lunedì 28 febbraio 2011

Spiriti

Vento di terra e vento di mare, bene e male contro l'uguale, ci sarà un gran finale con gran piangianza e gran ridanza, la guerra degli spiriti avanza.

Mentre i signori della guerra dell'Impero preparano un mega-concerto di beneficienza per puri scopi propagandistici su un'isola al centro di continui conflitti, gli Spiriti della natura si ribellano e scatenano la fine del mondo. La storia di un'apocalisse intesa come passaggio necessario e inevitabile perché possa esserci un nuovo inizio viene raccontanta attraverso le vicende di un presidente-fantoccio invaghito di una stagista, di generali e uomini di affari potenti e senza scrupoli, di politici corrotti, di due gemelli dotati di poteri soprannaturali e di starlette e rockstar vuote e vanesie.

Spiriti di Stefano Benni potrebbe essere interpretato come una fiaba cattiva, che racconta attraverso metafore, iperboli e allegorie il mondo contemporaneo, prendendolo un po' in giro e facendolo accomodare sul banco degli imputati. Nonostante sia stato scritto una decina anni fa, il libro è di un'attualità piuttosto disarmante, soprattutto nella descrizione di una classe politica ignorante, ottusa e autoreferenziale, che ammicca al mondo dello spettacolo e che ha a cuore sempre e solo se stessa e la propria autoconservazione.

Detto questo, il romanzo è più gradevole nella descrizione fantasiosa di un mondo in decadenza e sull'orlo dell'apocalisse, con gli Spiriti della natura che dichiarano guerra all'umanità e alla sua tirannia, che nella rappresentazione grottesca e satirica della realtà politica, dal presidente che corre dietro alla stagista al magnate proprietario di tre televisioni, figure emblematiche dietro cui si nascondono (e neanche tanto...) Clinton e Berlusconi.

Nonostante io non sia una fan di questo genere letterario, ho trovato nel romanzo numerosissimi spunti di interesse - soprattutto nella messa alla berlina di certi rituali di massa e nella divertente denuncia degli atteggiamenti egocentrici e vanesi di ricconi, star e starlette televisive - e anche qualche delicata nota poetica. Le uniche vere pecche sono un inizio un po' lento e macchinoso, con i numerosissimi personaggi che compaiono alla spicciolata, e una certa inconcludenza finale, con l'annuncio frettoloso di una non meglio identificata palingenesi del mondo, finalmente liberato.

domenica 27 febbraio 2011

I miei Oscar

In attesa della notte degli Oscar, ecco i premi che assegnerei se fossi tra i giurati (tenendo conto che non ho la competenza per esprimermi in tutte le categorie e che non ho visto tutti tutti tutti i film "nominati"):

- Miglior film: Il discorso del re

- Miglior regia: Darren Aronofsky (Il cigno nero)

- Miglior sceneggiatura originale: Il discorso del re

- Miglior sceneggiatura non originale: The Social Network

- Miglior attore protagonista: Colin Firth (Il discorso del re)

- Miglior attrice protagonista: Natalie Portman (Il cigno nero)

venerdì 25 febbraio 2011

Spam



Dopo aver (involontariamente e inconsapevolmente) spammato tutti i miei contatti di posta elettronica a causa di una defaillance dell'antivirus, non potevo non rendere omaggio alle "origini" della parola "spam" e ai Monty Python.

2011, Anno Internazionale delle Foreste

Nel 2010 abbiamo celebrato l’Anno della Biodiversità, mentre il 2011, iniziato da soli due mesi, è stato proclamato dall’Assemblea generale della Nazioni Unite Anno Internazionale delle Foreste: 365 giorni dedicati ai “polmoni verdi” del nostro pianeta, per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo alla gestione sostenibile e alla tutela delle foreste e spingere i diversi Stati ad assumere impegni concreti e ad attuare politiche ambientali più attente e rigorose.

Come, ad esempio, la risoluzione votata dal Parlamento Europeo la scorsa estate per bandire dagli scambi commerciali il legno e i suoi derivati provenienti da attività illegali, che minacciano la sopravvivenza stessa di boschi e foreste, mettendo a repentaglio gli ecosistemi e gli equilibri ambientali... (continua su greenMe.it)

mercoledì 23 febbraio 2011

Cose che credevi fossero green, e invece...

