giovedì 31 marzo 2011

La top 10 dei film ecologici per bambini

Un film può divertire, commuovere, angosciare, rattristare, far ridere o stupire con effetti speciali particolarmente riusciti. E può anche veicolare messaggi specifici e trasmettere esempi e insegnamenti, contribuendo a sensibilizzare lo spettatore su particolari tematiche. È il caso di Avatar (2009) di James Cameron, un kolossal fantascientifico dai toni epici e dai grandiosi effetti speciali che ha avuto un enorme successo di pubblico, raggiungendo milioni di persone in tutto il mondo e diffondendo un forte messaggio pacifista ed ecologista, improntato al rispetto dell’ambiente e alla tutela delle risorse naturali.

Se, come per Avatar, la visione di un film può contribuire a stimolare una riflessione e ad affinare un’opinione, quali pellicole fareste vedere ai vostri figli per aiutarli a sviluppare una coscienza green? (continua su greenMe.it)

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mercoledì 30 marzo 2011

Vita a impatto 1: intervista a GreenKika, alias Claudia Selvetti

Riciclare, riutilizzare, contenere i consumi e limitare gli sprechi: in poche parole, vivere al minimo impatto possibile, nel rispetto della Terra e delle sue risorse. Proprio come GreenKika, alias Claudia Selvetti, ventisettenne milanese con la passione per la fotografia, protagonista di una vera e propria sfida ecosostenibile: vivere un anno, il 2011, a bassissimo impatto ambientale, o meglio, “a impatto 1”, come dice lei stessa.

Attraverso un percorso fatto di scelte e gesti quotidiani, tra scoperte, inevitabili momenti di difficoltà e piccoli grandi passi avanti, Claudia si propone di dimostrare che un altro equilibrio è possibile: basta volerlo davvero ed essere pronti a cambiare le proprie abitudini, imparando a riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni e ad affrontare qualche sacrificio... (continua su greenMe.it)

martedì 29 marzo 2011

5 strategie di marketing per vendere "cibo spazzatura"

A meno di non voler chiudere i battenti, anche le industrie che producono il cosiddetto junk food o “cibo spazzatura” devono porsi l’obiettivo di vendere, convincendo i consumatori ad acquistare i propri prodotti al di là della loro qualità e dei loro effetti sulla salute. Non potendo puntare sulla bontà di quanto producono, le aziende scelgono altre note per stimolare l’acquisto, attuando oculate strategie di marketing... (continua su greenMe.it)

lunedì 28 marzo 2011

I ragazzi stanno bene

"I don't think you guys should break up."
"No? Why's that?"
"I think you are too old."
"Thanks, Laser."

Nic (Annette Bening) e Jules (Julianne Moore) sono sposate da circa vent'anni e hanno avuto un figlio ciascuna attraverso l'inseminazione artificiale. Al compimento dei 18 anni, la loro primogenita Joni (Mia Wasikowska) decide insieme al fratello quindicenne Laser (Josh Hutcherson) di conoscere il donatore e padre biologico di entrambi, Paul (Mark Ruffalo), suscitando una serie di reazioni ed eventi che finiscono per compromettere la serenità della famiglia.

I ragazzi stanno bene di Lisa Cholodenko è un bel film sui rapporti familiari, sul gioco dei ruoli, sulle difficoltà di una coppia di lungo corso, sul nesso genitori-figli e sui meccanismi che si innescano quando gli equilibri familiari vengono alterati dall'entrata in scena di un elemento esterno, in questo caso il donatore che ha reso possibile la nascita stessa della famiglia. Un personaggio verso cui è impossibile restare indifferenti, che suscita repulsione e attrazione, gratitudine e diffidenza nelle due mamme, mentre rappresenta una novità e uno "strumento" di emancipazione per i due figli (in particolare per Joni), offrendo loro l'occasione per sfuggire al controllo materno ed affermare la propria individualità e autonomia.

Anche se la pellicola ritrae una famiglia "non convenzionale", con due mamme che sostituiscono il più tradizionale tandem mamma-papà, i temi proposti sono abbastanza universali: il desiderio di libertà e indipendenza dei figli; la frustrazione latente del genitore che ha abbandonato lavoro e carriera per prendersi cura della casa; il peso della routine e del trascorrere degli anni sul rapporto di coppia; l'infedeltà come reazione all'insoddisfazione coniugale; l'insorgere del desiderio di stabilità e di famiglia in un uomo sulla soglia dei 40 anni che non si era mai sforzato di costruire un rapporto solido e duraturo; l'amore coniugale e l'amore tra genitori e figli che, nonostante tutto, fanno sempre da collante e permettono di superare anche gli ostacoli più difficili.

