lunedì 27 agosto 2012

Le madri non sbagliano mai

[...] pensando ai genitori, alla loro confusione di fronte alle situazioni e ai messaggi dei loro figli, al loro sapere troppo o troppo poco, è maturata in me l'idea che fosse più utile rivolgersi direttamente a loro con una serie di consigli e di chiarimenti: una specie di vademecum per genitori incerti.

Le madri non sbagliano mai (1995) è forse il lavoro più famoso del neuropsichiatra infantile Giovanni Bollea (1913-2011). Prima di me lo avevano letto e trovato particolarmente interessante sia mia madre che mia suocera, e quest'ultima me lo ha dato in prestito cinque mesi fa, nei giorni che hanno preceduto la nascita della mia bambina.

Devo confessare di aver impiegato diverse settimane a leggerlo: non perché fosse difficile o troppo specialistico/erudito, ma perché il tempo da dedicare esclusivamente a me e ai miei hobby si è drasticamente (e inevitabilmente...) ridotto - come dimostra anche lo stato di abbandono in cui versa questo blog... Insomma, sarà un concetto banale e stradetto da generazioni di neo-genitori, ma con un bambino in casa le priorità di tutti subiscono un vero e proprio stravolgimento e le prospettive cambiano radicalmente: tutte le occupazioni e preoccupazioni di una volta vengono sostituite, in modo automatico e spontaneo, da altre occupazioni e preoccupazioni. E così, dalle riflessioni sulla sostanza spinoziana e sui massimi sistemi si passa con estrema naturalezza ai rimedi anticolica e all'analisi del colore, della quantità e della consistenza della popò del pargolo (sic!).

Tornando al tema del post, devo dire che Le madri non sbagliano mai è stato per me il libro giusto al momento giusto: partendo dalla propria decennale esperienza clinica e da solide basi scientifiche, Bollea vi costruisce un ampio percorso di situazioni, di interrogativi e di casi, dei quali offre chiarimenti e possibili soluzioni, con un tono pacato e rassicurante che ha il potere di rasserenare il lettore (e il genitore, soprattutto quello alle prime armi!).

Se il titolo è in parte provocatorio, il testo offre informazioni preziose e consigli pratici sulle esigenze primarie del bambino, a partire dai primissimi giorni di vita fino all'adolescenza, sulla sua evoluzione fisica e psichica, sulla sua progressiva capacità di interagire e di tessere relazioni, sul contesto familiare e sul ruolo di madri, padri e nonni (tutti ben distinti e caratterizzati, in modo da essere complementari e concorrere all'educazione del piccolo).

Bollea realizza un'opera divulgativa senza però semplificare all'eccesso o banalizzare una materia tanto articolata, delicata e complessa: e il risultato, come ho anticipato, è un senso di sollievo che pervade il genitore o aspirante tale, convincendolo che, con dedizione e buona volontà, prestando sempre ascolto al proprio bambino e sforzandosi di essergli di esempio, sia possibile affrontare l'enorme responsabilità di educare, o meglio di "fare da guida", ad un figlio. E, soprattutto, di farne un bambino felice e un cittadino responsabile, cosa che dovrebbe essere l'obiettivo primario di ogni educazione.

Poi, ovviamente, si tratterà di provare a mettere in pratica tutti questi utilissimi consigli nella vita quotidiana, e lì verranno sia il bello che il difficile...