mercoledì 31 ottobre 2012

SOS raccolta differenziata: dove gettare il Tetra Pak?

Puntualmente, dopo aver terminato una confezione di latte o di succo di frutta, ci chiediamo: in quale contenitore dei rifiuti va gettato il Tetra Pak? Nell’indifferenziata? Fino a qualche tempo fa, la risposta alla seconda domanda era – tristemente – un sì. Questo utile materiale da imballaggio, nato in Svezia negli anni Cinquanta e composto di cellulosa, polietilene e alluminio, dopo l’uso finiva per ingrossare la montagna di rifiuti non smaltibili che produciamo quotidianamente... (continua su Pensieri Verdi)

lunedì 29 ottobre 2012

5 idee per riciclare l'abito da sposa

Seguendo alcuni web magazine anglosassoni ho realizzato che c’è una frontiera del riciclo e del riuso che in Italia non abbiamo ancora raggiunto: quella dell’abito da sposa, che solitamente (ma non sempre…) è il capo di abbigliamento più costoso e meno indossato che una donna ha nell’armadio – anche perché, nella maggior parte dei casi, è talmente bianco, talmente vaporoso, talmente ricco di dettagli da risultare inconfondibile e, quindi, non riutilizzabile in occasioni diverse... (continua su Pensieri Verdi)

venerdì 26 ottobre 2012

90 giorni senza plastica: la sfida di un ambientalista americano

Vivere per 90 giorni senza acquistare o ricevere oggetti in plastica, insomma senza aggiungere altra plastica a quella già presente in casa: ecco la sfida di un ambientalista americano, Greg Bilsland, per sensibilizzare gli internauti sull’impatto negativo e drammaticamente durevole che questo materiale ha sull’ambiente. Una sfida non da poco, se pensate che la plastica si annida in numerossimi beni di consumo e strumenti di uso comune... (continua su Pensieri Verdi)

giovedì 25 ottobre 2012

L'Aquila, il 6 aprile e i "luminari del terremoto"

Ho atteso alcuni giorni prima di scrivere qualsiasi cosa su L'Aquila perché non è facile, per me, tornare con obiettività su quanto accadde il 6 aprile 2009 e nei giorni che precedettero e seguirono quella notte. Non è facile, perché ogni volta mi sembra di rivivere l'angoscia, l'incredulità e la paura di quelle lunghissime ore. E poi non è bene scrivere a caldo, si rischia di essere precipitosi, imprecisi, autoreferenziali e troppo emozionali.

Fino a quando non ne saranno rese pubbliche le motivazioni, sarà impossibile commentare con cognizione di causa la sentenza contro i membri della Commissione Grandi Rischi. Quello che posso fare, però, è ricordare, rendere la mia piccola testimonianza di abruzzese che ha vissuto il terremoto in famiglia, anche se non in prima persona.

Lo sciame sismico (ma all'epoca non lo avremmo definito così, eravamo ancora digiuni del "lessico da terremoto") era iniziato a dicembre 2008, con scosse lievi ma frequenti, che poi erano progressivamente aumentate di intensità, fino a raggiungere - a fine marzo 2009 - il 4° Richter. La popolazione cominciava ad essere allarmata, tanto più che un tecnico che lavorava presso il laboratorio del Gran Sasso, Giampaolo Giuliani, basandosi su rilevazioni di gas radon, aveva dichiarato che si sarebbe presto verificato un terremoto disastroso. Fatto sta che, dopo la scossa del 4° di lunedì 30 marzo 2009, sia perché l'evento era stato più forte dei precedenti, sia per le parole di Giuliani, molti studenti avevano lasciato temporaneamente L'Aquila e molte persone si chiedevano se fosse meglio dormire per un po' nelle auto anziché nelle case.

