lunedì 19 dicembre 2011

Farmers market: fare la spesa dal contadino

Il fenomeno dei farmers market, o mercato del contadino, è in netta crescita, complici sia la crisi economica, che spinge i produttori ad ingegnarsi e a cercare nuovi canali di distribuzione, che la sempre maggiore consapevolezza dei consumatori, che tendono a prediligere la filiera corta per “conoscere” i cibi che portano in tavola. Si consolida così un rapporto diretto, basato molto spesso sulla fiducia, tra chi produce e chi consuma, con notevoli vantaggi per entrambi, oltre che per l’ambiente.

Ecco ad esempio 5 motivi per cui si dovrebbe scegliere di fare la spesa dal contadino... (continua su greenMe.it)

lunedì 5 dicembre 2011

E' online la mappa degli orti e giardini condivisi di Roma

Un’esperienza di socialità e di collaborazione che sta gradualmente diffondendosi anche nelle nostre città: ecco cosa sono gli orti e giardini condivisi, degli appezzamenti di terreno spesso lasciati incolti e abbandonati per anni, che riprendono vita e tornano ad essere produttivi e rigogliosi grazie all’iniziativa spontanea dei cittadini.

A differenza dei “tradizionali” giardini pubblici, gli orti e giardini condivisi vedono i cittadini protagonisti in prima persona: non solo nella veste di fruitori ma, soprattutto, in quella di creatori e di gestori. Il comune denominatore di queste iniziative è pertanto il loro indubbio valore sociale, che si concretizza nellacreazione autogestita di un nuovo spazio pubblico aperto a tutti, con il risultato di far entrare le persone in contatto tra loro e di favorire la collaborazione, il dialogo, lo sviluppo di attività all’aperto e il perseguimento di obiettivi condivisi. Nella realtà spesso dispersiva e anonima di una grande città, dove capita di conoscersi appena pur abitando a pochi metri gli uni dagli altri, non si tratta di un fatto di poco conto. Tanto più che la condivisione di uno spazio verde permette di (ri)scoprire pratiche ambientali ed economiche improntate alla sostenibilità e al rispetto della natura... (continua su greenMe.it)

venerdì 11 novembre 2011

Fiat "Cogli l'attimo"


Come molte delle persone con cui ne ho parlato, ricordavo a perfezione la pubblicità (con il suo spassosissimo "Buonasera", così azzeccato da diventare virale) ma non riuscivo a collegarla ad alcun prodotto. Mi ero convinta che si trattasse di un detersivo... e invece, si tratta di una campagna della Fiat, che proponeva sconti "imperdibili" - "Cogli l'attimo!" - sull'acquisto della Punto.

L'unico problema di questo spot (ma è un problema che pesa come un macigno) è che la messa in scena oscura completamente il brand, facendolo passare in secondo piano: tanto più che il logo Fiat compare solo alla fine e piuttosto rapidamente, senza trovare alcuno spazio nel contesto della storia raccontata.

Diversamente da altri leitmotiv diventati virali e quasi di uso comune (che ne so, "Cosa vuoi di più dalla vita?" "Un Lucano" oppure "C'è Gigi? E la Cremeria?"), nei quali la frase ad effetto serve ad esaltare il brand e a concentrare su di esso l'attenzione dello spettatore, in questo caso il marchio Fiat è colpevolmente assente.
Un peccato e un'occasione sprecata, visto l'altissimo tasso di memorabilità dello spot.

lunedì 24 ottobre 2011

Mini Shopaholic

Never give up on something you really want. However impossible things seem, there's always a way.

Londra. Ennesimo capitolo della saga dell'incorreggibile Becky Bloomwood in Brandon, ora alle prese con una vivacissima bambina di 2 anni, con la crisi economica e con una super-mega-festa a sorpresa da organizzare per il compleanno del marito workaholic, Luke. Come è ormai da copione, complicazioni, colpi di scena più o meno plausibili e lieto fine sono dietro l'angolo...

Se avete familiarità con la serie shopaholic ideata da Sophie Kinsella, potete prevedere sin dall'inizio come si dipanerà la vicenda: una prima parte di contesto e ambientazione, per stabilire il "chi", il "cosa" e il "perché"; quindi un crescendo di complicazioni che fanno sì che la situazione sfugga di mano alla protagonista; poi, quando tutto sembrava compromesso, arriva un finale risolutivo un po' "calato dall'alto", grazie all'intervento di un insospettabile deus ex machina. Ecco lo schema che l'autrice segue ormai in tutti i suoi romanzi, e che, con ogni evidenza, ha fatto la sua fortuna, insieme alla descrizione di un mondo patinato fatto di grandi firme e a siparietti comici sempre un po' sopra le righe.

In quest'ultimo capitolo, l'autrice tenta di fare l'occhiolino all'attualità, citando la crisi economica e giungendo a mettere in scena il fallimento di una banca. E, soprattutto, cerca di accreditare Becky nel suo ruolo di giovane madre. Tuttavia, come potrebbe la protagonista rimanere se stessa senza un bel po' di incoscienza, qualche maldestra bugia e una buona dose di shopping compulsivo? E se il finale lascia già presagire un nuovo capitolo, probabilmente californiamo, immagino che non sia facile per la Kinsella continuare a scrivere di Becky Bloomwood, modaiola, indebitata ma sempre maledettamente fortunata, in un contesto come quello di oggi, tra crisi globale, banche che falliscono davvero e indignati in piazza. 

Come ha detto di recente Sarah Jessica Parker in un'intervista, non è più il tempo di Carry e di Sex and the City: della serie, non è più il tempo in cui la preoccupazione maggiore è quale borsa si abbini meglio alle scarpe. Allo stesso modo, per quanto i lettori della Kinsella (me per prima) amino la pura evasione, forse anche questa saga ha fatto il suo tempo.

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Letture "lievi"- Shopaholic and co.
La chick-lit colpisce ancora
Bridget Jones - perché erano meglio gli anni Novanta
 

giovedì 20 ottobre 2011

Quando la tecnologia va in soccorso della natura

Le attività umane sono spesso responsabili di profonde alterazioni di ecosistemi ed equilibri naturali: emissioni di CO2, inquinamento dell’atmosfera, del suolo e delle falde acquifere, deforestazione, pericolo di estinzione per diverse specie vegetali e animali sono solo alcuni degli effetti che l’urbanizzazione e il progresso tecnico e industriale hanno avuto e continuano ad avere sull’ambiente. Nonostante questo, in alcuni casi specifici la tecnologia sembra restituire quello che ha tolto: ad esempio rivelandosi molto utile, se non addirittura necessaria, alla salvaguardia e alla conservazione di alcuni animali a rischio.. (continua su greenMe.it)

mercoledì 19 ottobre 2011

15 alimenti per combattere disturbi comuni

Un’alimentazione sana e bilanciata, che includa tutte le sostanze necessarie al corretto funzionamento dell’organismo, contribuisce ad aumentare il nostrostato di benessere e a mantenerci in salute. Alcuni alimenti, poi, possono essere particolarmente utili anche per prevenire o curare determinati disturbi o patologie, grazie al loro apporto di vitamine, sali minerali e sostanze specifiche. Abbiamo già decantato in più occasioni le molteplici proprietà di prodotti come il limone o l’aglio: ecco altri 15 alimenti da aggiungere alla lista degli alleati della nostra salute... (continua su greenMe.it)

martedì 18 ottobre 2011

Gli 11 comandamenti del pubblicitario

Torniamo a David Ogilvy: la scorsa settimana abbiamo citato le 11 caratteristiche del vero copywriter, oggi riportiamo le 11 regole che un pubblicitario dovrebbe seguire per fare bene il proprio lavoro. Nonostante Ogilvy le abbia formulate negli anni Sessanta, sono ancora delle preziose linee guida per chi si occupa di comunicazione:

Ciò che dite è più importante di come lo dite.

La vostra campagna fallirà se non la costruite intorno ad un’idea.

Date i fatti. 

Non si convince la gente a comprare per noia. 

Usate buone maniere, ma non fate pagliacciate.

Fate in modo che i vostri messaggi siano attuali. 

Le commissioni possono criticare la pubblicità, non scriverla. 

Se avete la fortuna di scrivere un buon annuncio, ripetetelo fin quando non smette di vendere. 

