dovrebbero venire fuori i sottotitoli in italiano).

giovedì 18 febbraio 2010

Proprio niente da ridere

Avrei molte considerazioni (e qualche domanda) da fare sulle intercettazioni che tirano in ballo L'Aquila, il 6 aprile e il nostro anno zero, ma lascio volentieri la parola ad un cronista molto più capace e informato di me, che sa benissimo di cosa scrive e che in questi dieci mesi è stato un vero esempio di serietà, di tenacia e di dedizione.

Dopo gli sciacalli gli avvoltoi?
di Giustino Parisse

Confesso che, in questi giorni, ho sperato che la gestione dell’e mergenza post terremoto all’Aquila, da parte della Protezione civile, non entrasse nell’inchiesta della Procura di Firenze. In quella indagine sta emergendo un sistema che una volta si chiamava clientelare mentre oggi viene definito “gelatinoso”. L’ho sperato perché la Protezione civile non sono solo i “capi” ma sono soprattutto le migliaia di volontari arrivati da tutta Italia il sei aprile e rimasti per mesi a cucinare, servire a tavola, pulire i bagni, montare e smontare tende.
Invece, dalle intercettazioni, sta emergendo che gli “sciacalli” - come vengono ormai definiti assimilandoli a coloro che sono andati a rubare nelle case semicrollate - sono giunti in forze anche all’Aquila... (contina su Il Centro)


Le domande senza risposta
di Giustino Parisse
C’è chi chiede l’osservatorio sulla legalità (il centrosinistra), chi invece l’osservatorio sulla ricostruzione (centrodestra). Nessuno che però risponde alle domande che i terremotati aquilani si fanno in questi giorni: come e quando si potrà dare il via alla vera ricostruzione della città e dei paesi. Perché è questo un po’ il paradosso: si annuncia un osservatorio (con componenti scelti dal consiglio regionale) di una cosa che non c’è: la ricostruzione... (continua su Il Centro)

lunedì 15 febbraio 2010

La natura è nel sacco

Vivete in un appartamento in città ma sognate una casa con giardino? Avete il pollice verde ma vi manca lo spazio per coltivare fiori e piante? Qualcuno ha ideato un modo originale per risolvere il vostro problema, progettando e brevettando dei "vasi" o, meglio ancora, dei "sacchi" in materiale tessile, così maneggevoli e leggeri che potete spostarli agevolmente e collocarli dove preferite... (continua su greenMe.it)

venerdì 12 febbraio 2010

San Valentino: voglia di un biglietto di auguri

Ci risiamo. San Valentino, in assoluto una delle feste più amate (o odiate, dipende dai punti di vista e dalla soddisfazione della propria vita sentimentale) è ormai imminente. Tanto per ricordare un caso emblematico: nel suo famoso Diario, la nostra beniamina Bridget Jones registra sotto la data del 14 febbraio tutte le fasi della sua spasmodica attesa di un biglietto di auguri... (continua su greenMe.it)

giovedì 11 febbraio 2010

Maschere e coriandoli fai da te

È un dato di fatto: il Carnevale è una delle feste preferite dai bambini. I costumi fantasiosi e colorati, l'atmosfera allegra e spensierata, i dolci golosi, le pietanze succulente, la possibilità di ritrovarsi con amici e compagni di scuola e di escogitare insieme scherzi e passatempi divertenti fanno sì che questo particolare periodo dell'anno sia secondo soltanto al Natale nella scala di gradimento dei più piccoli... (continua su greenMe.it)

venerdì 5 febbraio 2010

iPad, la nuova frontiera della parodia



Dopo una lunga attesa, iPad, la nuova creatura di Apple, viene presentata al mondo. Steve Jobs ne elenca tutte le meravigliose risorse con quell'aria ispirata ed energica che da sempre lo contraddistingue, ma l'attenzione di gran parte del pubblico si concentra su un piccolo, piccolissimo particolare non troppo trascurabile: il nome. Per via del significato gergale di "pad", che porta al fiorire di parodie su parodie. Ve ne propongo una, un po' esplicita ma abbastanza spiritosa.