A questo punto, la Protezione Civile organizzò una riunione straordinaria della Commissione Grandi Rischi, per smentire una volta per tutte Giuliani e calmare una popolazione sempre più allarmata (che questi fossero gli obiettivi non lo dico io, che non sono nessuno, lo dice l'allora capo della Protezione Civile in un'intercettazione telefonica). Se il compito della Commissione Grandi Rischi è, sulla carta, quello di "prevenire e prevedere", la sera del 31 marzo 2009 nessuna della due cose venne fatta: non si fecero previsioni, perché è impossibile prevedere un terremoto, e non si fece né si pianificò alcun tipo di prevenzione. Ci si limitò, stando al verbale della seduta, ad indicazioni molto generiche, valide per tutte le occasioni, e in appena un'ora si chiuse tutto. Ora, apro parentesi: se una Commissione, in una situazione di emergenza come era quella aquilana, lavora in questo modo frettoloso e superficiale, che senso ha riunirla? E che senso ha la sua stessa esistenza? Chiudo parentesi.

Apro un'altra parentesi: stando a quanto si disse nei giorni successivi al terremoto, il verbale fu redatto e firmato la mattina del 6 aprile, poche ore dopo la scossa 6.3 Richter delle 3.32, che portò via 309 vite e distrusse il centro storico della città. Insomma, se questo è vero (e in proposito ci sarebbe la testimonianza dello stesso Boschi), la riunione del 31 marzo 2009 sarebbe stata davvero solo una messa in scena (a cui tutti si sarebbero prestati), tanto da non meritare neppure la stesura di uno stringato verbale.

Dopo la riunione, la Protezione Civile - nella persona di De Bernardinis - rassicurò la popolazione, diffondendo la tristemente famosa convinzione che il terremoto "scaricava energia a piccole dosi", un po' per volta, e che per questo era da escludere una scossa molto forte. Parole rassicuranti, che effettivamente rassicurarono. Ci rassicurarono perché eravamo degli ingenui, perché ci diedero le certezze che, nel fondo del nostro animo, desideravamo avere? Può darsi: fatto sta che lo Stato, attraverso un suo organo, disse agli aquilani che non c'era motivo di allarmarsi. E nessuno degli scienziati membri della Commissione smentì questa posizione. Nessuno. Chi tace acconsente, no?

Il processo contro la Commissione Grandi Rischi: non ho voluto seguirlo passo passo, ma le reazioni alla sentenza mi hanno colpita e addolorata. L'ignoranza sensazionalistica di coloro che parlano di un "verdetto contro la scienza" (e che hanno diffuso questo punto di vista su tutti gli organi di informazione, nel mondo politico e nell'intera comunità scientifica internazionale) mi sembra l'ennesimo schiaffo contro una città e una popolazione a cui - prima e dopo il 6 aprile 2009 - sono stati fatti sgarbi di ogni tipo. Così come mi è parsa assurda la reazione corporativa del mondo scientifico: da un capo all'altro del mondo mi sembra che si dia per scontato, senza neppure conoscere i fatti, che uno scienziato, per il solo fatto di essere tale, non possa sbagliare o non possa agire in modo poco professionale e che un'accusa volta ad uomo di scienza sia necessariamente dettata da oscurantismo.

Personalmente, pur non conoscendo le motivazioni della sentenza e attendendo di saperne qualcosa di più, non credo che i tecnici della Commissione Grandi Rischi siano condannabili per "omicidio colposo" o che debbano trascorrere 6 anni in carcere. D'altro canto, però, non meritano la solidarietà e gli attestati di stima piovuti in questi giorni dal mondo intero: nella migliore delle ipotesi, partendo dal presupposto che abbiano partecipato in buona fede alla riunione del 31 marzo 2009, hanno svolto il proprio lavoro con superficialità, così, tanto per farlo. Se invece erano consapevoli delle intenzioni delle autorità e della Protezione Civile (la famosa "operazione mediatica" di cui parla Guido Bertolaso nel video qui sopra), hanno piegato la propria professionalità a direttive che venivano dall'alto, prestando il proprio nome, la propria fama e la propria autorevolezza ad una sciagurata azione di propaganda. E' questo il risultato della commistione di scienza e politica?

