martedì 28 settembre 2010

Greensburg: dalla distruzione alla rinascita green

Rinascere dopo una catastrofe naturale e trasformare una tragedia in un’opportunità: questa è, in sintesi, la storia di Greensburg, una piccola località del Kansas, nel cuore più profondo e conservatore degli Stati Uniti, distrutta nel 2007 da un violentissimo tornado. Come Pescomaggiore, il paesino abruzzese duramente colpito dal terremoto del 6 aprile 2009 e che gli abitanti stanno mano a mano ricostruendo con materiali e soluzioni eco-compatibili, anche Greensburg è una testimonianza di caparbietà, forza di volontà, speranza e desiderio di costruire un futuro migliore per le nuove generazioni... (continua su greenMe.it)

lunedì 27 settembre 2010

La lettrice bugiarda

Il mio nome è Towner Whitney. No, non è esatto. Il mio vero nome di battesimo è Sophya. Non dovete credermi. Mento continuamente. Sono pazza... e questo è vero.


Salem, Massachusetts. La scomparsa dell'anziana zia Eva costringe la trentenne Towner a lasciare la sua casa di Los Angeles e a tornare nella città della sua infanzia, Salem, lasciata quindici anni prima in seguito ad una serie di misteriosi eventi, tra cui la morte dell'inquieta sorella gemella Lindley. Tra "lettrici di pizzo", streghe moderne, donne maltrattate e fanatici religiosi, il romanzo ricostruisce il passato di Towner e della sua particolarissima famiglia, fino all'inatteso colpo di scena finale.

Quando ho preso tra le mani La lettrice bugiarda di Brunonia Barry pensavo che avrei letto una storia diversa. Forse un giallo, oppure un thriller o magari, addirittura, un horror. Il nome dell'autrice, che nella mia immaginazione evoca atmosfere a metà tra hobbit tolkeniani e vecchie fattucchiere, e la stessa descrizione presente sulla quarta di copertina di certo non mi avevano aiutata a farmi un'idea diversa, più veritiera, del romanzo. Evidentemente, neppure l'editor della Garzanti era riuscito ad etichettare compiutamente la storia. Per questo, leggendo ho scoperto una storia e un'atmosfera che non mi aspettavano per nulla, ma che ho trovato comunque molto coinvolgenti ed interessanti. E, soprattutto, mentre scorrevo le pagine mi chiedevo incessantemente dove stessimo andando a parare.

All'autrice bisogna riconoscere di aver scritto una storia che incuriosisce, e molto. Non per la trama un  po' troppo stralunata - a causa dell'io narrante, lacunoso e contraddittorio, della protagonista, che si alterna al narratore esterno -, ma per la caratterizzazione dei personaggi femminili, misteriosi, complessi e portatori di segreti: dalla zia Eva, maestra di bon ton e "lettrice di pizzo", svanita improvvisamente nel nulla, alla "strega" Ann Chase; da May, madre decisamente atipica, fino alle gemelle Towner e Lindley, complici e antagoniste, opposte e complementari. Tutte donne che, in qualche modo, vedono e interpretano il futuro.

Non per giustificare l'editor, ma  la storia non è facilmente etichettabile, a meno di non svelare il colpo di scena finale, che cambia completamente la prospettiva del racconto. Un colpo di scena niente male, se solo fosse stato costruito un po' meglio, lasciando qualche indizio in più quà e là, e se solo non fosse stato liquidato dall'autrice in tre scarne paginette: il lettore, giunto a quel punto, meriterebbe un trattamento diverso, con qualche spiegazione in più. Il secondo difetto del romanzo è di voler dire troppe cose, spaziando dal soprannaturale al fanatismo religioso (incarnato dai seguaci del cattivo, Cal Boynton) e alla violenza domestica (di cui è emblema la zia Emma, diventata cieca e inabile dopo essere stata brutalmente picchiata dal marito). A parte questo, La lettrice bugiarda è un romanzo piacevole, che scorre via veloce e fa venire voglia di fare un giro nella misteriosa e incantata Salem e nelle fredde e grigie isole del suo golfo.

venerdì 24 settembre 2010

The Big Bang Theory - dove eravamo rimasti



La maggior parte delle serie televisive americane sta tornando in onda nel corso di questa settimana. Comprese le mie preferite. Saltando da un blog all'altro, ho trovato il riassunto della terza stagione dell'esilarante The Big Bang Theory: tutto quello che si deve ricordare a proposito di Sheldon, Leonard, Penny & company per potersi godere ne miglior modo possibile l'inizio della quarta stagione. E poi, ovviamente, c'è il promo...