Il desiderio di essere sostenibili e di orientare la propria vita ad abitudini e comportamenti ecologici può inciampare, di tanto in tanto, in qualche luogo comune o leggenda metropolitana. Con l’obiettivo di sfatare alcuni miti piuttosto diffusi, sul sito Mother Nature Network Bryan Wilson fa una lista delle 11 cose generalmente considerate – e a torto… - come assoluta garanzia di ecosostenibilità... (continua su greenMe.it)

lunedì 21 febbraio 2011

Il discorso del re

It takes leadership to confront a nation's fear. It takes friendship to conquer your own.

Inghilterra, anni '30. Albert "Bertie", duca di York e secondogenito di re Giorgio V, soffre da sempre di balbuzie. Dopo essersi sottoposto alle cure degli specialisti più accreditati, viene convinto dalla moglie a fare un ultimo tentativo e ad incontrare un logopedista australiano dai metodi poco ortodossi, Lionel Logue. Nel frattempo, le condizioni di salute del re peggiorano, il principe di Galles si innamora della divorziata Wallis Simpson e in Europa cresce la minaccia nazista.

Nelle ultime settimane si è parlato moltissimo de Il discorso del re di Tom Hooper, per via delle 12 candidature agli Oscar e dei numerosi premi raccolti praticamente ovunque. Così, io e il Ragazzo abbiamo cercato un cinema che lo proiettasse in lingua originale con i sottotitoli in italiano, per non perdere la possibilità di vedere Colin Firth nei panni di un balbuziente senza la mediazione del doppiaggio, e ne siamo usciti letteralmente conquistati.

La vicenda narrata è piuttosto lineare - il racconto dell'ascesa al trono del duca di York, futuro re Giorgio VI, un uomo solido, responsabile ma imbarazzato e limitato dalla balbuzie, in un periodo storico in cui il potere della radio impone anche ai reali nuove modalità di comunicazione, e la nascita di un rapporto di amicizia e fiducia con un "uomo comune", l'anticonformista Logue - ma viene raccontata splendidamente, attraverso dialoghi brillanti, una ricostruzione storica "compressa" ma piuttosto fedele, minuziose ed eleganti descrizioni di interni e performance straordinarie da parte del cast (oltre a Firth, un versatile Geoffrey Rush e una Helena Bonham-Carter convincente nel ruolo della duchessa di York e futura regina).

Il duca di York viene descritto come un uomo coraggioso e sensibile, cresciuto all'ombra di un padre autoritario e di un fratello egocentrico, e che vive la propria balbuzie come un handicap insuperabile e umiliante. Per questo, "Bertie" tende a rifuggire gli impegni pubblici (dopo l'abdicazione del fratello è terrorizzato all'idea di essere ricordato come "re Giorgio il balbuziente") mentre trova serenità, sostegno e calore nel privato, nel tenero rapporto con la moglie, combattiva, amorevole e complice, e con le due figlie bambine, Elizabeth, futura regina, e Margaret.

L'incontro con Logue e con un metodo destabilizzante e a dir poco "originale", fatto di schermaglie verbali e di esercizi fisici e psicologici, con l'obiettivo di individuare l'origine del problema, lo aiuteranno, nonostante le resistenze iniziali, ad esprimersi e ad affermarsi come guida del suo Paese nel momento storico più difficile e duro che l'Inghilterra abbia mai vissuto.Sullo sfondo, la presenza sempre più ingombrante di Hitler e della Germania nazista e l'ascesa dei mezzi di comunicazione di massa, capaci di determinare e condizionare come mai prima di allora il destino di una nazione.

Uno dei meriti maggiori della pellicola è di raccontare l'intera vicenda senza cedere alla facile retorica della fiaba moderna, concentrandosi piuttosto sui personaggi, sulle loro interazioni e sulle loro motivazioni psicologiche, e affidandosi ad una sceneggiatura lucida e brillante, capace di far ridere e di emozionare nello stesso tempo. In attesa della notte degli Oscar, il prossimo 27 febbraio.

venerdì 18 febbraio 2011

Replay



Dato che siamo in periodo sanremese, posto una delle canzoni più belle (a mio modestissimo avviso, sia ben chiaro...) tra quelle passate sul palco del Festival. Era il 2000, l'anno degli esami di maturità prima e dell'approdo a Pisa poi, e Samuele Bersani era già da un po' nel pantheon dei miei cantautori preferiti (più o meno dai tempi di Spaccacuore, anche se la consacrazione c'è stata con Coccodrilli e Giudizi universali).

giovedì 17 febbraio 2011

I rimedi della nonna per smacchiare in modo sostenibile

[sto pericolosamente scivolando su argomenti da casalinga di Voghera...]