Insomma, qui non vedo dei martiri della scienza o dei novelli Galilei, condannati per "non aver previsto un terremoto". Vedo delle persone che non hanno adempiuto ai propri doveri professionali, prestandosi invece ad un'operazione mediatica e avallando, con il loro silenzio, le rassicurazioni della Protezione Civile. La "previsione del terremoto" di cui si parla e straparla in questi giorni in Italia e nel mondo non c'entra nulla: vorrei scolpire queste parole nella pietra, una volta per tutte.

Di fatto, come dicevo, l'obiettivo di rassicurare la popolazione fu raggiunto: dopo la riunione del 31 marzo 2009 molti studenti rientrarono a L'Aquila e molte persone si sentirono tranquillizzate, nonostante il perdurare dello sciame sismico. La sera del 5 aprile (una domenica, la Domenica delle Palme), pochissime ore prima della scossa che avrebbe cambiato tutto, ce ne fu una del 4° Richter: dopo averla percepita, alcuni decisero di dormire nelle auto, altri rientrarono in casa. Forse pensarono che il terremoto scaricava energia poco alla volta, forse pensarono che, se i "luminari del terremoto" dicevano che non c'era da avere paura, non c'era davvero da avere paura. Sappiamo poi come è andata a finire.

Temo che nessun processo e nessuna sentenza possano dirci come sarebbe andata quella notte se la sciagurata riunione del 31 marzo 2009 si fosse svolta in modo diverso o non si fosse svolta. Vorrei però che fosse chiaro a tutti chi sono le vere vittime di questa triste storia: 309 persone, i loro cari, gli aquilani e tutti coloro che, nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, si trovavano in città e nei Comuni del cratere. Non ne vedo altre.

mercoledì 17 ottobre 2012

Siamo affamati! Gli studenti contro Michelle Obama e il menu anti-obesità

Ricordate la campagna di Michelle Obama contro l’obesità? Negli ultimi anni la First Lady americana ha investito molte energie per diffondere nel proprio Paese un nuovo stile alimentare, basato su un maggiore equilibrio tra le sostanze nutritive e su una drastica riduzione dei grassi. Le sue parole hanno ispirato delle nuove regole per le mense scolastiche, inserite nello Healthy, Hunger-Free Kids Act (2010) e diventate effettive a partire dall’anno scolastico appena iniziato. Dai menu è sparito il cosiddetto junk food, o “cibo spazzatura”, per fare posto ad una maggiore quantità di frutta e verdura, per un tetto massimo di 850 calorie per studente... (continua su Pensieri Verdi)

martedì 16 ottobre 2012

Ci sono "problemi" e problemi: la campagna di Water is Life per Haiti

Forse sarà premiato come spot dell’anno, e in ogni caso sta attirando l’attenzione e sta facendo discutere: sto parlando del video diffuso dall’organizzazione no profit Water is Life per incentivare le donazioni a sostegno della popolazione di Haiti – duramente colpita da un violentissimo terremoto nel 2010 -, per non farle mancare un bene prezioso come l’acqua potabile. Lo spot, realizzato dall’agenzia americana DBB New York, è di una semplicità e di un’efficacia disarmanti: degli Haitiani leggono in inglese o in francese alcune frasi pubblicate su Twitter con l’hashtag #FirstWorldProblems... (continua su Pensieri Verdi)

lunedì 15 ottobre 2012

A che punto è la notte

Una matta. Una gabbia di matti. E matto lui stesso a occuparsi del caso Pezza, pensò incollerito il Commissario. Tutta la faccenda di Santa Liberata, in realtà, avrebbe dovuto riguardare unicamente la Curia. Senonché...

Torino, fine anni Settanta. Don Alfonso Pezza, parroco di Santa Liberata, è un personaggio dai trascorsi equivoci e dalle omelie teatrali e visionarie, circondato da una corte di personaggi pittoreschi, se non ambigui. Una sera, nel bel mezzo di una funzione religiosa, mentre dal suo pulpito arringa una platea di fedeli e di curiosi attratti dalla sua fama, viene ucciso dallo scoppio di una bomba. Il Commissario Santamaria è chiamato a risolvere il caso e a dipanare una matassa intricatissima, tra citazioni bibliche, numerosissimi testimoni e potenziali colpevoli e intrighi che sembrano coinvolgere la Curia, la criminalità organizzata e persino la FIAT...

