lunedì 31 gennaio 2011

5 sostanze chimiche da tenere lontane dal bagno di casa

Tra creme, shampoo, bagnoschiuma, cosmetici e prodotti di bellezza vari, il bagno di casa è un vero ricettacolo di sostanze chimiche. Una ricerca commissionata qualche tempo fa dalla Bionsen rivelava ad esempio che le donne utilizzano quotidianamente per la cura del proprio corpo circa 515 agenti chimici. Molti dei quali si rivelano dannosi per la nostra salute o sono oggetto di controversie e dibattiti tra studiosi.

Dopo la lista dei 10 prodotti cancerogeni da eliminare dalle nostre case, ecco 5 componenti sintetiche piuttosto discusse e che sarebbe preferibile tenere fuori dall’armadietto del bagno, magari ricordando sempre, prima dell’acquisto e dell’uso, di leggere la composizione dei prodotti riportata sulle etichette... (continua su greenMe.it)

Il cimitero di Praga

"Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria. L'odio è la vera passione primordiale. [...] Non si ama qualcuno per tutta la vita, da questa speranza impossibile nascono adulterio, matricidio, tradimento dell'amico... Invece si può odiare qualcuno per tutta la vita. Purché sia sempre là, a rinfocolare il nostro odio."

Parigi, 1897. Simone Simonini, un anziano falsario in preda a degli inquietanti vuoti di memoria, cerca di ricostruire il proprio passato e il prioprio presente affidandosi alla forza della scrittura. Le sue memorie - politicamente scorrette, caustiche, misogine, antisemite e grette tanto quanto il loro autore - accompagnano il lettore dalla Torino dei Savoia, tra gesuiti, massoni e carbonari, alla Sicilia di Garibaldi, Bixio e Nievo, fino alla Parigi di Napoleone III, della Comune e della Terza Repubblica, in un crescendo di intrighi e complotti.

Ne Il cimitero di Praga, Umberto Eco, che ci ha ormai abituati all'incontro e alla compenetrazione di storia e finzione, personaggi realmente vissuti e personaggi di fantasia, descrive la genesi di un celebre falso antisemita, I Protocolli dei Savi di Sion, attribuendolo alla disinvoltura nel plagio e all'abilità nella falsificazione di un notaio piemontese dai tanti pregiudizi e dai pochi scrupoli e ricostruendone minuziosamente fonti e contesto. Il risultato è un romanzo piuttosto corposo in cui eventi storici, crimini, polizie segrete, spie, ricette, abati misteriosi e descrizioni particolareggiate della Parigi ottocentesca si intersecano continuamente, creando una fitta rete di intrighi in cui il protagonista si insinua e barcamena come può, facendo ricorso il più delle volte a bugie e doppiezze.
  
Sarà perché Simonini è un personaggio piuttosto spregevole, che non ispira né simpatia né rispetto (le sue malefatte sono senza spessore, ispirate da egoismo, grettezza e da svariati pregiudizi antimassonici e antisemiti), sarà perché il lettore si avvicina sempre ad un libro di Eco pensando di ritrovare lo splendore de Il nome della rosa, devo ammettere che questo romanzo mi ha un po' delusa. Il "giallo" che fa da motore all'intera vicenda - la perdita della memoria da parte del protagonista e l'improvvisa apparizione dell'ambiguo abate Dalla Piccola - è piuttosto blando e non ha la forza di tenere il lettore incollato alle pagine del libro; molti degli innesti storici e letterari, poi, sembrano un po' troppo "di maniera", più idonei ad impreziosire l'opera che a costruire e rendere più solido e affascinante l'intreccio della vicenda.

Insomma, per farla breve: si arriva alla fine del romanzo senza provare alcun particolare trasporto e si chiude il volume senza avvertire quella nostalgia dei personaggi e delle atmosfere che di solito fa capolino (almeno nel mio caso...) quando si conclude una lettura emozionante e coinvolgente.

venerdì 28 gennaio 2011

Tutto l'amore che ho


Quando ero bambina Jovanotti era quel ragazzotto scoordinato col cappellino che cantava "no, Vasco, no, Vasco, io non ci casco". Vent'anni (e svariati dischi) dopo è ancora scoordinato, non indossa più il cappellino ma è diventato una specie di "guru" della canzone italiana (d'altra parte, uno che capace di scrivere che lotta "contro il male e le sue istanze", per dire, e che avrebbe "avvertito un forte senso di irrisolto" è, a suo modo, geniale). Della serie, come si cambia... (noi, lui, le mode, i gusti, tutto)