Non scrivete mai un annuncio che non mettereste sotto gli occhi della vostra famiglia.

Un’immagine di marca è saper scegliere i suoi tratti e mantenere una continuità di stile per molti anni.

Non copiate. 

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Il vero copywriter in 11 punti

lunedì 17 ottobre 2011

Harry Potter e i doni della morte - Parte II

Tutto finisce. 

La storia ricomincia lì dove si era interrotta con i titoli di coda di Harry Potter e i doni della morte - Parte I: sepolto il coraggioso Dobby, Harry, Ron ed Hermione proseguono nella ricerca e nella distruzione dei misteriosi horcrux, in cui sono racchiuse parti dell'anima di Voldemort (che nel frattempo ha trafugato dalla tomba di Silente la potente bacchetta di Sambuco). L'avventurosa missione li riporterà ad Hogwarts, dove Piton siede al posto un tempo occupato da Silente e dove avverrà l'attesissimo scontro finale con il Signore Oscuro.

Prima o poi doveva succedere: la saga del maghetto si conclude e resta il ricordo di una serie di film che ci ha accompagnato per un decennio, intrecciandosi a momenti diversi, più o meno importanti e memorabili, della nostra vita. Al di là di uno scontato sentimentalismo (avevo 20 anni ai temi di Harry Potter e la pietra filosofale, oggi ne ho 30...), la conclusione della vicenda è piuttosto degna, con ritmi serrati e atmosfere giustamente cupe e minacciose. Certo, talvolta si fa fatica a seguire la trama, dato che molti nodi importanti vengono affrontati velocemente o malapena accennati (e per chi non ha letto i romanzi della Rowling l'unico appiglio possibile, in questi casi, è la solita Wikipedia). Ma l'impressione generale, mentre si procede dritti verso l'epilogo, è piuttosto buona.

Sui titoli di coda, resta la sensazione che la sconfitta di Voldemort sia stata un po' "costruita a tavolino", costellata com'è da tradimenti imprevisti (e abbastanza ingiustificati), errori e leggerezze, e che la sua messa in scena sia stata piuttosto macchinosa: il Signore Oscuro che ha terrorizzato generazioni di maghi cade in modo piuttosto sciocco, quando aveva tutto per poter vincere. Ma si tratta di un peccato veniale: il trionfo del Bene, comunque si sia realizzato, ci fa uscire dal cinema contenti e pacificati. Anche se la visione finale dei nostri beniamini invecchiati e un po' imbolsiti, con tanto di figli al seguito, lascia in bocca un sapore un po' melenso di fiction televisiva.

venerdì 14 ottobre 2011

The force


Un esempio di spot televisivo originale e molto creativo, ideato da un'agenzia californiana per promuovere la Volkswagen Passat. Il protagonista è un Darth Vader in miniatura, accompagnato dall'inconfodibile colonna sonora di Star Wars: un'idea azzeccatissima, dato che il target di riferimento è costituito proprio da quei quarantenni di oggi che da ragazzini sono stati (molto verosimilmente) fan della saga ideata da George Lucas.

A prescindere poi dalla qualità del lavoro, ho un debole per il piccolo "cattivo", che da un lato mi fa pensare a Stewie Griffin e dall'altro al nostro nipotino di tre anni, che a Carnevale voleva mascherarsi proprio da Darth Vader...

giovedì 13 ottobre 2011

Il re e il suo giullare

All'improvviso mi sentivo nudo, spogliato dalla morte. Aveva continuato a sottrarmi chi mi stava attorno: ma c'erano tanti fiori sui rami che non le avevo mai serbato rancore perché si prendeva ciò che le spettava. Così muore la carne, avevo mormorato santimoniosamente, pensando che la morte aveva una sua quota e che io e i miei cari non saremmo stati chiamati ancora per qualche tempo. Ora la morte aveva esaurito la lista, e adesso noi figuravamo ai primi posti.

Inghilterra, XVI secolo. La vita, i trionfi, le sconfitte e gli amori di Enrico VIII raccontati in un'immaginaria autobiografia, inframezzata dalle note e dalle riflessioni di WIll Somers, suo fedele buffone di corte.

Il re e il suo giullare di Margaret George ci catapulta nell'Inghilterra dei Tudor, per seguire le vicende di Enrico, un principe inizialmente destinato alla carriera ecclesiastica e che, in seguito alla morte del fratello maggiore Arturo e del padre, si ritrova ad essere re in giovane età. Un re inesperto, complessato per via della spiccata predilezione che il padre, il freddo Enrico VII, ha sempre nutrito nei confronti del fratello defunto, ma pieno di coraggio, ambizioni, buoni propositi e belle speranze. Un re che avrebbe regnato per quasi quarant'anni e che sarebbe passato alla storia per aver causato lo scisma anglicano, per aver avuto sei mogli, di cui due mandate a morte per tradimento, e per aver coltivato passioni smodate.

Il romanzo ricostruisce vicende, incontri e tormenti del sovrano seguendolo nelle varie tappe della vita e del regno, dall'ascesa fino alla decadenza e all'imminenza della morte, e umanizzandolo, in modo da non ridurlo ad una sorta di caricatura storica. La lettura, condita dalla ricostruzione dettagliata e verosimile di eventi e momenti storici, è sufficientemente scorrevole da poter essere affrontata nel tempo libero (io l'ho letto la scorsa estate, in piena canicola...), a patto però che ci si lasci avvincere da complicazioni dinastiche, pettegolezzi e intrighi di corte e si abbia una predilezione particolare per le ambientazioni storiche. Se non si è amanti del genere, invece, meglio lasciar perdere.

mercoledì 12 ottobre 2011

6 sostanze di origine animale presenti nei prodotti di uso comune

via it.wikipedia.org
Come abbiamo visto qualche tempo fa, ci sono alimenti apparentemente vegetariani/vegani che possono nascondere grassi di derivazione animale. Allo stesso modo, molti dei prodotti che utilizziamo ogni giorno per la cura della persona o per le riparazioni e le pulizie di casa possono nascondere sostanze derivate dall’uccisione di animali e, quindi, in pieno contrasto con la filosofia e l’etica di vegetariani e vegani. Quando sulle etichette dei prodotti leggiamo parole quali acido stearico, acido laurico, acido miristico o acido oleico, dobbiamo infatti essere consapevoli che queste sostanze, generalmente presenti in saponi, cosmetici, farmaci, inchiostri e cibi vari, sono mutuate da grassi e oli che possono essere sia di origine vegetale che, in alcuni casi, animale... (continua su greenMe.it)

martedì 11 ottobre 2011

Il vero copywriter in 11 punti

Nel 1982 a Milano appare un singolare annuncio di lavoro, diffuso dalla Ogilvy (l'agenzia di pubblicità fondata dal britannico David Ogilvy, un maestro della comunicazione). La figura professionale che si cerca è quella del copywriter (o "autore di testi pubblicitari") e quelle che seguono sono le caratteristiche che si richiedono ai candidati: poche righe in cui si condensa un mestiere tanto affascinante quanto difficile e - troppo spesso - banalizzato.  

Per noi un copywriter non è un giocatore di parole o un inventore di fantasie gratuite. 

Un copywriter è qualcuno che sa scrivere molto bene in italiano. Un italiano chiaro, semplice, vivo; mai manieristico o inutilmente goliardico. 

Il copywriter, come tutti coloro che hanno vere capacità creative, è un pignolo. Prima di metter mano a una campagna vuol sapere tutto sul mercato, sul prodotto, sul consumatore. 

Il copywriter, nella realizzazione, cura minuziosamente tutti i dettagli. 

Il copywriter ama parlare con la gente, verificarsi direttamente con il pubblico. Diffida delle ricerche se sono troppo schematiche, troppo astratte o troppo astruse. 

Il copywriter crede nel nostro mestiere, lo prende sul serio, si impegna a fondo. Si diverte a farlo bene.

Il copywriter è malato di inguaribile curiosità. Vuol sapere che cosa c’è di nuovo nella testa della gente. 

Il copywriter difende con chiarezza le sue idee, ma sa anche ascoltare. Sa che nel nostro lavoro chi smette di imparare diventa presto inutile.

Il copywriter è un buon compagno di lavoro. Rispetta i suoi colleghi in tutti i reparti dell’agenzia e si fa rispettare da loro.