Post precedenti:
The Big Bang Theory

martedì 21 settembre 2010

Design e bioarchitettura in Tirolo

[per portarsi un po' avanti nella pianificazione delle vacanze invernali, per quanto la blogger non sia una fan di settimane bianche e cose simili]

Le vacanze estive sono alle spalle, ma molti si ritrovano già a sognare le prossime ferie, magari da trascorrere sulla neve, in qualche affascinante località di montagna. Se questo è il vostro caso, ecco alcune segnalazioni eco-compatibili che potrebbero fare per voi e alimentare le vostre fantasticherie da ufficio. La cornice naturale in cui ci immergiamo è quella delle Alpi austriache, una meta scelta ogni anno da numerosissimi appassionati di sci e sport invernali... (continua su greenMe.it)

giovedì 16 settembre 2010

The winner takes it all



La blogger va in trasferta a Modena per la X edizione del Festival Filosofia e dedica a tutti i naviganti l'interpretazione della divina Meryl Streep di The winner takes it all degli ABBA, direttamente dalla colonna sonora della commedia musicale Mamma mia! (2008). Buon week-end!

lunedì 13 settembre 2010

Cent'anni di solitudine

Il mondo era così recente che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.

Una carovana di esuli guidata da José Arcadio Buendia fonda in un luogo remoto e paludoso il villaggio di Macondo. Da quel momento, il destino dei Buendia - narrato attraverso le avventure, le passioni e gli eccessi di sei generazioni di uomini e di donne - si lega in modo indissolubile a quello della cittadina, oltre che alle misteriose e (apparentemente) indecifrabili pergamene composte dal sapiente zingaro esploratore Melquiades.

Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez è una saga familiare "mitica", tra atmosfere oniriche, situazioni al limite del grottesco e del soprannaturale ed eventi cruenti, più o meno "storici" e "riconoscibili", raccontati con una stupefacente levità. I tratti tipici della letteratura sudamericana  - magia, sospensione tra reale e immaginario, leggenda, superstizione, tempi mitici - sembrano trovare qui la loro più compiuta e convincente espressione.

Il villaggio di Macondo, immobile ed immutabile, come se al suo interno il tempo fosse fermo, è il centro intorno al quale ruota la vita quotidiana dei personaggi, e a cui tutti finiscono per fare ritorno. Un centro incarnato dalla casa dei Buendia, inizialmente poco più che una capanna e successivamente una dimora ricca e aristocratica, teatro delle straordinarie vicissitudini dei membri della famiglia: dalla follia del capostipite José Arcadio, all'attivismo della matriarca Ursula, agli ideali del colonnello Aureliano, alla crudeltà del giovane Arcadio, fino all'erudizione del penultimo Aureliano, destinato a decifrare le pergamene ereditate da Melquiades.

Tra alluvioni, tempeste di sabbia, guerre civili, angherie e pentimenti, le vicende dei Buendia si susseguono con un ritmo avvincente e coinvolgente, fino all'epilogo, che forse susciterà nel lettore qualche amara riflessione sulla vita, sulla morte e sul destino.

venerdì 10 settembre 2010

Pour l'amour



Questo è un vero e proprio tuffo nel passato. Un'estate di inizio anni Novanta mi era capitato di seguire in televisione alcune puntate di uno sceneggiato francese, La camera delle signore, ambientato nel Duecento, di cui questa dolcissima canzone era la sigla. La messa in onda delle puntate era stata bruscamente interrotta, proprio sul più bello, lasciandomi molto perplessa (anche perché all'epoca non c'erano strumenti come Google o Wikipedia, per "sapere com'è andata a finire").

Al mio primo anno di università, la svolta: sullo scaffale di una libreria di Pisa scopro il romanzo La camera delle signore (1979), di Jeanne Bourin, da cui la serie tv del 1983 era stata tratta. Lo compro, lo leggo in pochi giorni e finalmente scopro cosa ne è stato di Mathilde, Florie, Guillaume e Philippe. E recentemente ho persino scoperto l'esistenza di un seguito, Le jeu de la tentation (1981).