Qualche anno dopo La donna della domenica, Fruttero e Lucentini ci riportano in una Torino ancora più multiforme e contraddittoria, per seguire da vicino le indagini di un Commissario Santamaria più maturo e disincantato. Il fatto di cronaca è a dir poco inusuale, le circostanze della morte del parroco sono di grande impatto emotivo e circonfuse di mistero, i personaggi coinvolti sono molteplici e diversissimi per carattere, ceto sociale, modi di fare e relazione con la vittima.

Anche A che punto è la notte è un romanzo corale e coinvolgente, per quanto più imponente e ambizioso del precedente. Le ambientazioni (dalla Chiesa alla Curia passando per quartieri periferici abitati da meridionali, squallidi locali e motel, fino ad arrivare agli uffici della FIAT), le problematiche tirate in ballo, il numero di personaggi e comparse, il climax... tutto è più "grande" e "importante". Proprio in questa pretesa di grandiosità e nella teatralità della rivelazione finale sta, a mio parere, il limite del racconto: è tutto un po' troppo, anche per il lettore più indulgente.

Detto questo, il romanzo è comunque godibilissimo, tra numerose false piste e interpretazioni più o meno cervellotiche del delitto che rendono il giallo affascinante, per quanto rischino di generare un po' di confusione, e che trascinano il lettore fino alla soluzione del caso.

venerdì 12 ottobre 2012

Cristoforo Colombo

Visto che è il 12 ottobre e si ricorda la scoperta del continente americano, mi concedo un po' di musica che mi piace. Dall'album Ritratti (2004), una delle canzoni di Guccini che preferisco. Buon week-end!

mercoledì 10 ottobre 2012

L'innalzamento del livello dei mari tra scienza e propaganda politica

Molti scienziati operano una correlazione diretta tra innalzamento del livello dei mari e cambiamenti climatici, sottolineando come vi sia un rapporto causale tra attività umane, riscaldamento globale e scioglimento dei ghiacci dei Poli. Sebbene questa tesi non sia unanimemente accettata (e su questo torniamo tra qualche riga), resta il fatto che, qualunque ne sia la causa diretta, il livello dei mari stia aumentando sensibilmente, esponendo alcune aree geografiche e le popolazioni che le abitano ad un rischio enorme... (continua su Pensieri Verdi)

martedì 9 ottobre 2012

Deforestazione criminale: una piaga in crescita

Le foreste sono i polmoni verdi del nostro pianeta: sottraendo biodissido di carbonio all’atmosfera, rendono l’aria più respirabile e contribuiscono a mitigare i cambiamenti del clima. Inoltre, danno rifugio ad antiche popolazioni indigene e sono dei veri e propri scrigni di biodiversità, custodi millenarie di miriadi di specie animali e vegetali che altrimenti rischierebbero l’estinzione.

Sembra ovvio che dovremmo averne cura, e invece – è un triste dato di fatto – le stiamo gradualmente perdendo: secondo il World Resources Institute, più dell’80% delle foreste della Terra è già andato distrutto, con un’impennata a partire dall’inizio del XX secolo, mentre deforestazione selvaggia e incendi minacciano costantemente il restante 20%... (continua su Pensieri Verdi)

lunedì 8 ottobre 2012

La donna della domenica

Il colpo alla porta fu così discreto che, dopo essere scattato in piedi, restò un attimo immobile pensando di essersi sbagliato. Non aveva neanche sentito i passi nell'androne. Avanzò dubitoso, e aprì ancora senza credere, ancora trattenuto dal molle e tenace vischio di innumerevoli delusioni. Le mani gli tremavano, e sulle prime, nella penombra, quasi non riconobbe la persona che aspettava. Poi un largo sorriso incise sulla sua faccia fitti ventagli di rughe.