Riflessioni sul "tempo che fugge" a parte, bisogna ammettere che in carriera il nostro ex paninaro è riuscito a tirare fuori delle cose piuttosto carine, tipo questa canzoncina qui. Direttamente dall'ultimo album, fresco fresco di pubblicazione, Ora.

mercoledì 26 gennaio 2011

La ricetta del deodorante fai-da-te

Per contenere il nostro impatto ambientale e limitare lo spazio che determinate sostanze e determinati ritrovati sintetici hanno nella nostra vita di tutti i giorni, vi presentiamo un’idea green piuttosto interessante, che proviene direttamente dagli Stati Uniti: una ricetta per realizzare da soli il proprio deodorante. Una soluzione pratica e fai-da-te per stare bene con se stessi e profumare di pulito in modo naturale, senza trucchi e senza artifici.

Sono sufficienti alcuni ingredienti, un’oretta del proprio tempo, un fornello, un frigorifero e pochissimi altri strumenti da cucina... (continua su greenMe.it)

lunedì 24 gennaio 2011

I benefici del sale di Epsom

Fare un bel bagno può essere un’esperienza rilassante e appagante ma, come ben sanno i più assidui tra i lettori di greenMe.it, non è il modo più sostenibile ed ecologico di lavarsi: concedersi un piacevole e lungo bagno caldo implica infatti il consumo di almeno 80 litri di acqua, mentre una doccia porta ad utilizzarne, in media, 6 al minuto. Come abbiamo scritto in passato, la possibilità di fare la davvero differenza e di risparmiare sta tutta nel tempo che si trascorre sotto il getto di acqua.

Esistono però dei casi in cui un bagno caldo può favorire la nostra salute, il nostro benessere e il nostro equilibrio psicofisico, aiutandoci a prevenire o a combattere stati d’ansia, mal di testa, problemi muscolari e alterazioni dell’apparato cardio-circolatorio... (continua su greenMe.it)

La versione di Barney

"Vedi, Blair, stavo facendo pulizia nei cassetti, e mi sono venute per le mani certe magnifiche foto di nudo che avevo fatto a Miriam quando stavamo insieme. Mi chiedevo se non sarebbe stato più giusto che le tenessi tu. Così, tanto per sapere com'era da giovane."

Una carriera da produttore televisivo di successo, per quanto non all'altezza delle sue aspirazioni giovanili, una passione per l'hockey, tre matrimoni finiti/falliti, un rapporto difficile con i figli, una relazione stabile con il whisky, la misteriosa scomparsa del migliore amico Boogie, che anni addietro gli è valsa l'accusa di omicidio: nella Montreal contemporanea, Barney Panofsky, che comincia a manifestare i primi sintomi del morbo di Alzheimer, racconta la propria  versione degli episodi che hanno segnato la sua vita.

Trasposizione cinematografica dell'omonimo successo letterario di Mordecai Richler, La versione di Barney di Richard J. Lewis racconta vita, gioie, dolori, frustrazioni, successi, fallimenti, complessi di inferiorità e affetti di un uomo medio della borghesia ebraica canadese che, passati i sessant'anni, perso il suo unico grande amore e inciampando in strani e sempre più frequenti vuoti di memoria, comincia a ricomporre il puzzle della propria vita. A cominciare dal rapporto quasi ancillare con il carismatico ma inaffidabile amico Boogie, che costituisce il nodo intorno a cui ruota gran parte dei ricordi del protagonista.

Come premessa, devo confessare di non aver letto il romanzo - mea culpa, mea culpa ecc.: per il raffronto tra pellicola e pagina scritta mi sono affidata soprattutto alla memoria del Ragazzo, che lo ha letto alcuni anni fa. Rispetto all'opera di Richler, le vicende sono spostate in avanti di circa un ventennio, così che alla Parigi bohemienne dei primi anni Cinquanta si sostituisce la Roma un po' hippie (e un po' da cartolina) degli anni Settanta. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, il regista non ricorre ad una voce narrante fuori campo per far capire allo spettatore che quella a cui sta assistendo è una ricostruzione soggettiva ("la versione di Barney", appunto) e non la reale esposizione dei fatti.

Detto questo, il film è davvero molto godibile, grazie soprattutto ad un ottimo cast (oltre al protagonista, Paul Giamatti - Barney, anche alcuni comprimari, come un brillante e comicissimo Dustin Hoffman nei panni del padre ex-poliziotto). Le vicende non sono narrate in modo cronologicamente lineare: squarci di presente e di passato si intersecano e susseguono, con l'obiettivo di rendere visibile il flusso di coscienza del protagonista. La descrizione delle relazioni di Barney con le persone che lo circondano, dalla terza (adorata) moglie Miriam al padre, dagli amici di sempre alla ricca, ciarliera e oggettivamente insopportabile Seconda Signora Panofsky, è resa con pennellate rapide ma piuttosto efficaci, che permettono di cogliere l'essenziale e che aiutano a caratterizzare il protagonista, sia nelle debolezze che negli slanci e nei pregi.

