lunedì 24 ottobre 2011

Mini Shopaholic

Never give up on something you really want. However impossible things seem, there's always a way.

Londra. Ennesimo capitolo della saga dell'incorreggibile Becky Bloomwood in Brandon, ora alle prese con una vivacissima bambina di 2 anni, con la crisi economica e con una super-mega-festa a sorpresa da organizzare per il compleanno del marito workaholic, Luke. Come è ormai da copione, complicazioni, colpi di scena più o meno plausibili e lieto fine sono dietro l'angolo...

Se avete familiarità con la serie shopaholic ideata da Sophie Kinsella, potete prevedere sin dall'inizio come si dipanerà la vicenda: una prima parte di contesto e ambientazione, per stabilire il "chi", il "cosa" e il "perché"; quindi un crescendo di complicazioni che fanno sì che la situazione sfugga di mano alla protagonista; poi, quando tutto sembrava compromesso, arriva un finale risolutivo un po' "calato dall'alto", grazie all'intervento di un insospettabile deus ex machina. Ecco lo schema che l'autrice segue ormai in tutti i suoi romanzi, e che, con ogni evidenza, ha fatto la sua fortuna, insieme alla descrizione di un mondo patinato fatto di grandi firme e a siparietti comici sempre un po' sopra le righe.

In quest'ultimo capitolo, l'autrice tenta di fare l'occhiolino all'attualità, citando la crisi economica e giungendo a mettere in scena il fallimento di una banca. E, soprattutto, cerca di accreditare Becky nel suo ruolo di giovane madre. Tuttavia, come potrebbe la protagonista rimanere se stessa senza un bel po' di incoscienza, qualche maldestra bugia e una buona dose di shopping compulsivo? E se il finale lascia già presagire un nuovo capitolo, probabilmente californiamo, immagino che non sia facile per la Kinsella continuare a scrivere di Becky Bloomwood, modaiola, indebitata ma sempre maledettamente fortunata, in un contesto come quello di oggi, tra crisi globale, banche che falliscono davvero e indignati in piazza. 

Come ha detto di recente Sarah Jessica Parker in un'intervista, non è più il tempo di Carry e di Sex and the City: della serie, non è più il tempo in cui la preoccupazione maggiore è quale borsa si abbini meglio alle scarpe. Allo stesso modo, per quanto i lettori della Kinsella (me per prima) amino la pura evasione, forse anche questa saga ha fatto il suo tempo.

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giovedì 20 ottobre 2011

Quando la tecnologia va in soccorso della natura

Le attività umane sono spesso responsabili di profonde alterazioni di ecosistemi ed equilibri naturali: emissioni di CO2, inquinamento dell’atmosfera, del suolo e delle falde acquifere, deforestazione, pericolo di estinzione per diverse specie vegetali e animali sono solo alcuni degli effetti che l’urbanizzazione e il progresso tecnico e industriale hanno avuto e continuano ad avere sull’ambiente. Nonostante questo, in alcuni casi specifici la tecnologia sembra restituire quello che ha tolto: ad esempio rivelandosi molto utile, se non addirittura necessaria, alla salvaguardia e alla conservazione di alcuni animali a rischio.. (continua su greenMe.it)

mercoledì 19 ottobre 2011

15 alimenti per combattere disturbi comuni

Un’alimentazione sana e bilanciata, che includa tutte le sostanze necessarie al corretto funzionamento dell’organismo, contribuisce ad aumentare il nostrostato di benessere e a mantenerci in salute. Alcuni alimenti, poi, possono essere particolarmente utili anche per prevenire o curare determinati disturbi o patologie, grazie al loro apporto di vitamine, sali minerali e sostanze specifiche. Abbiamo già decantato in più occasioni le molteplici proprietà di prodotti come il limone o l’aglio: ecco altri 15 alimenti da aggiungere alla lista degli alleati della nostra salute... (continua su greenMe.it)

martedì 18 ottobre 2011

Gli 11 comandamenti del pubblicitario

Torniamo a David Ogilvy: la scorsa settimana abbiamo citato le 11 caratteristiche del vero copywriter, oggi riportiamo le 11 regole che un pubblicitario dovrebbe seguire per fare bene il proprio lavoro. Nonostante Ogilvy le abbia formulate negli anni Sessanta, sono ancora delle preziose linee guida per chi si occupa di comunicazione:

Ciò che dite è più importante di come lo dite.

La vostra campagna fallirà se non la costruite intorno ad un’idea.

Date i fatti. 

Non si convince la gente a comprare per noia. 

Usate buone maniere, ma non fate pagliacciate.

Fate in modo che i vostri messaggi siano attuali. 

Le commissioni possono criticare la pubblicità, non scriverla. 

Se avete la fortuna di scrivere un buon annuncio, ripetetelo fin quando non smette di vendere. 