Il copywriter sorride spesso. Riesce a mantenere il buonumore anche quando un regista sbaglia una ripresa o un cliente rifiuta una proposta. 

Il copywriter non si accontenta mai della mediocrità.

lunedì 10 ottobre 2011

Boris - Il film

"La cosa che dobbiamo fare è semplicissima: tutti i personaggi che prima vedevamo con occhio critico per via delle loro malefatte diventano positivi. Ladri, tangentisti, corrotti, sono positivi. Renè voleva fare un film che scandalizzasse, che indignasse. I protagonisti di Natale con la casta saranno simpaticissimi bastardi italiani abbronzati e corrotti a cui piace mettere le mani sulle tette. Popi-popi."
Glauco

Il regista René Ferretti decide di mollare il set della sua ultima, brutta fiction (Il giovane Ratzinger, ndr), riuscendo per la prima volta a sottrarsi ai ricatti e ai compromessi del mondo televisivo, per dare finalmente voce alla propria coscienza creativa. Nel compiere il grande salto verso il film d'autore, René si cimenta nella messa in scena di un bestseller di grandissima fama e attualità, La casta, complice il redivivo Sergio, maneggione come sempre. Riuscirà il nostro regista preferito a realizzare, dopo anni di frustrazioni, le proprie aspirazioni artistiche? (seguono spoiler)

Boris - Il film giunge a coronamento di tre anni di telefilm e conclude il racconto in modo davvero esemplare, riproponendo gli ingredienti che avevano reso unica la serie e portandoli, per così dire, alle estreme conseguenze. Non a caso, se il film non rinuncia alla comicità e ad una descrizione caricaturale, impietosa e un po' trash del mondo dello spettacolo, la nota predominante è piuttosto amara: con un rigurgito di orgoglio, René rifiuta di girare una scena che ritiene brutta e perde il lavoro di regista televisivo; dopo un periodo di depressione, tenta di rifarsi realizzando un vero film d'autore per il cinema; nonostante abbia tra le mani un'ottima sceneggiatura, deve scontrarsi prima con la difficoltà di reperire finanziamenti e, successivamente, con la presunzione, il lassismo e il disprezzo del mondo che gravita intorno al cosidetto "cinema di impegno"; deluso e frustrato, decide di richiamare la sua "vecchia" troupe, ma il destino si accanisce nuovamente contro di lui, obbligandolo a cambiare il progetto in corsa e a stravolgere definitivamente i suoi piani (insomma, dopo tanti sforzi e progetti, finirà per realizzare un cinepanettone...).

Il messaggio che il film sembra veicolare è che da un certo mondo non si possa proprio uscire e che volare alto sia impossibile. D'altra parte, all'inizio della pellicola lo stesso René, depresso e abbattuto dopo il licenziamento, aveva preferito la visione di un cinepanettone a quella di un film di Ozon: l'esito abbastanza catastrofico del suo tentativo autorale è una specie di contrappasso, che lo spinge a tornare proprio a quella televisione da cui era andato via sbattendo la porta e che tanto disprezza (o che dice di disprezzare).

Insieme a René e a Sergio tornano in scena tutti i personaggi della serie televisiva: lo "schiavo" Alessandro, la factotum Arianna, il capoelettricista Biascica, il direttore della fotografia Duccio, il responsabile della rete (ormai declassato...) Diego, fino agli improbabili attori de Gli occhi del cuore, la "cagna" Corinna, il megalomane Stanis e Cristina, "la figlia di Mazinga". A questi si aggiunge Marilita Loy, definita nel film come "la più grande attrice italiana": un riuscito condensato di tic, insicurezze e paranoie, che sembra proprio fare il verso a Margherita Buy.

Se avete amato la serie televisiva, la visione del film è altamente consigliata. Se invece non la conoscete, direi che la cosa migliore è cominciare proprio da lì, per poi poter davvero apprezzare il film, il suo contesto e le sue citazioni.

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Boris - la serie

venerdì 7 ottobre 2011

Il cloud computing è ecofriendly?

[per pura coincidenza, questo articolo è stato pubblicato proprio nel giorno in cui si è diffusa la notizia della morte di Steve Jobs, uno dei grandi rivoluzionari della nostra epoca, forse uno degli ultimi rivoluzionari. Approfitto quindi di questo post per ricordarlo e unirmi al coro dei ringraziamenti]

La nuova frontiera dell’Information Technology sembra essere il cosiddetto cloud computing: un modo suggestivo per dire che le attività che svolgiamo ogni giorno via computer potrebbero ben presto essere interamente ospitate, gestite e memorizzate all’esterno delle nostre case e dei nostri uffici, nella cosiddetta “nuvola”. Ciò significa che ai programmi e ai file si accederebbe via internet - un po’ come accade già oggi con gli account su Facebook - usufruendo di un hosting service provider esperto e superattrezzato che avrebbe l’obbligo di provvedere alla gestione informatica dell’intero sistema, garantendo nello stesso tempo privacy e sicurezza dei dati... (continua su greenMe.it)

lunedì 3 ottobre 2011

Eco-borse ed eco-accessori per una sostenibilità che fa tendenza


L’ecosostenibilità passa attraverso piccolo gesti quotidiani, a portata di tutti, come ad esempio donare o scambiare abiti e indumenti piuttosto che acquistarne dei nuovi, riutilizzare gli oggetti ogni volta in cui è possibile, preferire articoli in materiali riciclati, aguzzare l’ingegno e mettere in moto la fantasia… A proposito di fantasia, oggi vi presentiamo una serie di borse e di accessori ecofriendly che saranno apprezzati da tutti coloro che puntano ad essere green in modo creativo ed originale. Eco borse ed eco-accessori che rappresentano 7 vie sostenibili per contenere il proprio impatto sull’ambiente ed essere, nello stesso tempo, decisamente ecotrendy... (continua su greenMe.it)

mercoledì 28 settembre 2011

Greenwashing: alcuni esempi

Il green è di tendenza e incentiva le vendite: così, almeno, sembrano pensarla numerose aziende, che si preoccupano di pubblicizzare i propri prodotti come “sostenibili” ed “ecofriendly”attraverso massicce campagne di sensibilizzazione e di marketing(talvolta incorrendo anche in errori grossolani…). Si tratta, troppo spesso, di operazioni di greenwashing, attività di comunicazione non sorrette da sforzi “reali” a difesa dell’ambiente. Ciò significa che sul mercato sono presenti numerosissimi prodotti reclamizzati come green senza che tale reputazione abbia alcuna giustificazione o riscontro oggettivo... (continua su greenMe.it)

martedì 27 settembre 2011

Il mondo salvato dai ragazzini

Dove gli adulti falliscono o dimostrano tutti i loro limiti, spesso sono i bambini a rimettere le cose a posto: a questo tema il sito americano TreeHugger ha recentemente dedicato un articolo, proponendo 6 storie di piccoli grandi ambientalisti che, con semplicità e schiettezza, si sono resi protagonisti di azioni importanti a tutela della natura. Noi ci siamo presi la libertà di aggiungere all’elenco due bambini molto speciali, la canadese Severn Suzuki e il tedesco Felix Finkbeiner... (continua su greenMe.it)

lunedì 26 settembre 2011

Si ricomincia...

Avevo promesso di ritornare in settembre e, dopo una fine d'estate piuttosto impegnativa e convulsa, rieccomi qui.  Se avrete un po' di pazienza, nelle prossime settimane la blogger vi racconterà del viaggio americano, dei film e delle letture di questa indimenticabile estate 2011.

mercoledì 3 agosto 2011

lunedì 1 agosto 2011

Del limone non si butta via niente (neppure la scorza)

Del limone non si butta via niente: sia il succo che la scorza possono essere utilissimi nella nostra vita quotidiana, venendo incontro alle esigenze più disparate, non esclusivamente alimentari. Grazie alle sue proprietà antibatteriche e detergenti, infatti, il limone è un ottimo alleato sia nelle pulizie di casa che nella cura della persona, oltre ad avere un gusto fresco e inconfondibile che lo rende anche un ingrediente ricorrente in ricette sia dolci che salate.