Alla fine, questo Barney, con i suoi alti e bassi, con la sua autoironia e le sue frustrazioni, finisce per risultare persino simpatico e il finale garantisce allo spettatore, anche al meno sentimentale, una spontanea e sana commozione.

venerdì 21 gennaio 2011

Oh mamma gli ci vuol la fidanzata



E meno male che ci sono Elio e le Storie Tese a farci sorridere, con la loro parodia, in risposta a Uomini soli dei Pooh (sic) oltre che alle news non esattamente edificanti degli ultimi giorni...

giovedì 20 gennaio 2011

7 sport estremi invernali sconosciuti ai più

Anche gli sport estremi seguono il ritmo delle stagioni, sfruttando le diverse condizioni climatiche e meteorologiche per liberare adrenalina ed emozioni forti. Per questo, persino in inverno è possibile imbattersi in attività sportive davvero poco convenzionali, che si inseriscono in contesti paesaggistici unici, tra cime innevate, cascate ghiacciate e strapiombi vertiginosi.

Per i più curiosi tra voi, ecco qui di seguito un elenco di sport estremi invernali poco noti ai più, ma che negli ultimi anni hanno coinvolto e appassionato un numero crescente di amanti e cultori del brivido... (continua su greenMe.it)

martedì 18 gennaio 2011

Un barbecue ad energia solare

Dopo le cucine paraboliche ed i forni ad energia solare, ecco un’altra idea per cuocere i cibi in modo sostenibile: stiamo parlando di Biogrì, un dispositivo progettato e brevettato in Italia in grado di arrostire sullo spiedo le diverse pietanze - salsicce, wurstel, pesce, carni bianche, verdure… - utilizzando esclusivamente la luce del sole, opportunamente riflessa, senza la necessità di ricorrere a fiamme dirette o indirette, piastre riscaldate, resistenze o altro.

Stando alle notizie e alle informazioni che abbiamo raccolto in rete, l’idea sembra interessantissima, per quanto, non avendo avuto l’opportunità di mettere alla prova questo originale strumento di cottura, non possiamo offrire un giudizio definitivo sulla sua efficacia... (continua su greenMe.it)

lunedì 17 gennaio 2011

Inception

La tua mente è la scena del crimine.

Qual è il parassita più resistente? Un'idea. Una singola idea della mente umana può costruire città. Un'idea può trasformare il mondo e riscrivere tutte le regole.

Dom Cobb è un abile "estrattore", capace di insinuarsi nei sogni delle proprie vittime per rubarne i segreti. Impossibilitato a tornare a casa dai suoi figli perché accusato di un crimine e inseguito dai suoi ex datori di lavoro dopo una missione fallita, Cobb trova una possibilità di salvezza nell'incontro con un potente uomo di affari giapponese, Saito. Saito promette di aiutarlo a rientrare negli Stati Uniti con la fedina penale immacolata se porterà a termine una delicata missione: "innestare" nella mente di Robert Fischer, rampollo di un suo rivale in affari, un'idea, per convincerlo a dividere il proprio impero economico alla morte del padre. Desideroso di riabbracciare i propri figli, Cobb accetta la sfida e organizza una squadra di abili specialisti - un manovratore, un architetto, un falsario e un chimico - per scendere in profondità nel subconscio del giovane Fischer, attraverso i "tre livelli" del "sogno dentro un sogno dentro un sogno". Ma l'ostacolo più complesso e angoscioso da affrontare è proprio nella mente di Cobb...

E' difficile scrivere di Inception di Christopher Nolan, un film di cui si è parlato moltissimo lo scorso autunno e che gran parte della critica considera un vero capolavoro: forse proprio perché le mie aspettative erano particolarmente alte, la visione del film mi ha piuttosto delusa ("Tutto qui?", è stata la mia reazione). Oltretutto, con questa mini-recensione non vorrei rovinare la sorpresa a chi non l'ha ancora visto, rivelando dei particolari della trama che si definiscono e comprendono solo con lo scorrere del tempo; quindi, cercherò di essere il più vaga possibile. Il film infatti non ha uno svolgimento lineare (come gran parte delle opere di Nolan, da Memento in poi), molti dei dettagli che vengono seminati qua e là si compongono in un quadro unitario solo in un secondo tempo e i personaggi sono costantemente sospesi tra due mondi, la realtà e il sogno, confondendo lo spettatore e sparigliando più volte le carte.