Nei prodotti che usiamo per fare il bucato e smacchiare i nostri indumenti si annidano diverse componenti chimiche, potenzialmente dannose per la nostra salute. Perché non provare a cercare alternative, riscoprendo il fai-da-te e i cari vecchi rimedi della nonna, per rimuovere le macchie in modo naturale, sostenibile e low cost? È sufficiente avere un po’ di buona volontà e seguire pochi criteri di base piuttosto semplici, tenendo presente che alcune macchie rispondono ai minerali alcalini, come il borace, altre a sostanze acide, come l’aceto... (continua su greenMe.it)

mercoledì 16 febbraio 2011

Caffè: pro e contro di un rito quotidiano

Che sia nero e bollente oppure intiepidito e “schiarito” con del latte, il caffè, con il suo profumo denso e con il suo inconfondibile aroma, accompagna e scandisce le nostre giornate, dalla colazione, agli incontri di lavoro, alla pausa pranzo, alle chiacchierate con amici e colleghi. Una tazzina al momento giusto ci aiuta a carburare meglio, ad essere più attenti e ci tiene svegli e vigili per affrontare al meglio impegni particolarmente noiosi o faticosi. Più che un’abitudine alimentare, per molti di noi è un vero e proprio rito... (continua su greenMe.it)

martedì 15 febbraio 2011

Anche la crema per il corpo può essere fai-da-te

Dopo il deodorante fai-da-te, vi proponiamo la ricetta della crema per il corpo fai-da-te: perché possiate coccolarvi e prendervi cura della vostra pelle in modo naturale, rifuggendo le sostanze chimiche e potenzialmente tossiche che troppo spesso si annidano nei cosmetici e nei prodotti di bellezza e risparmiando anche un po’... (continua su greenMe.it)

venerdì 11 febbraio 2011

Smells like teen spirit


Per questo week-end propongo un classico assoluto del rock: il singolo di punta del secondo album dei Nirvana, il celebratissimo Nevermind (1991). Se all'epoca della pubblicazione ero un po' troppo piccola per poterlo apprezzare, con il tempo non ho potuto fare a meno di unirmi al coro degli estimatori.

giovedì 10 febbraio 2011

15 idee per limitare il consumo di petrolio e derivati

La recente marea nera che ha colpito la costa e il tratto di mare antistante Porto Torres, a pochissimi mesi di distanza dal disastro ambientale del Golfo del Messico, ha tristemente riportato alla ribalta il problema delle fuoriuscite di greggio o in generale carburanti fossili e della necessità di difendere l’ambiente dalle attività umane, dalla superficialità e dall’incuria.

Se è doveroso investire sulla prevenzione e pretendere la messa in sicurezza di stabilimenti industriali e navi adibite al trasporto del petrolio, è anche giusto che ciascuno di noi si faccia un esame di coscienza e si impegni a ridurre i propri consumi. Come? Utilizzando delle alternative ai prodotti a base di petrolio ogni volta in cui ciò è possibile e ricordando che la tutela dell’ambiente dipende non solo dai grandi gesti ma anche dalla somma di tanti comportamenti individuali... (continua su greenMe.it)

mercoledì 9 febbraio 2011

Eco-design: ecco la lattina biodegradabile e riutilizzabile

Ogni 30 secondi nei soli Stati Uniti vengono gettate via ben 106 mila lattine in alluminio: una quantità enorme, che va ad accrescere in modo significativo la montagna di rifiuti prodotta quotidianamente nelle nostre case e nelle nostre città. Se raccolta differenziata e riciclo rimangono opzioni non solo valide ma doverose, la vera sfida è abbattere il consumo massiccio di prodotti inquinanti, limitando gli sprechi e puntando sul buon senso, sulle giuste intuizioni e, ogni volta in cui è possibile, sull’innovazione tecnologica... (continua su greenMe.it)

lunedì 7 febbraio 2011

Le quattro casalinghe di Tokyo

Erano le undici in punto. Ora di andare a lavorare. Telefonò a Masako. [...] "Sono io, Yayoi Yamamoto".
"Ah, sei tu, Yama-chan? Che c'è, non vieni a lavorare?"
"Non so. Non so cosa devo fare."
"Perché?" La voce di Masako era preoccupata. "E' successo qualcosa?"
"Sì", incominciò Yayoi, e poi, decisa: "L'ho ucciso".
Dopo un breve silenzio Masako domandò quieta: "E' la verità?"
"Certo, la verità. L'ho appena strangolato".