Ecco quindi 22 usi più o meno comuni del limone...(continua su greenMe.it)

venerdì 29 luglio 2011

The kill



Dal secondo album dei 30 Seconds to Mars, A beautiful lie (2005), uno dei maggiori successi della band americana (per quanto il video sia un po' inquietante...).

lunedì 25 luglio 2011

Come limitare l'esposizione alla formaldeide in casa

Rivestimenti, colle, vernici, mobili, cosmetici e molti altri elementi e oggetti di uso quotidiano sono accomunati dal contenere formaldeide, un gas incolore dai numerosi derivati e dalle mille proprietà: un potente battericida e disinfettante ma anche un fissativo di uso comune, nonché un ottimo conservante (viene impiegata a questo scopo in alcuni prodotti cosmetici e per la detergenze ed è anche utilizzata come additivo alimentare con la sigla E240)... (continua su greenMe.it)

venerdì 22 luglio 2011

Iris



Direttamente dagli anni del liceo (era il 1998 e al cinema ci si commuoveva guardando City of Angels, dopo aver pianto a dirotto davanti a Titanic) e dal sesto (e, in assoluto, più famoso) album della rock band americana Goo Goo Dolls, Dizzy up the girl.

giovedì 21 luglio 2011

7 modi per tenere i vostri bambini lontani dai videogiochi

via electronics.howstuffworks.com
Se avete figli o nipoti dai 5/6 anni in su, vi sarà probabilmente capitato, almeno una volta, di vederli impegnati con il loro videogame portatile o concentrati sul computer di casa, impossibilitati a staccarsi dal proprio videogioco e incuranti di qualsiasi stimolo esterno e di qualsiasi altra possibilità di divertimento. Tra bambini e videogiochi, infatti, si instaura molto presto un legame molto stretto che finisce quasi per creare una sorta di dipendenza.

Intendiamoci: il problema non sta nell’uso del videogioco in sé, ma nell’abuso che troppo spesso se ne fa... (continua su greenMe.it)

mercoledì 20 luglio 2011

Case in polistirolo: l'ultima frontiera dell'edilizia sostenibile?

Sulle prime potrebbe sembrarvi uno scherzo o una trovata degna di un cartone animato, eppure è ormai una realtà: il polistirolo, tradizionalmente associato dai più al packaging, è tra i materiali di costruzione che si stanno ritagliando uno spazio importante nei progetti di architettura sostenibile.

Il polistirene espanso, meglio noto come polistirolo, è infatti un materiale riciclabile, dal peso ridotto, piuttosto economico, facilmente trasportabile e assemblabile, con elevate proprietà termoisolanti e molto resistente al fuoco, agli stimoli e alle sollecitazioni ambientali. Tutte caratteristiche che, a detta degli esperti, ne fanno un’alternativa valida ai tradizionali materiali di costruzione, in particolar modo in realtà ad alto rischio sismico... (continua su greenMe.it)

martedì 19 luglio 2011

8 supercibi per l'estate

Il caldo afoso degli ultimi giorni ci fa sentire stanchi e spossati? Una soluzione per tirarci su consiste nel correggere la nostra dieta, preferendo sempre, quando possibile, alimenti freschi, leggeri, ricchi di vitamine, antiossidanti e sali minerali, magari combinandoli in gustose e originali ricette green. In questo modo, sarà più semplice recuperare le energie necessarie per affrontare al meglio le temperature estive.

Ma come orientarci nella scelta degli alimenti più adatti? Cerchiamo di optare per prodotti di stagione e a km zero e... (continua su greenMe.it)

lunedì 18 luglio 2011

Dimmi che unghie hai...

...e ti dirò come stai. Lunghe e curate oppure corte e mangiucchiate o, ancora, di dimensioni irregolari e un po’ abbandonate a se stesse: qualunque sia il loro aspetto, le unghie delle nostre mani raccontano moltissimo di noi, del nostro carattere, delle nostre emozioni, delle nostre ansie. Ma non si limitano a questo: possono persino rivelarci se nel nostro organismo c’è qualcosa che non va come dovrebbe.

Le unghie sono infatti composte di cheratina e, in percentuale minore, di aminoacidi, grassi, zuccheri, minerali e vitamine... (continua su greenMe.it)

venerdì 15 luglio 2011

Ready to start



Direttamente da The Suburbs (2010), il terzo album della indie rock band canadese Arcade Fire (che io - colpevolmente - non conoscevo, fino a quando non mi sono ritrovata - scrivania contro scrivania... - una collega di lavoro che ne è una fan davvero incallita).

giovedì 14 luglio 2011

6 obiezioni all'uso della bici al posto dell'auto

via Ecogiocando.it
Come ogni mattina, vi siete preparati per uscire e andare al lavoro: qual è il vostro mezzo di trasporto? Siete tra coloro che non riescono a rinunciare alla propria auto o tra i volenterosi che saltano in sella alle due ruote e compiono il tragitto quotidiano verso l’ufficio in bicicletta? Oppure fate parte della (nutrita) schiera di persone che “sarei felice di uscire in bici ma…”?

Non è raro, infatti, che alcune obiezioni più o meno fondate e ragionevoli ci spingano ad abbandonare il proposito di spostarci pedalando e di gravare solo sui muscoli delle nostre gambe, facendoci tornare ai “vecchi” mezzi di trasporto...(continua su greenme.it)

mercoledì 13 luglio 2011

L'arte di fare le valigie

via Wikipedia
Questa storia mi ha fatto sorridere, e quindi la condivido con voi.

E' il 1837 e il figlio sedicenne di un modesto mugnaio giunge per la prima volta a Parigi, trovando lavoro come apprendista imballatore: il suo lavoro consiste nel riporre abiti e accessori nei bauli da viaggio di clienti piuttosto abbienti, avendo cura che non si sciupino durante il trasporto. Il ragazzo, partito a piedi due anni prima dal proprio villaggio di origine, al confine con la Svizzera, sogna di fare fortuna nella capitale ed è capace e attento nello svolgere le proprie mansioni. La sua abilità lo rende sempre più noto e richiesto, tanto che, alcuni anni più tardi, diventerà il responsabile ufficiale nella preparazione dei bagagli dell'imperatrice Eugenia, la bella moglie spagnola di Napoleone III.

Ma la vera è propria svolta nella vita di Louis (questo è il suo nome) giunge nel 1854, l'anno in cui si sposa e apre un'attività propria. Divenuto adulto, l'ex apprendista ha infatti compreso che il mondo sta cambiando molto velocemente: la macchina a vapore sta rivoluzionando i trasporti e i nuovi viaggiatori hanno bisogno di bagagli pratici e facilmente trasportabili. Per questo, ha ideato una valigia a scomparti priva di bombature, facilmente impilabile e quindi più maneggevole: ne farà l'articolo di punta del suo negozio, nei pressi di Place Vendome. All'ingresso dell'atelier l'etichetta recita, semplicemente: "Louis Vuitton, Valigiaio".

Passano pochi anni e l'attività è sempre più florida: il piccolo negozio non è più sufficiente per contenere la mole di lavoro e i dipendenti sono diventti una ventina. Così Louis acquista dei terreni ad Asnières-sur-Seine, poco a nord di Parigi, e lì costruisce un nuovo atelier e una casa per la propria famiglia. Dal 1870 il figlio Georges, intelligente e ambizioso, lo affiancherà nella gestione e nell'espansione dell'attività, fino a prenderne le redini nel 1892, quando il padre verrà a mancare.

Sarà proprio Georges nel 1896 a decidere di contrassegnare la tela delle valigie con una sigla, LV, per distinguere i propri prodotti dalle numerose imitazioni e contraffazioni (che rappresentavano un problema già allora: verrebbe da dire che la nostra epoca non ha scoperto proprio nulla...).

Louis e Georges Vuitton credevano di produrre valigie e invece stavano creando e dando forma ad uno dei brand più famosi al mondo.

martedì 12 luglio 2011

Sai cosa c'è nel tuo ombelico?

Sapete cosa si annida dentro il vostro ombelico? Stando agli scienziati del progetto Belly Button Biodiversity, la risposta è: centinaia e centinaia di batteri. 1.400 ceppi, per la precisione, 662 dei quali mai rinvenuti prima. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di comprendere meglio di cosa stiamo parlando.