Il risultato è una commedia brillante, capace di divertire e commuovere nello stesso tempo, grazie ad una sceneggiatura solida, ironica e intelligente e a delle splendide prove da parte dei cinque personaggi principali: non solo le due mamme, perfette nei rispettivi ruoli (più energica, decisionista e rigida Nic, più dolce, comprensiva e insicura Jules), ma anche l'intruso, il padre-per-caso Paul, ritratto come un amabile Peter-Pan da Mark Ruffalo, e i due figli Joni e Laser, desiderosi di indipendenza ma, nello stesso tempo, gelosi della serenità e della genuina atipicità della propria famiglia. Un film vivamente consigliato a tutti.

venerdì 25 marzo 2011

Here's to you



La canzone composta da Ennio Morricone per la colonna sonora del film Sacco e Vanzetti (1971) di Giuliano Montaldo, qui eseguita da un'orchestra. Per la cronaca, la prima interprete è stata Joan Baez.

lunedì 21 marzo 2011

Il lamento del bradipo

Il bradipo (accento sulla prima sillaba) è detto anche ai-ai: sono stati i portoghesi a chiamarlo così, imitando il fischio che il cucciolo della specie emette dalle narici quando teme di essere stato abbandonato dalla madre.

Andrew Whittaker è un quarantenne in piena crisi economica e personale: ha accumulato debiti che non riesce a saldare, la rivista che dirige e a cui ha dedicato la propria vita sta fallendo, la moglie lo ha abbandonato per fare l'attrice a New-York e le sue ambizioni letterarie sono miseramente naufragate. Le bozze dei suoi racconti e le missive che scrive agli amici, ad aspiranti poeti e scrittori, ai condomini morosi e alla ex-moglie raccontano i suoi progetti, le sue idee, i suoi sogni, le sue illusioni e le sue frustrazioni, rappresentando con leggerezza, semplicità e amara ironia un autentico tracollo psicologico ed emotivo.

Il lamento del bradipo di Sam Savage, autore del più noto e acclamato Firmino, è un romanzo interamente costituito da lettere e bozze buttate giù dal protagonista nell'arco di quattro mesi e ritrae un vero e proprio anti-eroe tragicomico: un uomo nevrotico, infantile ed egocentrico, capace di reinventare se stesso e la propria quotidianità attraverso racconti più o meno inverosimili e studiati colpi di teatro. Nelle sue logorroiche missive, Andrew - scrittore mancato - romanza e interpreta continuamente gli episodi che vive, costruendo una sorta di realtà parallela ad uso e consumo del suo interlocutore del momento e passando in modo repentino da esaltazione ed entusiasmo a sconforto, depressione e manie di persecuzione.

Il risultato è un romanzo leggero, scorrevole, privo di una trama nel senso letterale del termine e piuttosto difficile da etichettare. Personalmente, devo confessare di non averlo amato molto, per quanto l'auto-rappresentazione del protagonista, in cui ho letto una parodia grottesca delle virtù e delle debolezze degli scrittori, con tutti i loro tic, le loro frustrazioni, il loro egotismo e il loro autocompiacimento, sia interessante e ben congegnata.

venerdì 18 marzo 2011

Oh Mameli



Resto in tema di unità d'Italia e patriottismo e ne approfitto per ricordare un grande attore e un film memorabile. Buon week-end a tutti!

mercoledì 16 marzo 2011

I dieci terremoti più violenti della storia

Di fronte alle catastrofi naturali ci sentiamo piccoli e impotenti: proprio come è accaduto venerdì 11 marzo quando, al risveglio, ci è arrivata la notizia del violento terremoto che ha colpito il Giappone, la terza economia del mondo. All’inizio, forse, non ci siamo resi conto della gravità dell’accaduto: sappiamo, infatti, che l’arcipelago nipponico è un’area fortemente sismica e che il tecnologico paese del Sol Levante è tra i più preparati in casi come questo, grazie ascelte urbanistiche e di edilizia improntate alla prevenzione... (continua su greenMe.it)

lunedì 14 marzo 2011

7 modi per creare un network del riuso

Ridurre, riciclare, riutilizzare: ecco le 3 “R” che dovrebbero guidare scelte di vita e comportamenti davvero sostenibili. Tuttavia, molti di noi tendono a sottovalutare il valore del riuso, che a conti fatti, in termini di impatto ambientale è persino più green del riciclo: la vita di molti degli oggetti che non utilizziamo più, infatti, può essere prolungata, magari attraverso il prestito e lo scambio, evitando sprechie risparmiando.

Ecco 7 modi per mettere in pratica il riuso, contagiando anche ad amici e familiari e facendo squadra... (continua su greenMe.it)

venerdì 11 marzo 2011

Ironic



Uno della fortunata serie di singoli estratti dall'album Jagged Little Pill (1995), che ad oggi resta tra le cose migliori realizzate da Alanis Morissette (e tra i miei album preferiti, in assoluto). Buon week-end!

martedì 8 marzo 2011

6 spie fisiche di abitudini e comportamenti scorretti

Vi capita di trovare nella doccia più capelli di quanti ne avete in testa? I jeans che avete appena acquistato non si lasciano abbottonare? Il mal di testa dura per settimane? Cosa vi sta succedendo? Forse, molto semplicemente, le vostre abitudini alimentari e i vostri comportamenti quotidiani stanno incidendo negativamente sulla vostra salute e sulla vostra forma fisica. Ecco, quindi, giungere in vostro soccorso qualche piccolo suggerimento dettato dal buon senso, fermo restando che la soluzione, in caso di disturbi persistenti, malesseri e manifestazioni dolorose, è sempre quella di rivolgersi ad un medico... (continua greenMe.it)

lunedì 7 marzo 2011

Il cigno nero

I felt it. Perfect. I was perfect.