Meno male che hanno inventato internet!

mercoledì 8 settembre 2010

Ogni settembre, a Modena

La Filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perchè priva del
legame di servitù è il sapere più nobile.
Aristotele

Il 17, 18 e 19 Settembre a Modena, Carpi e Sassuolo per la X edizione del Festival Filosofia. Si parlerà di fortuna.

martedì 7 settembre 2010

Meglio Cassandra che Ponzio Pilato

Come ha scritto lo storico Emilio Gentile in un articolo di qualche settimana fa dedicato al Fascismo,  "la storia dimostra che dalla storia gli uomini non imparano nulla".
Copio e incollo dal quotidiano abruzzese Il Centro.

Sisma, la prevenzione segreto di Stato
di Giustino Parisse

Leggo con stupore le dichiarazioni rese dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso e dal presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Enzo Boschi. Mi sono sembrati come quei generali di Napoleone che dall'alto di una collinetta guardavano il campo di battaglia e non si preoccupavano tanto dei soldati falciati dai nemici ma solo se la loro strategia militare funzionava o meno... (continua su Il Centro)

La sostenibile leggerezza dell'e-book

Essere dei lettori assidui e appassionati significa, nella maggior parte dei casi, amare non soltanto il contenuto dei libri, ma anche il loro involucro. Per molti di noi, infatti, il libro è un oggetto affascinante e importante: lo acquistiamo, lo riponiamo con cura in libreria, lo leggiamo sfogliando con avidità o curiosità le pagine, sottolineiamo i nostri passaggi preferiti… Confessiamolo: ciascuno di noi ha un suo personalissimo “rituale” di lettura, costruito su una serie di azioni e di abitudini che potrebbe mano a mano scomparire, con l’avvento e la progressiva diffusione di libri elettronici ed e-reader... (continua su greenMe.it)

lunedì 6 settembre 2010

Io so tutto di lei

Rizzo aveva letto da qualche parte che ogni colpa è in qualche modo riconducibile al furto. Mentire è rubare la verità, uccidere rubare la vita.

Milano, aprile. Un volto noto della televisione, Alina Malavasi, viene trovata assassinata nell'elegante palazzo in cui vive con il terzo marito, noto direttore di giornale, e con il figliastro adolescente. La lista dei sospetti è piuttosto lunga e l'unico dato di fatto è che tutti, dai familiari, agli amici, ai colleghi della vittima, fino al portiere indiano dello stabile, mentono.

Dopo A nozze col delitto sono tornata a seguire le indagini dell'ispettore Sebastiano Rizzo e del suo assistente, Maurizio De Carlo, raccontate in modo scorrevole e piuttosto avvincente da Lucia Tilde Ingrosso. Siamo sempre nel contesto della Milano super-bene, tra personaggi noti, potenti e, almeno apparentemente, intoccabili. La bionda starlette Alina Malavasi, passata dalla televisione alla conduzione di un seguito programma radiofonico, è ormai giunta alla soglia dei cinquantanni e tenta di esorcizzare il tempo che passa mantenendosi chirurgicamente giovane e bella. Delusa dal marito-direttore di giornale, carismatico ma sempre assente, viene perseguitata da un non meglio identificato stalker, forse un fan di vecchia data diventato un po' troppo invadente, mentre un personaggio altrettanto misterioso, in possesso di qualche informazione sul suo passato, la ricatta.

Il suo omicidio, un pomeriggio di aprile, apre agli investigatori un ampio ventaglio di possibili colpevoli e di possibili moventi: tutti, a partire da un ammiratore devoto e ingenuo che sostiene di sapere "tutto di lei", sono sospettabili. Durante le indagini, Rizzo, che sta per compiere quarant'anni e comincia ad avvertire il peso della solitudine, riceve una telefonata anonima che riapre il caso della morte di suo padre, un poliziotto assassinato mentre era in servizio, una notte di venticinque anni prima.

