lunedì 31 maggio 2010

José Mourinho: la Mary Poppins del calcio

Arriva, facendosi notare per i suoi comportamenti un po’ eccentrici e per i suoi metodi anticonvenzionali. Risolve con piglio e decisione situazioni apparentemente disperate. E poi, quando cambia il vento, riparte. È Mary Poppins, la tata che tutte le famiglie vorrebbero. Allo stesso modo, unico al mondo quanto lei, è José Mourinho, che dopo la tripletta interista possiamo ben definire la Mary Poppins del calcio.

Per carità, non è arrivato planando sulla Pinetina, né, atterrando, ha fatto volare via nel vento una fila di potenziali allenatori interisti. Però è riuscito dove altri avevano fallito, riportando ordine e il giusto spirito in uno spogliatoio e in una società che, alla vigilia del suo sbarco, sembravano un confuso pollaio, costantemente sospeso tra vittimismo, esaltazione e depressione.

Proprio come Mary era riuscita a restituire la necessaria armonia ad una famiglia della borghesia londinese, facendo capire al burbero papà che i suoi Jane e Michael non erano piccole pesti ingovernabili ma soltanto bambini desiderosi di affetto, così José ha regalato una nuova mentalità ad una società e ad un gruppo su cui pochi avrebbero davvero scommesso. La psicolabile Inter, vittima predestinata degli ottavi di Champions, è diventata una corazzata.

E José, a lavoro ultimato, ha deciso di passare ad una nuova sfida. Con qualche lacrima, ma con la stessa lucida determinazione di sempre. Proprio come Mary che, nelle battute finali del film Disney, un po' commossa ma sempre fedele a se stessa e alla propria missione, apriva l’ombrello e ripartiva verso nuove avventure.

Storie brevi, ma intense, di quelle che non possono non lasciare il segno: in Jane e Michael così come nella famiglia nerazzurra. E a noi donne interiste, rimaste irrimediabilmente affascinate dall'ombroso genio di Setubal, resta un po' di nostalgia, mentre lo salutiamo con il berretto di Bert lo spazzacamino.

venerdì 28 maggio 2010

Gangsta's Paradise



Gangsta's Paradise è una canzone del rapper americano Coolio e fa parte della colonna sonora del film Pensieri pericolosi (1995). Il film racconta l'esperienza di un'ex-marine diventata insegnante (una sempre bellissima Michelle Pfeiffer) nella scuola di un tipico "ghetto" americano: una trama forse un po' prevedibile, con finale commovente, che ha riscosso critiche non eccelse ma che ha avuto un grande successo di botteghino.

La canzone, che è una rivisitazione di Pastime Paradise di Stevie Wonder e che contiene tantissimi riferimenti alla vita di strada, è stata inserita nel secondo album di Coolio, Gangsta's Paradise. Il video vede la partecipazione della stessa Michelle Pfeiffer.

giovedì 27 maggio 2010

L'hotel-spazzatura: un'installazione a Roma

Sensibilizzare i cittadini ad un corretto smaltimento dei rifiuti e alla tutela delle spiagge: ecco gli importanti obiettivi della campagna promossa dalla birra Corona Extra in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il prossimo 5 giugno. L’evento centrale della campagna è costituito dalla realizzazione di un hotel davvero particolare: i materiali di costruzione, infatti, saranno dei rifiuti raccolti su alcune spiagge europee. L’installazione vuole mostrare le conseguenze di comportamenti non sostenibili e non rispettosi dell’ambiente, e rappresenta un invito a cambiare rotta, per il bene di tutti, e a prenderci cura del nostro paesaggio e delle nostre spiagge... (continua su greenMe.it)

Educare alla sostenibilità: le scuole "verdi"

Programmi scolastici improntati all’ecosostenibilità, alla tutela dell’ambiente e all’educazione civica: ecco un modello educativo che sta riscuotendo un successo crescente negli Stati Uniti. Si tratta delle cosiddette “scuole verdi”, degli istituti pensati per trasmettere non solo conoscenza, abilità e nozioni ma anche dei valori green. Più che una moda, sembra di trovarsi di fronte ad una nuova filosofia di vita, fondata sulla cultura del rispetto e del vivere a impatto zero.