Nina Sayers è ballerina in una compagnia di New York e ha fatto della danza la propria ragione di vita. Quando il direttore artistico decide di rinnovare il repertorio della stagione di balletto allestendo una nuova versione de Il lago dei cigni, Nina ha finalmente l'opportunità di realizzare il suo sogno: interpretare la Regina dei cigni.

Il cigno nero di Darren Aronofsky racconta la storia della giovane Nina (una splendida Natalie Portman), che - complice una madre rigida e invadente (una sempre elegante Barbare Hershey) - ha fatto della perfezione tecnica, della costanza e del sacrificio la misura della propria esistenza. Timida, insicura e fragile, Nina si trova a misurarsi con un doppio ruolo che ne stravolge il delicato equilibrio psichico. La protagonista de Il lago dei cigni, infatti - come ripete in più occasioni l'ambiguo e opportunista direttore artistico e regista Thomas (Vincent Cassel, in un ruolo che sembra scritto appositamente per lui) - non deve interpretare solo il candido e algido cigno bianco, ma deve essere in grado di dare vita anche al seducente e passionale cigno nero.

Perfetto cigno bianco, Nina viene posta di fronte alla prova più difficile: far emergere un lato represso e sconosciuto della propria personalità. Più che un film sulla danza, Il cigno nero è un film sull'ossessione, e in particolare sull'ossessione della protagonista per la perfezione. Un'ossessione malsana, indotta dal rapporto morboso con la madre, ex-ballerina frustrata nelle proprie ambizioni, che sistematicamente riversa sulla figlia il proprio desiderio di rivalsa, imponendole un rigido e solitario regime di vita e costringendola ad un'eterna adolescenza (si veda la camera "soffocata" dai peluche e dalla porta sempre aperta).

La volontà di dare vita ad un perfetto cigno nero, liberando per la prima volta i propri istinti e le proprie pulsioni, insieme al terrore paranoico di non esserne capace e di vedersi sottrarre il ruolo, fa precipitare Nina in una spirale di allucinazioni e gesti autolesionistici, accompagnati da un sentimento bivalente di attrazione omoerotica e rivalità nei confronti della passionale, estroversa e disinibita Lily (Mila Kunis), cigno nero per definizione e suo alter ego ideale.

I primi piani della Portman e le frequenti riprese con la telecamera a mano hanno il merito di dare consistenza alle allucinazioni della protagonista e al suo tormento interiore, mentre il vertiginoso e grandioso climax finale, girato con estrema maestria, lascia lo spettatore attonito e quasi senza fiato. Alcune scelte della regia sono forse discutibili, gratuitamente angoscianti e disturbanti, mentre il contorno a base di musica classica e raffinate coreografie conferisce alla pellicola una straordinaria eleganza. Un film da vedere.

venerdì 4 marzo 2011

Lemon Tree



Scommetto che i miei coetanei ricorderanno perfettamente questo tormentone dell'estate 1996, inciso dal gruppo tedesco Fool's Garden nell'album Dish of the Day (1995) e successivamente utilizzato come jingle per lo spot pubblicitario di una nota marca di limoncello.

Qualche giorno fa mi sono ritrovata a canticchiare questa canzoncina mentre preparavo la cena e mi sono chiesta se nel testo sia nascosto qualche messaggio subliminale. I wonder how, I wonder why.

giovedì 3 marzo 2011

Design e risparmio energetico: la soluzione eco per l'ufficio mobile

Da qualche anno il mondo del lavoro richiede sempre più flessibilità non solo nei tempi e nelle forme, con la progressiva affermazione di fenomeni quali il telelavoro, ma anche negli spazi, con nuove realtà come il coworking. Il “vecchio” ufficio sembra quindi avviarsi ad un lento declino, mentre nascono idee e progetti innovativi per rendere le attività collegate al lavoro più duttili, agevoli e sostenibili. È questo il caso di Yill, un modulo mobile e di piccole dimensioni destinato allo stoccaggio di energia, progettato dal designer berlinese Werner Aisslinger e prodotto dall’azienda tedesca Younicos, attiva da anni nel settore delle energie rinnovabili... (continua su greenMe.it)

martedì 1 marzo 2011

Charge Battery: il concept di una batteria portatile e autoricaricabile

A chi non è mai capitato di ritrovarsi con la batteria del cellulare o del computer scarica, magari nel bel mezzo di un viaggio o di una vacanza, per aver sbadatamente dimenticato a casa il caricabatterie? Una situazione davvero antipatica e spiacevole, che in alcuni casi di emergenza ci costringe all’acquisto di un nuovo caricabatterie, che almeno da quest'anno è diventato universale.

Disavventure e dimenticanze del genere contribuiscono a rendere ancora più apprezzabile questa idea proveniente dall’Estremo Oriente e pubblicizzata di recente su Yanko Design: Charge Battery... (continua su greenMe.it)