Solitamente, siamo abituati ad associare la parola biodiversità a luoghi lontani ed esotici, a foreste tropicali o atolli paradisiaci. Eppure, uno dei contesti in cui la biodiversità sembra fiorire più agevolmente è decisamente più vicino a noi, addirittura nel nostro corpo: è il nostro ombelico, tra le cui pieghe possono trovare il luogo ideale per proliferare ceppi batterici diversi... (continua su greenMe.it)

Il falò delle vanità

[...] Sherman volava sulle ali dell'adrenalina. Faceva parte del potere devastante della Pierce & Pierce. I Padroni dell'Universo. [...] Quale sensazione sfrenata scorreva per gli arti, i canali linfatici e i lombi di Sherman. La Pierce & Pierce era il potere, e lui era legato a doppio filo al potere, e il potere ronzava e tumultuava nei suoi visceri.


New York, anni Ottanta. Sherman McCoy è un uomo di successo, ha 38 anni e fa parte della schiera dei cosiddetti "Padroni di Wall Street". Giovane e affascinante, ha le carte in regola per essere etichettato come un privilegiato che ha avuto tutto dalla vita: un padre potente principe del foro, un'educazione aristocratica, uno stipendio di un milione di dollari, un appartamento signorile nell'esclusiva Park Avenue, una famiglia apparentemente perfetta, un'amante giovane, bella e seducente... Una sera però, mentre è alla guida della sua Mercedes e in compagnia di Maria, la sua amante, finisce per errore nel Bronx e viene coinvolto in un incidente che avrà conseguenze devastanti per la sua vita, scatenandogli contro un'intera città, desiderosa di colpire tutto quello che lui rappresenta (non vi dico di più sulla trama perché il romanzo è più godibile se lo si scopre pagina per pagina). 

Il falò delle vanità di Tom Wolfe, affermato giornalista prima ancora che scrittore, è stato a suo tempo (nel 1987) un grandissimo successo editoriale. Il romanzo, un po' troppo corposo, a dire il vero, per quanto scorrevole, ha il merito di gettare uno sguardo impietoso sulla variegata società newyorkese degli anni Ottanta, tra conflitti economici, politici e razziali, e di dare vita a personaggi a tutto tondo, di cui sono mostrati senza indulgenza difetti e motivazioni. Non ci sono buoni o cattivi, ma tutti agiscono in un determinato modo (e, il più delle volte, mentono) per difendersi o avvantaggiars. Date queste premesse, il lettore non è chiamato ad immedesimarsi o a provare simpatia per qualcuno, al contrario: la tentazione è di condannarli tutti. Anche se bisogna ammettere che, alla fine, proprio Sherman, il capro espiatorio ideale, sulla cui testa si gioca un processo che è soprattutto politico e simbolico, finisce per suscitare un misto di simpatia e compassione , nonostante gli innumerevoli errori commessi e nonostante l'iniziale presunzione di onnipotenza da "Padrone dell'Universo".

Intorno a lui, il privilegiato di Park Avenue, si muove una vera e propria folla di personaggi più o meno censurabili, egoisti, arrivisti e vanesi: dal giovane sostituto procuratore del Bronx Larry Kramer, frustrato nelle proprie ambizioni e desideroso di  rivalsa, al giornalista inglese in declino Peter Fallow, semi-alcolizzato e inaffidabile; dall'ambigua, temeraria e suadente Maria, giovane moglie-trofeo di un ricchissimo uomo anziano, all'avvocato senza scrupoli Albert Vogel, esclusivamente interessato al proprio vantaggio economico; dall'ambizioso, meschino ma carismatico reverendo Bacon, leader religioso e sociale nella crociata contro i bianchi di Manhattan, al suo acerrimo nemico, il procuratore distrettuale del Bronx Abe Weiss, in cerca di una difficile rielezione e quindi desideroso di garantirsi l'appoggio della comunità nera.

Tra pregiudizi, snobismo e opportunismo, il romanzo si rivela assolutamente corale: e proprio in questo risiedono sia il suo maggior pregio che, paradossalmente, il suo maggior difetto. Se infatti la messa in scena di una New York multiforme, elegante e nello stesso tempo minacciosa, squallida ma nello stesso tempo opulenta, affascina sin dalla prima pagina per il suo vivido e disincantato realismo (tenete conto che la mia lettura del libro è coincisa con la vicenda Strauss-Kahn, che per molti versi sembra un riedizione attualizzata e su ben più ampia scala della stessa storia), dall'altra la nuvola di personaggi e vicende più o meno collaterali si fa via via troppo densa, finendo per disperdere l'attenzione del lettore.

lunedì 11 luglio 2011

Mac vs PC

A ben vedere, è come scegliere tra il caffè e il the, tra la Roma e la Lazio o, ancora, tra Nadal e Federer: tra il Mac e il PC si alimenta da decenni una di quelle grandi rivalità di fronte alle quali, anche volendo, è impossibile restare equanimi e neutrali. Tanto che tutti noi utilizzatori abituali di computer ci collochiamo, inevitabilmente, da una parte o dall’altra, magari per convinzione, per abitudine o per pigrizia. Ma quale scelta è più sostenibile? Ci avete mai pensato? (continua su greenMe.it)

venerdì 8 luglio 2011

Good Morning, Herr Horst



E per concludere in bellezza questa afosissima prima settimana di luglio, ecco uno dei singoli estratti da Ode to Ochrasi, il terzo album dei Mando Diao, una rock band svedese poco conosciuta in Italia ma niente male.

giovedì 7 luglio 2011

Hollywood lava più bianco

Tocca alla pubblicità prendere il posto degli ormai fiacchi mercanti d'illusioni di Hollywood. Le nostre marche devono essere le nuove dive. Così l'atto del consumo diventerà un atto culturale. La pubblicità guadagnerà quel diritto di cittadinanza che i pubblifobi le rifiutano. Sarà lei il nostro cannone per sognare, la nostra macchina per evadere, il nostro Hollywood quotidiano. Lasciamo senza rimpianto né vergogna lo Stige mortale della réclame, per approdare sulle vive spiagge della comunicazione.

Un viaggio nel mondo della pubblicità, per osservare come nascono e si sviluppano sia una campagna di successo che un flop e per comprendere e approfondire i limiti, i paradossi, le imprese e le scoperte del mestiere più affascinante e imprevedibile del mondo.

Hollywood lava più bianco del pubblicitario francese Jacques Séguéla è stato pubblicato nel 1982, all'indomani dell'appassionante campagna presidenziale che portò il socialista François Mitterrand all'Eliseo. Grazie alla lucidità e alla lungimiranza delle sue analisi, questo libro di rapida e divertente lettura è ormai diventato un vero e proprio classico della comunicazione. Con ironia e con un tono leggero ma mai banale, Séguéla ci guida alla scoperta del metodo di costruzione di una campagna messo a punto dalla sua agenzia, mostrandocene applicazioni, passi vincenti e passi falsi attraverso una nutrita schiera di esempi e di ficcanti paragoni con il mondo di Hollywood e con il cosiddetto star system.

Il punto di partenza è proprio la campagna politica di Mitterrand del 1981, con quello slogan efficace, combattivo e rassicurante al tempo stesso, La force tranquille (una promessa di cambiamento senza strappi o traumi), recentemente riformulato in La forza gentile nella campagna di Giuliano Pisapia per le comunali di Milano.


Il metodo esposto da Séguéla consiste nel trattare una marca (un brand, diciamo noi oggi, plagiati da innumerevoli manuali di marketing) come una persona e di farne una star, sottoponendola a quel processo di valorizzazione e costruzione a cui a suo tempo la MGM o la Warner o la 20th Century sottoponevano i giovani potenzialmente interessanti individuati dai loro talent scout - i Clark Gable e le Marilyn Monroe. L'obiettivo era far nascere la stella, il mito durevole: un simbolo condiviso in grado di entrare nell'immaginario collettivo e di restarvi. La migliore campagna, scrive a questo proposito Séguéla, non è la campagna migliore, ma la campagna che dura di più.