L’esperimento educativo ecosostenibile si inserisce in un sistema scolastico, quello americano, che lascia amplissimi margini di autonomia. Gli istituti “verdi” sono riconducibili al sistema delle scuole charter, tipi di scuole riconosciute e sovvenzionata dallo Stato, ma gestite da Enti Privati secondo le proprie regole e i propri principi. Di fatto, si tratta di scuole alternative alle scuole pubbliche, anche se facenti parte del sistema educativo pubblico... (continua su greenMe.it)

martedì 25 maggio 2010

Diritto all'acqua: a Napoli c'è il minimo vitale garantito

Nei giorni della mobilitazione in favore dell’acqua pubblica, con la raccolta firme per la Campagna referendaria L’acqua non si vende, giunta in meno di un mese a superare le 500 mila adesioni (l’obiettivo dei promotori era di toccare quota 700 mila, e sembra sempre più vicino), da Napoli arriva un segnale confortante. Il Comune partenopeo ha infatti approvato una delibera che, per la prima volta in Italia, istituisce il diritto all'acqua per i più poveri, fissando un minimo vitale garantito per il consumo idrico. Una vera e propria dichiarazione di principio, che fa seguito al dibattito sulla privatizzazione dell’acqua innescato dall’approvazione del decreto Ronchi, lo scorso autunno... (continua su greenMe.it)

venerdì 21 maggio 2010

Bioarchitettura e tetti "verdi"

Edifici ecosostenibili perfettamente integrati nell’ambiente circostante e rigogliosi giardini verticali: stiamo parlando dei progetti realizzati da Urbanarbolismo, un gruppo di giovani professionisti spagnoli che si propone di armonizzare natura, architettura e paesaggio urbano, coniugando il gusto estetico con il risparmio energetico e con la gestione intelligente delle risorse idriche.

Tra le ultime creazioni di questo team di esperti di bioarchitettura c’è il progetto per un auditorium ecologico nella zona di Carrùs, nei dintorni della città spagnola di Elche. Il “Ciutat d’Elx” avrà la forma di un triangolo... (continua su greenMe.it)

mercoledì 19 maggio 2010

Maree nere: i 10 peggiori disastri petroliferi della storia

Il disastro ambientale causato dall’esplosione e dall’affondamento della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, alla fine dello scorso mese di aprile, è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi che, protagonista il petrolio, hanno tenuto il mondo con il fiato sospeso e minacciato o sconvolto interi ecosistemi.

Ricordiamo qui di seguito i 10 incidenti più gravi in termini di quantità di greggio disperso nell’ambiente, tenendo però presente che, in casi come questi, è sempre molto difficile fare delle stime precise... (continua su greenMe.it)

lunedì 10 maggio 2010

Fare la spesa differenziando

Qualche tempo fa vi abbiamo raccontato le battute iniziali dell’avventura di First, un esercizio commerciale decisamente ecosostenibile, che ha aperto i battenti lo scorso 30 gennaio a Niscemi, Comune di 26 mila abitanti nella provincia di Caltanissetta.

First è stato fondato dalla cooperativa siciliana LiberAmbiente ed è un Ecopunto, un negozio in cui è possibile fare la spesa barattando i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata casalinga (vecchi giornali, bottiglie di vetro, contenitori di plastica…) con beni di consumo di prima necessità. Una soluzione intelligente che mira a trasformare un problema cronico delle nostre città in un’opportunità, rendendo tangibile l’importanza del recupero e del riciclo dei rifiuti e dimostrando come differenziare non sia soltanto un onere ma sia soprattutto una pratica virtuosa, da cui possono derivare numerosi vantaggi, ambientali ed economici... (continua su greenMe.it)

venerdì 7 maggio 2010

Come proteggere il contenuto delle spedizioni

A chi non è mai capitato di dover spedire un pacco, magari un regalo di compleanno, e di avere paura che il contenuto potesse rovinarsi durante il viaggio? Per scongiurare questa possibilità, è molto comune fare ricorso a pagliette, plastica scoppiettante o polistirolo: delle soluzioni comode e utili, ma decisamente poco ecosostenibili. E allora, come fare per proteggere il contenuto dei propri pacchi cercando di essere il più possibile green?

La risposta è piuttosto semplice: basta mettere al bando i packaging poco sostenibili e scegliere delle soluzioni alternative ed ecofriendly per rendere più sicure le proprie spedizioni, puntando soprattutto sul recupero... (continua su greenMe.it)