Se dovessi dare una definizione brutale di Inception, lo classificherei come un coinvolgente film d'azione (un po' surreale, certo, ma pur sempre un film d'azione) e, solo in seconda battuta, come un'opera di fantascienza, con le immancabili citazioni da Matrix. L'idea di una realtà parallela, quella del sogno, mi sembra molto ben sviluppata dal punto di vista visivo ed estetico (ad esempio, ho trovato bellissima la prima esperienza di "costruzione" dell'architetta Arianna - Ellen Page), ma per il resto ho la sensazione che non sia sfruttata a dovere dalla sceneggiatura. Al di là di alcune illogicità (ad esempio, quando Cobb e la moglie trascorrono 50 anni nel cosidetto "limbo" - una sorta di "quarto livello" - invecchiano insieme, per via del tempo dilatato del sogno; tuttavia, quando si suicidano per tornare alla realtà, sono di nuovo giovani), mi sembra che la carica originale della dimensione onirica venga un po' sacrificata sia all'azione, tra sparatorie e inseguimenti alla James Bond, che alla minuziosissima e un po' ripetitiva esplorazione dei sentimenti di Cobb per la moglie. Certo, il fatto che il senso di colpa del protagonista conduca il suo subconscio a sabotare le sue missioni è molto interessante, ma la sceneggiatura indugia fin troppo su questa soluzione, rendendo l'ultimo confronto prevedibile e un po' banale. Così com'è prevedibile il finale aperto, che però ha un suo senso: non credo davvero che Nolan potesse fare altrimenti o di meglio.

Per quanto riguarda gli attori, Leonardo Di Caprio è solido e convincente, come sempre, e Marion Cotillard è perfetta nel ruolo ambiguo, affascinante e struggente della proiezione mentale della moglie di Cobb.

venerdì 14 gennaio 2011

Because the night


Per cominciare il 2011 alla grande, almeno musicalmente parlando, mettiamo su Patti Smith e uno dei suoi cavalli di battaglia, Because the night, scritta insieme a Bruce Springsteen nel lontano 1977 e ormai diventata un classico.

giovedì 13 gennaio 2011

Una collezione di mobili dal riciclo creativo delle... bombe

Dormire sonni tranquilli e rilassanti su un'arma da guerra. Sembra uno scherzo o un paradosso, e invece è realtà, grazie allacollezione di mobili e complementi di arredo proposta da uno dei più famosi scultori estoni, Mati Karmin, a partire da una materia prima indubbiamente originale: le bombe navali. La proposta di riciclo creativo avanzata da Karmin si basa su un concept di grande forza e significato: trasformare degli oggetti nati per essere strumenti di distruzione e di morte in accessori funzionali, esteticamente pregevoli, che possono arricchire e rendere davvero uniche case ed appartamenti... (continua su greenMe.it)

lunedì 10 gennaio 2011

2011: si comincia dai buoni propositi

Dopo pochissimi (e fin troppo brevi...) giorni di vacanza in occasione del Natale, varie visite all'IKEA, un trasloco faticoso ma piuttosto soddisfacente, una casina "nuova" e graziosa e un debutto para-filosofico-letterario su Amazon, la blogger torna in attività, con il proposito di aggiornamenti il più possibile frequenti, creativi e originali. Staremo a vedere...

venerdì 7 gennaio 2011

Dopo le feste, idee per il riciclo creativo dell'albero di Natale

Se quest’anno per festeggiare il Natale avete scelto un abete vero, è molto probabile che gli aghi stiano cominciando a cadere, i rami ad appesantirsi e che stiate iniziando a meditare su cosa farne. Anche perché si, sà, l’Epifania, come da tradizione, “tutte le feste si porta via”: e, insieme alle feste e alle vacanze, porterà via dalle vostre case anche addobbi e alberi natalizi... (continua su greenMe.it)

mercoledì 5 gennaio 2011

Prevenire le alluvioni alleandosi con la Natura: il progetto Pickering

[auguro un buon 2011 a tutti e ricomincio a bloggare con una news ecosostenibile]

Il 2010 che si è appena concluso verrà ricordato anche come un anno di piogge e alluvioni, che hanno interessato anche alcune regioni italiane, come il Veneto. A ben vedere, però, rileggendo le cronache degli ultimi anni, troviamo troppo spesso degli episodi analoghi, in cui la forza della natura, complici in molti casi l’edilizia selvaggia e il disboscamento indiscriminato, ha determinato danni ingenti, facendo anche delle vittime. Cosa fare quindi per proteggere le nostre città e le nostre abitazioni da una piaga che si ripresenta con una regolarità e una sistematicità impressionanti? (continua su greenMe.it)