Guidandoci in quel mix di caso, esperienza, audacia e creatività che determina il successo o il flop di una campagna, Séguéla analizza quelli che considera i tre "ingredienti" di una star (e, di conseguenza, di una marca) - il fisico, il carattere e lo stile. Se il primo è sempre un vincolo, nel senso che non dipende dal pubblicitario o dalla casa di produzione cinematografica, sui secondi si è chiamati a lavorare intensamente, per conferire al marchio una personalità inconfondibile e, di conseguenza, lasciare un segno vivido e memorabile nel pubblico. Una volta compiuto questo lavoro certosino di analisi e di costruzione bisogna ricordarsi di non tradire mai il personaggio che si è creato, facendo in modo che ogni sua rappresentazione futura sia coerente con i suoi valori e con le sue caratteristiche e facendolo evolvere, con il passare del tempo, nella continuità, senza strappi.

Séguéla è un teorico della pubblicità (sia essa comunicazione politica o di un prodotto) come spettacolo, laddove però il termine "spettacolo" assume un significato infinitamente superiore a quello che siamo abituati ad attribuirgli oggi: la sua pubblicità è infatti arte, cultura, talento, veicolo ed espressione di un sentire comune, un po' come lo erano i divi dell'età dell'oro di Hollywood, assolutamente non paragonabili alle starlette televisive di oggi. Non a caso, le starlette passano: solo le star restano.

martedì 5 luglio 2011

La notte della rete


Domani, 6 luglio, l'AgCom voterà una delibera che le consentirà di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.

Cosa puoi fare:

- se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
- vai alla pagina di Agorà Digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
- firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
- partecipa e invita tutti i tuoi amici a La notte della rete: 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.

(via Metilparaben)

Suggerimenti per la pulizia naturale degli elettrodomestici della cucina

Lo abbiamo scritto e ripetuto più volte: per combattere lo sporco con efficacia e pulire in modo soddisfacente casa, oggetti e suppellettili non c’è bisogno di utilizzare chissà quali ritrovati chimici o detergenti specifici. Al contrario: nella maggior parte dei casi bastano davvero pochissimi ingredienti, facilmente reperibili nella vostra dispensa, come acqua, aceto, bicarbonato di sodio, limonee sale, accompagnati da un telo di cotone, da una spugna o da un panno in microfibra... (continua su greenMe.it)

lunedì 4 luglio 2011

Rimedi naturali e fai-da-te per le punture di zanzare

Come ogni anno, con l’arrivo della bella stagione si ripresentano puntualmente, con il loro fastidioso ronzio e le loro punture sempre inopportune, le zanzare: insetti che si annidano e proliferano nelle acque stagnanti e che solitamente ci colpiscono a tradimento, lasciandoci addosso, come ricordo, rossori, gonfiori e pruriti.

Se, nonostante tutto il vostro impegno e l’impiego massiccio di metodi naturali ed ecologici per tenere ben lontani questi indesiderati ospiti estivi, non siete riusciti ad evitare di essere punti, cerchiamo di venire in vostro aiuto segnalandovi i rimedi fai-da-te più diffusi per limitare, per quanto possibile, antiestetici gonfiori e fastidiosissimi pruriti... (continua su greenMe.it)

venerdì 1 luglio 2011

Low Energy Nuclear Revolution



Il documentario che racconta in 40 minuti la storia dell'E-Cat, il reattore ideato da un team di scienziati e ricercatori italiani che produrrebbe energia da fusione fredda a partire da idrogeno e nichel. Scoperta rivoluzionaria o bluff ben congegnato? E' ancora presto per dirlo...

giovedì 30 giugno 2011

Marie Antoinette

"Versailles non è come Vienna. Tutti gli occhi saranno puntati su di te."

1770. L'arciduchessa quindicenne Maria Antonia d'Asburgo-Lorena, esuberante, graziosa e indisciplinata figlia dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, sposa il timido, imbranato e un po' sovrappeso Luigi Augusto, Delfino di Francia. Per vent'anni, fino allo scoppio della Rivoluzione, la fastosa e dorata Versailles, con la sua rigida etichetta e i suoi tanti (e costosi) svaghi, sarà il suo unico mondo e il suo unico orizzonte.

Marie Antoinette di Sofia Coppola racconta la storia della Regina, dal matrimonio politico fino all'abbandono forzato della reggia di Versailles nell'ottobre del 1789, con qualche inesattezza storica e prendendosi varie libertà. Più che una ricostruzione storica, però, la pellicola è il ritratto di un'adolescente inquieta, inconsapevole e un po' spaesata (una Kirsten Dunst molto calata nella parte), che si ritrova a vivere in un contesto complesso e talvolta ostile, con un marito bonario ma inetto, imprigionata dai rituali e dalle estenuanti formalità di un'etichetta particolarmente rigida. A soli 19 anni, con la morte per vaiolo di Luigi XV, Marie Antoinette si ritroverà regina di un paese di cui non sa (né, negli anni seguenti, saprà) nulla ma che farà proprio di lei - la frivola e spendacciona sovrana straniera - l'emblema di tutte le mancanze, di tutte le superficialità e di tutti i torti della monarchia assoluta.

Il film è molto godibile e la regia della Coppola è colorata, ricca e sfarzosa al punto giusto, con l'aggiunta di una colonna sonora rock ritmata e coinvolgente, inaspettata per un film in costume. Peccato però che la pellicola non si concentri interamente sui primi anni della vita di corte di Maria Antonietta ma voglia seguire tutta la sua parabola, fermandosi solo a un passo dalla caduta e dalla condanna a morte. Se infatti la vicenda iniziale dell'adolescente oppressa dalle istanze della madre imperatrice e dalle aspettative di un'intera corte suscita interesse ed empatia, il suo dilatarsi per tutta la durata del film - facendo di Marie Antoinette una sorta di adolescente perenne, inquieta, inconsapevole e un po' spaesata anche quando ha ormai superato i trent'anni - è stancante e ripetitivo e denota una certa mancanza di idee.

Detto questo, le parrucche e i costumi sfoggiati dalle dame (non so se o quanto storicamente plausibili, ma poco importa) sono davvero splendidi.

martedì 28 giugno 2011

7 buone abitudini per limitare gli eventuali rischi legati all’uso dei cellulari

Lo scorso 31 maggio l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha lanciato un allarme riguardo all'uso dei cellulari e, più in generale, dei dispositivi wireless, su cui si allunga il sospetto di favorire l’insorgere di tumori al cervello. Il comunicato diffuso dall’OMS ha determinato numerosissime reazioni, alcune delle quali anche polemiche, rinvigorendo una diatriba che dura ormai da vent’anni: i telefonini, utilizzati più o meno abitualmente da quasi 5 miliardi di esseri umani, sono dannosi per la nostra salute? (continua su greenMe.it)

lunedì 27 giugno 2011

6 idee per pulire qualsiasi cosa con il sapone di Marsiglia

Una delle nostre priorità, se vogliamo vivere in modo sostenibile, dovrebbe essere la riduzione e razionalizzazione dei consumi. Un processo di rinuncia al superfluo da attuarsi, ad esempio, imparando a non prestare fede a tutti gli input pubblicitari che riceviamo su base quotidiana e a non lasciarci ingenuamente sedurre da réclame idilliache, che ci propongono l’acquisto degli articoli più svariati, prospettando soluzioni miracolose ai nostri piccoli problemi di ogni giorno... (continua su greenMe.it)

martedì 14 giugno 2011

L'avvocata delle vertigini

Troppi libri, in quei cimiteri dei libri che sono le biblioteche.

Un agiografo solitario, Vincenzo Dominici, cerca di ricostruire la leggendaria biografia della beata Isabetta. Di lei si narra che, dopo una giovinezza dissipata, tentò di gettarsi dal campanile della cattedrale cittadina e fu salvata dalle vertigini, votandosi poi totalmente a Dio e al prossimo. Nel corso delle sue meticolose ricerche, motivate dal desiderio di sapere qualcosa di più della vita che Isabetta conduceva prima del tentativo di suicidio, Dominici si imbatte in un testo cinquecentesco criptato, che - scoprirà poi - nasconde una misteriosa profezia apocalittica in latino. Dapprima deluso dalla magra scoperta (di testi apocalittici criptati sono piene le biblioteche...), l'agiografo vede avverarsi uno alla volta tutti i segni narrati nella profezia, fino al verificarsi di un misterioso omicidio. 

