lunedì 30 agosto 2010

La signora dei funerali

Le ultime settimane erano state davvero divertenti. Ma era il denaro ciò di cui aveva bisogno, non il divertimento. Non si era data tanto da fare solo per ritrovarsi con un reddito modesto e una vacanza a Maiorca. 

Fleur Daxeny è una bellissima ed elegante quarantenne inglese, nata a Dubai e vissuta da sempre senza una routine ordinaria. La sua principale occupazione consiste infatti nell'imbucarsi a funerali e commemorazioni di ricche signore della upper class britannica, per poi sedurne gli sconsolati, ricchi vedovi, prelevare dalle loro carte di credito qualche somma consistente, rifarsi il guardaroba e, alla fine, sparire per sempre dalla loro vita. Un lavoro impegnativo che la scaltra, cinica e rossa Fleur svolge con grandissima maestria. Almeno fino a quando non incontra il vedovo Richard Favour, un vero gentiluomo, con due figli e la passione del golf...

Prima di diventare "Sophie Kinsella" e di vendere centinaia di migliaia di copie con le avventure di Becky Bloomwood e delle sue più o meno omologhe, dal 1995 al 2001 Madeleine Wickham ha pubblicato i propri romanzi usando il suo nome da sposata. La signora dei funerali (The Gatecrasher) è del 1998 e, pur appartenendo al solito, collaudato filone della chick lit britannica, presenta alcune peculiarità, a partire da una protagonista descritta come una perfetta "anti-eroina", arrivista e senza scrupoli, e che non va incontro a (poco credibili) redenzioni finali (seguono spoiler).

Fortunatamente, infatti, la conclusione della vicenda non comporta pentimenti strumentali, trionfo dei "buoni" sui "cattivi" o confessioni strappalacrime: la perfetta seduttrice non si innamora perdutamente dell'ultima vittima, per quanto si affezioni a lui e finisca per scegliere la tranquillità della campagna del Surrey alla propria vita glamour ma molto disordinata. Forse non per sempre, visto che Fleur non sconfessa il proprio passato, ma almeno per il momento. Complice una figlia tredicenne (concepita per errore) che comincia a malsopportare quell'esistenza randagia, per quanto agiata, e l'assenza di una normale vita familiare.

Il romanzo è scorrevolissimo, ironico, un po' manicheo nella caratterizzazione dei personaggi secondari (il cattivo incapace e imbroglione, la moglie fintamente perfetta, la sorella devota e martire...) ma divertente, soprattutto nella descrizione di una upper class fatta di rituali, incontri mondani, feste, pettegolezzi, abiti eleganti, apparenza e scarsa comunicazione. Tutti elementi che Fleur, con i suoi meravigliosi tailleur e cappellini rigorosamente neri, riesce a volgere a proprio favore, riuscendo ad insinuarsi abilmente nelle vite altrui, sopendo con scaltrezza e bugie ben confezionate i sospetti sul proprio arrivismo e facendosi amare, ammirare e benvolere.

Insomma, La signora dei funerali è un'ottima lettura estiva, scorrevole, briosa e con quel tocco patinato che non guasta mai, in attesa dell'arrivo, tra qualche giorno, dell'ennesima puntata della saga di Becky Bloomwood: Mini Shopaholic.

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