Torino, primi anni Settanta. Un architetto di dubbia fama viene assassinato nel suo studio. Inizialmente si pensa ad un delitto maturato in ambienti equivoci, forse opera di una prostituta. Ma quando le indagini lambiscono l'alta borghesia cittadina, viene invitato ad occuparsene il Commissario Francesco Santamaria, che ha già gestito situazioni analoghe mostrando il "dovuto tatto". Nello scenario di una Torino multiforme, muovendosi tra i personaggi più diversi - dalla bella borghese noiosamente sposata fino al giovanotto vanesio di buona famiglia, passando per il modesto impiegato comunale, il gallerista truffaldino e l'intellettualoide pretenzioso e polemico - , incappando in equivoci e false piste, il Commissario finirà per comprendere la verità. Non prima però che un secondo omicidio abbia dato una scossa alle indagini e alle coscienze.

La donna della domenica (1972) è un intrigante romanzo giallo nato dal (felice e duraturo) sodalizio di Carlo Fruttero e Franco Lucentini. Un racconto avvincente che si legge tutto di un fiato, ricchissimo di personaggi, situazioni, luoghi e dettagli, capace di "far respirare" al lettore le atmosfere che descrive - dalle ville in collina al mercato delle pulci, dagli uffici del Comune alle ricche case borghesi, fino allo squallido studio dell'architetto Garrone. 

Più che il fatto criminale (che si risolve in modo abbastanza inatteso, anche se l'esito delle indagini è molto meno interessante del climax che lo precede), al centro della vicenda ci sono tanti microcosmi sociali che si incontrano ed intersecano, attraverso una serie di personaggi caratterizzati con grandissima maestria, sullo sfondo di una città affascinante e piena di contraddizioni. A fare da raccordo tra i diversi volti è il Commissario Santamaria, personaggio preminente più che protagonista assoluto, lievemente sterotipato (scapolo, affascinante, garbato, arguto, capace di cogliere i dettagli, gentiluomo...).

La sovrabbondanza di luoghi e persone coinvolte è il tratto peculiare del romanzo: per me ne costituisce un assoluto punto di forza, ma immagino che per un lettore più concentrato sul giallo potrebbe risultare noiosa e fuorviante. Insomma, dovreste leggerlo anche voi e farmi sapere cosa ne pensate...

venerdì 5 ottobre 2012

Amarcord pubblicitario: profumo di casa

Questo spot mi ricorda tantissimo i tempi delle scuole elementari (e in particolare i pomeriggi autunnali, il sussidiario e il tavolo di casa su cui facevo i compiti).

 Rivedendolo a venti e più anni di distanza, mi accorgo di quanto sia datato e anni '80 (lento, stereotipato, un po' ruffiano - e poi, avete visto la pettinatura della mamma e l'impermeabile del papà???) ma riesce ancora a farmi molta tenerezza.

D'altra parte, la storia che si racconta è in linea con il payoff (Dove c'è Barilla, c'è casa) e l'insieme è comunque meglio della maggior parte degli spot che ci vengono propinati oggi ...

lunedì 1 ottobre 2012

Importare rifiuti per produrre energia: il "paradosso" svedese

Avete capito bene: gli Svedesi sono così bravi a riciclare che non producono spazzatura a sufficienza. Cosa significa “a sufficienza”? – vi chiederete voi – In fondo, recuperare molto e abbandonare poco in discarica dovrebbe essere, se non la regola, almeno l’obiettivo. Tuttavia, la Svezia segue un programma di produzione di energia termica ed elettrica che funziona proprio a partire dai rifiuti: quindi, producendo poca spazzatura (grazie alla raccolta differenziata e al riciclo, solo il 4% degli scarti finisce nelle discariche) manca della materia prima necessaria ad alimentare gli inceneritori e a soddisfare le esigenze energetiche della propria popolazione... (continua su Pensieri Verdi)