L'avvocata delle vertigini di Piero Meldini è un romanzo davvero insolito: ben scritto, scorrevole, tinteggiato qua e là da tocchi colti ed eruditi e sufficientemente breve da leggersi tutto d'un fiato, come un mini-thriller. L'intrecciarsi di eventi quotidiani e ordinari (la vita monotona e ripetitiva di un uomo solo, che da tanti anni sopravvive nel ricordo del proprio unico grande amore) con accadimenti profetici e apocalittici conferisce al giallo (che in sé non è particolarmente sviluppato o avvincente, né può considerarsi davvero centrale nel racconto) una coloritura originale, rievocando atmosfere antiche, visionarie e millenariste.

La sintesi degli ingredienti è imperfetta, nel senso che la narrazione rimane un po' sospesa tra i due piani, reale e profetico, che sembrano procedere in parallelo senza mai fondersi (eccetto, forse, che nelle pagine finali, nell'afflato misticheggiante dell'ultimo viaggio di uno dei personaggi principali). A mio parere, il merito maggiore dell'autore è quello di essere riuscito a descrivere, attraverso pennellate rapide ma ricche di significato, un'umanità molto varia. Ad esempio, è particolarmente interessante il rapporto dei diversi personaggi con la fede, con il divino e, di conseguenza, con il progressivo manifestarsi dei segni profetici. Le reazioni spaziano dall'ateismo un po' rassegnato dell'agiografo, che si sente ineluttabilmente votato a determinare la fine del mondo, al relativismo razionale, umanissimo e un po' diffidente del giudice Bosio, alla fede dotta dell'amico religioso Berlinghieri e a quella interlocutoria, talvolta persino dubbiosa ma sempre lucida, del vescovo.

lunedì 13 giugno 2011

Piccoli peccati green

Nonostante l’impegno profuso e la dedizione alla causa green, nessuno di noi – dobbiamo ammetterlo… – è un “santo” o un “angioletto” di ecosostenibilità. Per pigrizia, per mancanza di tempo, per sbadataggine o semplicemente per superficialità, ci capita molto spesso di incorrere in qualche piccolo “peccato”, che finisce per contraddire, nella pratica, le nostre convinzioni più profonde. A questo proposito, abbiamo stilato una mini-lista deglierrori e dei “contrattempi ecologici” in cui cadiamo più facilmente... (continua su greenMe.it)

venerdì 10 giugno 2011

Effetto domino



A volte basta poco per realizzare qualcosa di creativo: ad esempio, ecco come lo spot di una birra può trasformarsi in un video virale pro Referendum.

Già, perché domenica 12 e lunedì 13 giugno siamo chiamati a dire la nostra su acqua, nucleare e legittimo impedimento. A questo proposito, se avete 4 minuti di tempo libero, date un'occhiata allo spot referendario di Corrado Guzzanti: ne vale davvero la pena.

giovedì 9 giugno 2011

20 prodotti di cui si può fare a meno

Per sostenere i nostri consumi e i nostri standard di vita quotidiani un solo pianeta Terra, seppure con tutte le sue risorse, non è sufficiente. Anche perché ogni giorno non solo consumiamo energia in proporzioni esorbitanti, ma produciamo tonnellate e tonnellate di rifiuti: una quantità difficile da gestire e da smaltire, oltre che estremamente dispendiosa sia per le nostre tasche, sia per l’ambiente. A fronte di questi dati di fatto, le nostre parole d’ordine dovrebbero essere Risparmiare e Ridurre: perché la Terra è davvero l’unico pianeta che abbiamo a disposizione... (continua su greenMe.it)

mercoledì 8 giugno 2011

6 rimedi fai da te per liberarsi rapidamente dei brufoli

Vi guardate allo specchio appena sveglie e ancora un po’ assonnate e notate con enorme disappunto un piccolo rigonfiamento rossastro che fa capolino beffardo sul vostro mento o sulla vostra fronte: è un odioso brufoletto, spuntato lì proprio per mettervi di cattivo umore e farvi iniziare male la giornata, tingendola di grigio. Di certo non è il modo migliore per prepararvi agli impegni scolastici o lavorativi a cui andrete incontro nelle ore successive… (continua su greenMe.it)

martedì 7 giugno 2011

(500) giorni insieme

Questa è la storia di un lui e di una lei. Ma vale la pena chiarirlo subito: non è una storia d'amore.

Tom è un giovane architetto che vive scrivendo biglietti di auguri per una grande azienda, mentre Sole (Summer, nella versione originale, da cui il titolo, molto più ficcante, 500 Days of Summer) è la nuova segretaria del suo capo. In 500 giorni si conosceranno, si divertiranno, si innamoreranno, discuteranno, litigheranno, si lasceranno, si perderanno, si ritroveranno e, alla fine, prenderanno la loro strada. O meglio, ciascuno dei due prenderà la propria.

(500) giorni insieme di Marc Webb, regista di videoclip alla prima prova cinematografica, è una pellicola deliziosa sull'amore: il sentimento in cui l'anticonformista Sole (Zooey Deschanel) non crede e in cui invece confida ciecamente il romantico Tom (Joseph Gordon-Levitt), che finisce per idenficarlo proprio in lei (con tutte le inevitabili/prevedibili conseguenze del caso...). Attraverso gli occhi speranzosi/sognanti/innamorati/disperati/disillusi di Tom, la regia scandaglia con freschezza e con la giusta irriverenza luoghi comuni, contrattempi, paradossi e sfaccettature di un sentimento cinematograficamente (ma non solo...) molto abusato. Il risultato è una commedia atipica, divertente, sbarazzina, forse un po' furbetta, che ha il gran pregio di non prendersi molto sul serio.

Il racconto segue un ordine narrativo non lineare, mostrando, di volta in volta, diversi momenti della relazione tra Tom e Sole, come se fossero piccoli quadri in cui lo spettatore ha la possibilità di affacciarsi, per toccare con mano lo stato del loro rapporto. L'originalità della regia e della fotografia, la ricca colonna sonora e una sceneggiatura spiritosa, che fa simpaticamente il verso alla commedia romantica più tradizionale, rendono la pellicola piacevole e accattivante.

lunedì 6 giugno 2011

Pulizia sostenibile del barbecue

Le giornate si stanno facendo più lunghe, assolate e calde: l’estate si avvicina a grandi passi e in voi sta crescendo la voglia di gustose grigliate all’aria aperta. Oltre a suggerirvi delle appetitose ricette green e a ricordarvi alcune semplici regole di base perché il vostro pic-nic o barbecue estivo non arrechi danni all’ambiente circostante e sia piacevolmente ecologico, ne approfittiamo anche per darvi qualche piccolo consiglio per provvedere alla pulizia e alla manutenzione della vostra griglia in modo efficace ma, nello stesso tempo, rigorosamente ecosostenibile... (continua su greenMe.it)

giovedì 2 giugno 2011

martedì 31 maggio 2011

7 buone pratiche green di cui non ci si dovrebbe vergognare

Vi è mai capitato di avere difficoltà nel tradurre in pratica i vostri buoni propositi e principi green, anche quelli che vi stanno più a cuore, perché ostacolati dalla domanda “chissà cosa penseranno gli altri” oppure “chissà che idea si faranno di me”? Per farla breve: vi è mai capitato di vergognarvi un po’ delle vostre scelte e dei vostri comportamenti ecosostenibili? È molto probabile che la vostra risposta sia un timido “sì”: d’altra parte, in un mondo ossessionato dall’immagine e da fenomeni di inclusione-esclusione sociale fondati sulla standardizzazione dei comportamenti, essere o provare ad essere ecologici significa spesso andare controcorrente e comportarsi in un modo che a qualcuno può persino sembrare un tantino “stravagante”... (continua su greenMe.it)

lunedì 30 maggio 2011

Con le peggiori intenzioni

Questa è la storia della festa di Gaia, passata agli annali - con il mio determinante contributo - come la più disastrosa e indimenticabile.

La saga dei Sonnino, ricca famiglia di ebrei romani, dall'inarrestabile ascesa del dissoluto e opportunista nonno Bepy fino al prosaico presente del nipote Daniel, passando per un declino dalle molteplici sfaccettature, sia economiche che sociali.