Non scrivete mai un annuncio che non mettereste sotto gli occhi della vostra famiglia.

Un’immagine di marca è saper scegliere i suoi tratti e mantenere una continuità di stile per molti anni.

Non copiate. 

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Il vero copywriter in 11 punti

lunedì 17 ottobre 2011

Harry Potter e i doni della morte - Parte II

Tutto finisce. 

La storia ricomincia lì dove si era interrotta con i titoli di coda di Harry Potter e i doni della morte - Parte I: sepolto il coraggioso Dobby, Harry, Ron ed Hermione proseguono nella ricerca e nella distruzione dei misteriosi horcrux, in cui sono racchiuse parti dell'anima di Voldemort (che nel frattempo ha trafugato dalla tomba di Silente la potente bacchetta di Sambuco). L'avventurosa missione li riporterà ad Hogwarts, dove Piton siede al posto un tempo occupato da Silente e dove avverrà l'attesissimo scontro finale con il Signore Oscuro.

Prima o poi doveva succedere: la saga del maghetto si conclude e resta il ricordo di una serie di film che ci ha accompagnato per un decennio, intrecciandosi a momenti diversi, più o meno importanti e memorabili, della nostra vita. Al di là di uno scontato sentimentalismo (avevo 20 anni ai temi di Harry Potter e la pietra filosofale, oggi ne ho 30...), la conclusione della vicenda è piuttosto degna, con ritmi serrati e atmosfere giustamente cupe e minacciose. Certo, talvolta si fa fatica a seguire la trama, dato che molti nodi importanti vengono affrontati velocemente o malapena accennati (e per chi non ha letto i romanzi della Rowling l'unico appiglio possibile, in questi casi, è la solita Wikipedia). Ma l'impressione generale, mentre si procede dritti verso l'epilogo, è piuttosto buona.

Sui titoli di coda, resta la sensazione che la sconfitta di Voldemort sia stata un po' "costruita a tavolino", costellata com'è da tradimenti imprevisti (e abbastanza ingiustificati), errori e leggerezze, e che la sua messa in scena sia stata piuttosto macchinosa: il Signore Oscuro che ha terrorizzato generazioni di maghi cade in modo piuttosto sciocco, quando aveva tutto per poter vincere. Ma si tratta di un peccato veniale: il trionfo del Bene, comunque si sia realizzato, ci fa uscire dal cinema contenti e pacificati. Anche se la visione finale dei nostri beniamini invecchiati e un po' imbolsiti, con tanto di figli al seguito, lascia in bocca un sapore un po' melenso di fiction televisiva.

venerdì 14 ottobre 2011

The force


Un esempio di spot televisivo originale e molto creativo, ideato da un'agenzia californiana per promuovere la Volkswagen Passat. Il protagonista è un Darth Vader in miniatura, accompagnato dall'inconfodibile colonna sonora di Star Wars: un'idea azzeccatissima, dato che il target di riferimento è costituito proprio da quei quarantenni di oggi che da ragazzini sono stati (molto verosimilmente) fan della saga ideata da George Lucas.

A prescindere poi dalla qualità del lavoro, ho un debole per il piccolo "cattivo", che da un lato mi fa pensare a Stewie Griffin e dall'altro al nostro nipotino di tre anni, che a Carnevale voleva mascherarsi proprio da Darth Vader...

giovedì 13 ottobre 2011

Il re e il suo giullare

All'improvviso mi sentivo nudo, spogliato dalla morte. Aveva continuato a sottrarmi chi mi stava attorno: ma c'erano tanti fiori sui rami che non le avevo mai serbato rancore perché si prendeva ciò che le spettava. Così muore la carne, avevo mormorato santimoniosamente, pensando che la morte aveva una sua quota e che io e i miei cari non saremmo stati chiamati ancora per qualche tempo. Ora la morte aveva esaurito la lista, e adesso noi figuravamo ai primi posti.

Inghilterra, XVI secolo. La vita, i trionfi, le sconfitte e gli amori di Enrico VIII raccontati in un'immaginaria autobiografia, inframezzata dalle note e dalle riflessioni di WIll Somers, suo fedele buffone di corte.

Il re e il suo giullare di Margaret George ci catapulta nell'Inghilterra dei Tudor, per seguire le vicende di Enrico, un principe inizialmente destinato alla carriera ecclesiastica e che, in seguito alla morte del fratello maggiore Arturo e del padre, si ritrova ad essere re in giovane età. Un re inesperto, complessato per via della spiccata predilezione che il padre, il freddo Enrico VII, ha sempre nutrito nei confronti del fratello defunto, ma pieno di coraggio, ambizioni, buoni propositi e belle speranze. Un re che avrebbe regnato per quasi quarant'anni e che sarebbe passato alla storia per aver causato lo scisma anglicano, per aver avuto sei mogli, di cui due mandate a morte per tradimento, e per aver coltivato passioni smodate.