Tokyo. In una squallida fabbrica alimentare quattro donne si incontrano ogni sera per affrontare il pesante turno di notte. Sono la remissiva, graziosa e ingenua Yayoi, la grossolana e spendacciona Kuniko, la scaltra e coraggiosa quarantenne Masako e la cinquantenne Yoshie, angariata e sfruttata dalle due figlie e da una suocera inferma.Quando la madre di famiglia Yayoi, in un improvviso ed imprevedibile scatto d'ira, uccide il marito Kenji, che ha dilapidato tutti i risparmi al gioco, le sue colleghe si impegneranno, più o meno spontaneamente, ad aiutarla a far sparire il cadavere.Da quel momento nessuna delle quattro donne sarà più la stessa e le loro azioni e reazioni daranno vita ad intrecci ed intrighi che le porteranno ad incontrare ciascuna il proprio destino.

Ho scoperto Le quattro casalinghe di Tokyo della scrittrice giapponese Natsuo Kirino quasi per caso, per il desiderio di leggere qualcosa di diverso e di "esotico", e mi sono trovata immersa nella lettura di un thriller davvero avvincente, capace di tenermi incollata alle pagine fino all'epilogo, nonostante le oltre 600 pagine, in un crescendo di tensione e di pathos. Crudo, scabroso e, in alcuni punti, decisamente morboso, il racconto non fa sconti a nessuno dei personaggi, mostrandone impietosamente il lato oscuro, evidenziandone i difetti e non cercando mai giustificazioni. Il risultato è una storia che ha il suo punto forte nell'introspezione, nella ricostruzione intrigante e coinvolgente di un cambiamento radicale che investe tutte e quattro le protagoniste e che scaturisce proprio dalla morte e dalla distruzione del corpo di Kenji.

Tra investigatori pieni di pregiudizi che finiscono per accontentarsi di comode verità, usurai con manie di grandezza, afose sale da gioco, familiari che si comportano come estranei e un capro espiatorio ideale che si trasforma in un mostro assetato di vendetta, la storia evolve in modo inatteso, per culminare in una catarsi violenta ma inevitabile. Sullo sfondo c'è un Giappone affascinante ed ambiguo, tecnologicamente avanzato ma opprimente, con le sue rigide convenzioni sociali, le sue soffocanti tradizioni, i suoi pregiudizi e il suo severo conformismo. Il contesto ideale, insomma, per una storia di angoscia, di solitudine e di autodistruzione, forse un po' grottesca e sopra le righe, oltre che nutrita di alcuni evidenti stereotipi, ma certamente avvincente.

Non so se le frequenti ripetizioni di cui è infarcito il testo facciano capo allo stile dall'autrice o siano una conseguenza della traduzione: in ogni caso, insieme al continuo rimuginare dei personaggi sugli stessi ricordi e sugli stessi pensieri, contribuiscono in modo piuttosto efficace a creare un effetto soffocante e un po' stralunato, che ben si adatta al tono del racconto. Vivamente consigliato a tutti gli amanti del thriller.

venerdì 4 febbraio 2011

Thank You


Questa dolcissima canzone mi ha tenuto compagnia per buona parte dell'inverno 2001-2002, piovoso, un po' grigio ma decisamente importante e costruttivo, almeno per me. Il brano, usato parzialmente da Eminem all'interno della sua hit Stan, era il secondo singolo estratto dal delizioso album di esordio di Dido, No Angel (2001). E, visto che ci sono sempre ottimi motivi per ringraziare, ve lo propongo come colonna sonora di questo week-end.

giovedì 3 febbraio 2011

Eos fashion: quando la moda incontra la natura

Una realtà imprenditoriale giovane che cerca di coniugare l’amore e il rispetto nei confronti della natura con la passione per la moda e con il rilancio dell’artigianato locale: stiamo parlando di Eos, una piccola azienda marchigiana a conduzione familiare che produce abbigliamento ecologico total look per uomo e donna. Alla base del progetto, nato dall’intuizione, dalla voglia di fare e dall’intraprendenza di una madre e di una figlia, c’è l’idea di creare dei capi di abbigliamento adeguati alla vita e agli impegni di tutti i giorni, realizzati in modoeco-compatibile e curati nei modelli e nei dettagli, per dare vita a qualcosa che sia, nello stesso tempo, comodo, utile, sostenibile e bello... (continua su greenMe.it)