Con le peggiori intenzioni di Alessandro Piperno racconta, attraverso la voce del trentenne Daniel, settant'anni di storia della famiglia Sonnino: le disinibite avventure del nonno Bepy, le stravaganze dell'estroverso padre Luca, albino affetto da gigantismo che sposa una non-ebrea, le fissazioni dello zio integralista Teo. Una storia che ha concorso a determinare il presente abulico del protagonista e narratore, sulle cui scelte di vita ha pesato un'adolescenza infelice, segnata dall'essere un ebreo-non ebreo e dal rapporto di odio-amore, rifiuto-attrazione con la ricca Gaia Cittadini e con la Roma bene degli anni Ottanta.

Il nucleo principale del romanzo è "la storia della festa di Gaia", l'evento che ha segnato per sempre il destino di Daniel, ponendolo ai margini della società che conta. Solo che la cronaca di quello che viene presentato come l'episodio più terribile e più significativo dell'esistenza del protagonista e narratore parte da molto, troppo, lontano. Il lettore si perde in pagine di descrizioni e aneddoti familiari abbastanza fini a se stessi e quando l'evento si compie si ritrova a pensare "Tutto qui?!?".

Scritto bene, anche se con uno stile erudito e un gusto per le subordinate e per gli avverbi che io, personalmente, non condivido, Con le peggiori intenzioni sembra un romanzo incompiuto: la saga familiare è solo abbozzata, il racconto adolescenziale è appena schizzato, la trama è ridotta a pochi episodi vagamente significativi. Come lettrice, insomma, mi aspettavo qualcosina di più.

venerdì 27 maggio 2011

Like a Rolling Stone



Martedì 24 maggio è stato il 70esimo compleanno di Bob Dylan. Per celebrare la ricorrenza, ecco una delle sue canzoni più famose, dall'album Highway 61 Revisited (1965).

giovedì 26 maggio 2011

Aria condizionata: 7 errori da evitare

Ogni anno l’arrivo dell’estate comporta giorni di gran caldo e di afa e spinge molti all’acquisto o all’accensione dei condizionatori, ormai disponibili sul mercato a prezzi piuttosto accessibili e presenti in tutti i negozi, nei luoghi di lavoro e in numerosissime case. Se l’aria condizionata può essere utile per fronteggiare le alte temperature, bisogna ricordare che si tratta una soluzione molto poco sostenibile sia dal punto di vista energetico che di inquinamento ambientale.

Tuttavia, se proprio non riuscite a farne a meno, ecco 7 errori da evitare, per utilizzarla in modo il più possibile saggio, cercando di risparmiare sui consumi (per quello che è possibile…) ed evitando sprechi dannosi sia per il mondo che vi circonda che per il vostro portafoglio... (continua su greenMe.it)

mercoledì 25 maggio 2011

Corsi per imparare a progettare e costruire case di paglia

Ricordate le case in legno e paglia del progetto EVA (Eco Villaggio Autoricostruito), l’iniziativa di cui abbiamo parlato qualche tempo fa e che mira alla rinascita “dal basso” del villaggio abruzzese di Pescomaggiore, distrutto dal sisma del 6 aprile 2009? L’idea - ecologica, innovativa e dai costi decisamente contenuti - era nata dalla collaborazione tra i paesani e un gruppo di giovani architetti ed esperti di bioedilizia, BAG officina mobile, che aveva voluto raccogliere la sfida di riportare alla vita un piccolo borgo duramente provato, restituendolo ad una comunità a rischio dispersione... (continua su greenMe.it)

martedì 24 maggio 2011

Il riciclo fai-da-te della carta

Volete cimentarvi in un’opera di riciclo fai-da-te della carta e produrre bigliettini, fogli da lettera, inviti e quant’altro dando libero sfogo alla vostra creatività? Ebbene, il sito americano The Dayly Green vi spiega come fare, accompagnando le istruzioni con un utilissimo tutorial video.

Bastano alcuni ingredienti fondamentali, un po’ del vostro tempo, intraprendenza e buona volontà e il gioco è fatto! (continua su greenMe.it)

venerdì 20 maggio 2011

8 pericoli che si annidano nelle nostre case

Viviamo nella consapevolezza che le nostre città siano caotiche e inquinate, a causa del traffico, dei rumori, dell’assenza dei necessari spazi verdi. Ma nelle nostre case ci sentiamo protetti: anzi, il più delle volte siamo convinti di vivere in un ambiente salubre ed ideale. È davvero così? Anche qui, infatti, all’interno dell’oasi di igiene e sicurezza racchiusa dalle pareti domestiche, possono annidarsi delle potenziali minacce per la nostra salute... (continua su greenMe.it)

martedì 17 maggio 2011

Come liberarsi di macchie di colla e residui di gomma da masticare

Avete calpestato della gomma da masticare e ora faticate per rimuoverla dalla suola delle scarpe e dal tappeto del salotto? I collage e i giochi creativi dei vostri bambini hanno lasciato tracce di colla stick o di colla vinilica sui loro grembiulini e sui loro vestitini? Non sapete come liberarvi delle chiazze di adesivo rimaste sui vetri delle finestre e sulle porte di casa dopo che avete rimosso le decorazioni pasquali o natalizie? Non vi resta che munirvi di un po’ di pazienza e provare ad escogitare una soluzione per liberarvi di questi fastidiosi e appiccicosi residui nel modo più indolore possibile... (continua su greenMe.it)

lunedì 16 maggio 2011

Boris - la serie

"(...) la scena è molto semplice: basito lui, basita lei, macchina da presa fissa, luce un po' smarmellata e daje tutti che abbiamo fatto!"

"Mamma mia la monnezza che ho fatto. Boris, io andrò all'inferno, lo sai? E Tu sarai al mio fianco... quanto dolore inferto."

"
Alessandro ottiene uno stage non retribuito sul set di una soap opera televisiva, Occhi del cuore 2, diventando lo "schiavo" tuttofare della troupe e affiancando Arianna, l'aiuto-regista, l'unica persona che sembra mettere impegno e professionalità nel proprio lavoro. Tutti gli altri - a cominciare dal  talentuoso regista, René, fino al direttore della fotografia cocainomane, Duccio, - hanno come unico obiettivo quello di conservare la propria posizione e di portare a casa lo stipendio, assecondando le continue intromissioni della casa di produzione e ben consapevoli di svolgere un lavoro di bassissima qualità. Al cinico realismo e alla rassegnazione dei tecnici e degli addetti ai lavori si affianca la smisurata vanità degli attori, personaggi del tutto privi di talento, spesso imposti dalla politica o dal desiderio di compiacere qualche potente, ma presuntuosi e pieni di pretese, a cominciare dal'egocentrico protagonista maschile, Stanis La Rochelle.

Questa è, a grandi linee, la trama di Boris (dal nome del pesciolino rosso portafortuna di René), una sit-com esilarante, politicamente scorretta, caricaturale ed esplosiva. Un mix perfetto di comicità, realismo, cattiveria e autoironia, che per 3 stagioni ha parodiato il mondo televisivo italiano, raccontando storie di raccomandazioni (Ricorda - dice René ad Alessandro nel corso della terza stagione - in Italia vale la regola delle tre G: la Giusta telefonata, al Giusto momento, alla Giusta persona.), sceneggiature ridicole, professionisti cialtroni, trame grottesche, capricci e paranoie di starlette, stagisti sfruttati e angariati, superficialità e compromessi. Un piccolo capolavoro televisivo, insomma, libero dalle patinature, dal buonismo e dalla prevedibilità tipici della cosiddetta "fiction", e con un retrogusto indiscutibilmente amaro.

Nel mondo impietosamente descritto da Boris non c'è merito, non ci sono ideali, non c'è giustizia e non ci sono "buoni" o "cattivi": al contrario, tutti i personaggi sono parte più o meno consapevole di un meccanismo perverso che tende ad autoalimentarsi e riprodursi. Da questo punto di vista, ad esempio, è molto significativa la vicenda della truccatrice licenziata nel corso della prima stagione in quanto "priva di protezione politica": la poverina prima inveisce contro la pratica delle raccomandazioni ma poi accetta con entusiasmo un altro lavoro, come responsabile delle risorse umane nella pubblica amministrazione, rimediato proprio attraverso una raccomandazione. Della serie: la raccomandazione viene schifata e condannata solo da chi non ce l'ha. Come direbbe l'impareggiabile Stanis La Rochelle, personaggio in piena deriva psicotica e protagonista di siparietti buffissimi, tutto questo è molto italiano.