Alcuni dei personaggi del racconto sono un po' stereotipati e prevedibili, ma la trama di Io so tutto di lei è indubbiamente avvincente, vivacizzata dal continuo alternarsi dei punti di vista. Il romanzo è una piacevolissima lettura estiva o serale, disimpegnata al punto giusto. L'idea di fare di Sebastiano Rizzo il protagonista di una serie è diventata un dato di fatto, visto che la Ingrosso ha appena pubblicato Nessuno, nemmeno tu, un romanzo che lo vede nuovamente in azione. Oltretutto, l'ombroso (e interista) ispettore Rizzo aveva una parte anche nel primo giallo dell'autrice, La morte fa notizia, del 2005 (non l'ho letto, ma cercherò di rimediare). E c'è persino un progetto per portare le sue avventure sul piccolo schermo...

venerdì 3 settembre 2010

Dos cervezas



Mi rendo conto che il video che sto postando è molto demenziale, tuttavia si tratta della colonna sonora delle nostre vacanze, dato che la canzone veniva passata in radio continuamente. Pare che in Belgio sia stata una hit estiva... Del cantante non so molto: forse conduce un programma radiofonico (stando a quanto ho dedotto scorrendo la pagina a lui dedicata nella Wikipedia in olandese). Ovviamente, non ho idea di cosa dica il testo, a parte il ritornello, ma sono convinta che la signorina Conchita non ne esca particolarmente bene...

mercoledì 1 settembre 2010

Belgio e Olanda 2010 - Camera con vista

Per la serie Turisti per caso, ecco a voi l'itinerario della vacanza che io e il Ragazzo ci siamo concessi quest'estate: volo di andata e ritorno Roma Ciampino-Charleroi e trasferimenti da una località all'altra con auto a noleggio (una graziosissima Smart blu a cui va tutta la nostra riconoscenza).

I giorno
Arriviamo a Gand (o Gent, dato che siamo nelle Fiandre e si parla fiammingo) nel primissimo pomeriggio, visitiamo la città e pernottiamo in un hotel carinissimo con vista sulla cattedrale gotica di San Bavone. Unico neo: un improvviso scroscio di pioggia, fortunatamente di breve durata.

II giorno
Gita a Bruges (o Brugge) con visita della città, tour dei negozi di merletti e cioccolata e tante foto ai canali (anche perché è meravigliosa giornata di sole). Prima di rientrare a Gand, ci fermiamo nel piccolo borgo di Damme per una passeggiata. 

III giorno 
Da Gand a Bruxelles, con tappa all'Atomium. Nel pomeriggio iniziamo la nostra visita della capitale, sopravvivendo ad un acquazzone breve ma decisamente intenso. Per due notti pernottiamo al venticinquesimo piano di un hotel immenso e molto business: anche qui il panorama è splendido, specialmente in notturna.

IV giorno
Ancora Bruxelles, stavolta con il sole. Per questo, possiamo ammirare a pieno la Grand Place ricoperta da un coloratissimo tappeto di fiori (la addobbano così una volta ogni due anni, nella prima metà di agosto). Camminiamo tantissimo e arriviamo a sera piuttosto stremati ma con una buona raccolta di punti-turismo.

V giorno
Lasciamo Bruxelles in mattinata, pronti a varcare il confine olandese. Non prima, però, di esserci fermati ad Anversa per una visita alla Cattedrale e per una bella passeggiata in centro. Una volta ripartiti scegliamo la via più lunga e panoramica per raggiungere Amsterdam: quella delle dighe dello Zeeland e dello Zuid-Holland. In serata, la passeggiata nel centro di Amsterdam è d'obbligo.

VI giorno
Percorriamo Amsterdam in lungo e in largo, complice una giornata nuvolosa ma asciutta. Nel pomeriggio visitiamo il museo Van Gogh, dopo essere sopravvissuti a più di un'ora di fila.

VII giorno
Giornata di gite: prima i mulini di Zaanse Schans, poi Volendam, Edam e l'isola di Marken. Il tragitto Volendam-Edam e ritorno (un cinque chilometri totali) lo facciamo a piedi, per goderci la bella giornata di sole, i parchi, i canali, i cigni e le anatre. Poi da Volendam ci rechiamo all'isola di Marken in traghetto, per visitare un villaggio minuscolo ma pittoresco. Rientriamo ad Amsterdam facendo tappa a Zaandam, a casa di amici.

VIII giorno
Sulla via dell'aeroporto ci fermiamo prima ad Haarlem, dove la nostra visita è interrotta da un violento acquazzone, e poi a Delft. Nel tardo pomeriggio, saliamo sull'aereo che ci riporta a casa.