Il romanzo ricostruisce vicende, incontri e tormenti del sovrano seguendolo nelle varie tappe della vita e del regno, dall'ascesa fino alla decadenza e all'imminenza della morte, e umanizzandolo, in modo da non ridurlo ad una sorta di caricatura storica. La lettura, condita dalla ricostruzione dettagliata e verosimile di eventi e momenti storici, è sufficientemente scorrevole da poter essere affrontata nel tempo libero (io l'ho letto la scorsa estate, in piena canicola...), a patto però che ci si lasci avvincere da complicazioni dinastiche, pettegolezzi e intrighi di corte e si abbia una predilezione particolare per le ambientazioni storiche. Se non si è amanti del genere, invece, meglio lasciar perdere.

mercoledì 12 ottobre 2011

6 sostanze di origine animale presenti nei prodotti di uso comune

via it.wikipedia.org
Come abbiamo visto qualche tempo fa, ci sono alimenti apparentemente vegetariani/vegani che possono nascondere grassi di derivazione animale. Allo stesso modo, molti dei prodotti che utilizziamo ogni giorno per la cura della persona o per le riparazioni e le pulizie di casa possono nascondere sostanze derivate dall’uccisione di animali e, quindi, in pieno contrasto con la filosofia e l’etica di vegetariani e vegani. Quando sulle etichette dei prodotti leggiamo parole quali acido stearico, acido laurico, acido miristico o acido oleico, dobbiamo infatti essere consapevoli che queste sostanze, generalmente presenti in saponi, cosmetici, farmaci, inchiostri e cibi vari, sono mutuate da grassi e oli che possono essere sia di origine vegetale che, in alcuni casi, animale... (continua su greenMe.it)

martedì 11 ottobre 2011

Il vero copywriter in 11 punti

Nel 1982 a Milano appare un singolare annuncio di lavoro, diffuso dalla Ogilvy (l'agenzia di pubblicità fondata dal britannico David Ogilvy, un maestro della comunicazione). La figura professionale che si cerca è quella del copywriter (o "autore di testi pubblicitari") e quelle che seguono sono le caratteristiche che si richiedono ai candidati: poche righe in cui si condensa un mestiere tanto affascinante quanto difficile e - troppo spesso - banalizzato.  

Per noi un copywriter non è un giocatore di parole o un inventore di fantasie gratuite. 

Un copywriter è qualcuno che sa scrivere molto bene in italiano. Un italiano chiaro, semplice, vivo; mai manieristico o inutilmente goliardico. 

Il copywriter, come tutti coloro che hanno vere capacità creative, è un pignolo. Prima di metter mano a una campagna vuol sapere tutto sul mercato, sul prodotto, sul consumatore. 

Il copywriter, nella realizzazione, cura minuziosamente tutti i dettagli. 

Il copywriter ama parlare con la gente, verificarsi direttamente con il pubblico. Diffida delle ricerche se sono troppo schematiche, troppo astratte o troppo astruse. 

Il copywriter crede nel nostro mestiere, lo prende sul serio, si impegna a fondo. Si diverte a farlo bene.

Il copywriter è malato di inguaribile curiosità. Vuol sapere che cosa c’è di nuovo nella testa della gente. 

Il copywriter difende con chiarezza le sue idee, ma sa anche ascoltare. Sa che nel nostro lavoro chi smette di imparare diventa presto inutile.

Il copywriter è un buon compagno di lavoro. Rispetta i suoi colleghi in tutti i reparti dell’agenzia e si fa rispettare da loro.

Il copywriter sorride spesso. Riesce a mantenere il buonumore anche quando un regista sbaglia una ripresa o un cliente rifiuta una proposta. 

Il copywriter non si accontenta mai della mediocrità.

lunedì 10 ottobre 2011

Boris - Il film

"La cosa che dobbiamo fare è semplicissima: tutti i personaggi che prima vedevamo con occhio critico per via delle loro malefatte diventano positivi. Ladri, tangentisti, corrotti, sono positivi. Renè voleva fare un film che scandalizzasse, che indignasse. I protagonisti di Natale con la casta saranno simpaticissimi bastardi italiani abbronzati e corrotti a cui piace mettere le mani sulle tette. Popi-popi."
Glauco

Il regista René Ferretti decide di mollare il set della sua ultima, brutta fiction (Il giovane Ratzinger, ndr), riuscendo per la prima volta a sottrarsi ai ricatti e ai compromessi del mondo televisivo, per dare finalmente voce alla propria coscienza creativa. Nel compiere il grande salto verso il film d'autore, René si cimenta nella messa in scena di un bestseller di grandissima fama e attualità, La casta, complice il redivivo Sergio, maneggione come sempre. Riuscirà il nostro regista preferito a realizzare, dopo anni di frustrazioni, le proprie aspirazioni artistiche? (seguono spoiler)