Le domande, a questo punto, sono due: le menti creative di Apple avranno scelto un nome potenzialmente controverso di proposito? (spero per loro di si. Se fosse un errore o una dimenticanza, infatti, andrebbero licenziati tutti in tronco) E infine: di preciso, a cosa serve davvero iPad? Ai posteri l'ardua sentenza.

mercoledì 3 febbraio 2010

Igiene senza sprechi

In molte zone del mondo si vive una vera e propria emergenza idrica, mentre gli abitanti dei paesi occidentali utilizzano quasi 10 litri di acqua al minuto per fare la doccia. Una quantità certamente non trascurabile, soprattutto se pensate che, stando ai dati raccolti dalla campagna britannica a favore del risparmio idrico Shower Power, una doccia può durare la bellezza di 10-15 minuti! Ciò significa che per la nostra igiene personale consumiamo volumi enormi di un bene prezioso, vitale e che scarseggia in numerosi paesi del mondo. La soluzione al problema non è - ovviamente... - smettere di lavarsi, ma è farlo in modo responsabile... (continua su greenMe.it)

lunedì 1 febbraio 2010

L'uomo che fissa le capre

 No goats. No glory.

Dopo essere stato lasciato dalla moglie, Bob Wilton (Ewan McGregor), un piccolo giornalista di provincia, parte per l´Iraq. Il suo sogno è di indagare sulla guerra e di realizzare uno scoop che provi a tutti il suo valore e il suo coraggio. Nel corso del viaggio, Bob incontra il bizzarro e sconclusionato Lyn Cassady (George Clooney), un ex-soldato che si definisce in ¨missione segreta¨. A poco a poco, mentre percorrono il deserto iracheno e affrontano insieme le piú svariate avversità, Lyn svela all'incredulo Bob storia e segreti di un corpo speciale dell'esercito americano, addestrato per condurre la guerra con i poteri della mente.

Ispirato all'omonimo libro-inchiesta del giornalista gallese Jon Ronson e diretto da Grant Heslov, che insieme a Clooney aveva sceneggiato Good Night, and Good Luck, L´uomo che fissa le capre è un film surreale e spiazzante, in puro stile fratelli Coen. L'addestramento new age di un gruppo di militari ad opera del comandante hippy Bill Django (Jeff Bridges), che culmina nella scena in cui l'allievo modello Cassady uccide una capra con lo sguardo, è raccontato con  toni buffi, grotteschi, spesso caricaturali. Il film è narrato in prima persona da Bob-McGregor e si muove costantemente sul filo dell'assurdo, spingendo lo spettatore a chiedersi più volte se la storia non sia in realtà frutto della lucida follia dello stesso Cassady, splendidamente interpretato da Clooney.

Tra flash-back, nuvole bianche che corrono su cieli azzurri, dune sabbiose, esperimenti surreali e uomini che attraversano i muri o si rendono invisibili grazie alla forza della mente, il film scorre via veloce, fino ad un finale decisamente aperto che è, nello stesso tempo, curioso e allucinato. Personalmente, non saprei dire se ho davvero capito quello che dovevo capire, né se c´era qualcosa da capire, ma devo ammettere che la visione è stata gustosa. Gran parte del merito va agli attori: oltre al bravo Clooney, che a quanto pare migliora con gli anni, Ewan McGregor, perfetto nel ruolo del comprimario spaesato e un po' ingenuo, Kevin Spacey nei panni (guarda caso...) del ¨cattivo¨, e Jeff Bridges, l´unico, vero e inimitabile grande Lebowski, in quelli del militare-figlio dei fiori.

Insomma, se amate lo stile dei fratelli Coen, tra situazioni grottesche, personaggi improbabili e colpi di scena al limite, questo film fa decisamente per voi.