Boris - Il film giunge a coronamento di tre anni di telefilm e conclude il racconto in modo davvero esemplare, riproponendo gli ingredienti che avevano reso unica la serie e portandoli, per così dire, alle estreme conseguenze. Non a caso, se il film non rinuncia alla comicità e ad una descrizione caricaturale, impietosa e un po' trash del mondo dello spettacolo, la nota predominante è piuttosto amara: con un rigurgito di orgoglio, René rifiuta di girare una scena che ritiene brutta e perde il lavoro di regista televisivo; dopo un periodo di depressione, tenta di rifarsi realizzando un vero film d'autore per il cinema; nonostante abbia tra le mani un'ottima sceneggiatura, deve scontrarsi prima con la difficoltà di reperire finanziamenti e, successivamente, con la presunzione, il lassismo e il disprezzo del mondo che gravita intorno al cosidetto "cinema di impegno"; deluso e frustrato, decide di richiamare la sua "vecchia" troupe, ma il destino si accanisce nuovamente contro di lui, obbligandolo a cambiare il progetto in corsa e a stravolgere definitivamente i suoi piani (insomma, dopo tanti sforzi e progetti, finirà per realizzare un cinepanettone...).

Il messaggio che il film sembra veicolare è che da un certo mondo non si possa proprio uscire e che volare alto sia impossibile. D'altra parte, all'inizio della pellicola lo stesso René, depresso e abbattuto dopo il licenziamento, aveva preferito la visione di un cinepanettone a quella di un film di Ozon: l'esito abbastanza catastrofico del suo tentativo autorale è una specie di contrappasso, che lo spinge a tornare proprio a quella televisione da cui era andato via sbattendo la porta e che tanto disprezza (o che dice di disprezzare).

Insieme a René e a Sergio tornano in scena tutti i personaggi della serie televisiva: lo "schiavo" Alessandro, la factotum Arianna, il capoelettricista Biascica, il direttore della fotografia Duccio, il responsabile della rete (ormai declassato...) Diego, fino agli improbabili attori de Gli occhi del cuore, la "cagna" Corinna, il megalomane Stanis e Cristina, "la figlia di Mazinga". A questi si aggiunge Marilita Loy, definita nel film come "la più grande attrice italiana": un riuscito condensato di tic, insicurezze e paranoie, che sembra proprio fare il verso a Margherita Buy.

Se avete amato la serie televisiva, la visione del film è altamente consigliata. Se invece non la conoscete, direi che la cosa migliore è cominciare proprio da lì, per poi poter davvero apprezzare il film, il suo contesto e le sue citazioni.

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Boris - la serie

venerdì 7 ottobre 2011

Il cloud computing è ecofriendly?

[per pura coincidenza, questo articolo è stato pubblicato proprio nel giorno in cui si è diffusa la notizia della morte di Steve Jobs, uno dei grandi rivoluzionari della nostra epoca, forse uno degli ultimi rivoluzionari. Approfitto quindi di questo post per ricordarlo e unirmi al coro dei ringraziamenti]

La nuova frontiera dell’Information Technology sembra essere il cosiddetto cloud computing: un modo suggestivo per dire che le attività che svolgiamo ogni giorno via computer potrebbero ben presto essere interamente ospitate, gestite e memorizzate all’esterno delle nostre case e dei nostri uffici, nella cosiddetta “nuvola”. Ciò significa che ai programmi e ai file si accederebbe via internet - un po’ come accade già oggi con gli account su Facebook - usufruendo di un hosting service provider esperto e superattrezzato che avrebbe l’obbligo di provvedere alla gestione informatica dell’intero sistema, garantendo nello stesso tempo privacy e sicurezza dei dati... (continua su greenMe.it)

lunedì 3 ottobre 2011

Eco-borse ed eco-accessori per una sostenibilità che fa tendenza


L’ecosostenibilità passa attraverso piccolo gesti quotidiani, a portata di tutti, come ad esempio donare o scambiare abiti e indumenti piuttosto che acquistarne dei nuovi, riutilizzare gli oggetti ogni volta in cui è possibile, preferire articoli in materiali riciclati, aguzzare l’ingegno e mettere in moto la fantasia… A proposito di fantasia, oggi vi presentiamo una serie di borse e di accessori ecofriendly che saranno apprezzati da tutti coloro che puntano ad essere green in modo creativo ed originale. Eco borse ed eco-accessori che rappresentano 7 vie sostenibili per contenere il proprio impatto sull’ambiente ed essere, nello stesso tempo, decisamente ecotrendy... (continua su greenMe.it)